Notizie, itinerari e informazioni utili sul Parco delle Capanne di Marcarolo

L’AREA DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO E I PUNTI DI INTERESSE

L’AREA DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO E I PUNTI DI INTERESSE

Il territorio del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo ha diversi punti di particolare interesse: infatti, il Parco, istituito nel 1979, presenta aree che raccontano la storia dei nostri luoghi e ne caratterizzano l’ambiente.

L’area naturale delle Capanne di Marcarolo è davvero vasta, basti pensare che ha una superficie di oltre 9.500 ettari, per un altitudine compresa tra 335 metri e i 1.172 metri del Monte delle Figne e il territorio comprende Bosio, Casaleggio Boiro, Fraconalto, Lerma,Mornese, Tagliolo Monferrato e Voltaggio ( tutti Comuni della Provincia di Alessandria).

C’è tanto da vedere nel Parco perchè è uno dei più grandi spettacoli che la natura a cavallo tra Piemonte e Liguria può offrire. Un paesaggio davvero inedito, uno skyline che difficilmente troverete in altre regioni d’Italia: sui crinali rocciosi e nelle fitte boscaglie riescono a convivere specie tipiche della flora alpina e altre caratteristiche dell’ambiente mediterraneo. Questa distesa di latifoglie, conifere e praterie rappresenta il punto più a Sud del Piemonte, con il mar Ligure che dista, in linea d’aria, poco più di 10 Km. I visitatori di primavera più fortunati potrebbero avere il piacere di ammirare la fioritura delle vallate e incrociare diversi animali in un magico contrasto di colori, di vita e di morte. Ricca, infatti, è la presenza faunistica, a cominciare dagli uccelli rapaci come nibbi, poiane, astori e soprattutto il biancone per arrivare a cinghiali, volpi, tassi, ghiri, pipistrelli, caprioli, daini, ricci, faine, lepri.

Data la vastità del territorio del Parco delle Capanne di Marcarolo ed il tempo che spesso è limitato, prima di partire è bene chiarirsi le idee su quello da vedere e da fare. Secondo step fondamentale è munirsi di una buona mappa dato che i sistemi gps spesso non funzionano correttamente.

Qui potrete trovare la mappa del Parco delle Capanne di Marcarolo messa a disposizione da Google Maps.

Per comodità, vi elenchiamo dei punti di interesse in base alla zona per scoprire il territorio.

– Museo del Lavoro Contadino, all’interno di Palazzo Gazzolo a Voltaggio, dove poter conoscere i mestieri tradizionali degli abitanti di Capanne di Marcarolo. Pannelli informativi, attrezzi da lavoro e sale rappresentano i punti forza di questo museo mostrando video e fotografie del territorio.

– Ecomuseo di Cascina Moglioni, podere usato come museo e laboratorio didattico: gli edifici rurali e i terreni sono stati rivalutati per dar vita a questo progetto didattico.

– Sacrario della Benedicta, cascinale diventato famoso durante la seconda guerra mondiale quando nel 1944 persero la vita circa 150 partigiani e le forze nazi-fasciste rasero al suolo la struttura. Oggi si possono ammirare solo i ruderi ma il luogo è un segno concreto della storia del territorio.

Il Parco, però, è ricco di punti di interesse soprattutto dal punto di vista naturalistico: la mappa dell’area naturale presenta ben nove sentieri da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike che consentono di scoprire luoghi unici e di visitare in un sol colpo vette, laghi e vallate. Monte Tobbio, Monte Prabacan, Monte delle Figne sono solo alcune delle vette che è possibile ammirare durante i percorsi del Parco naturale delle Capanne associandoli alla visita e alla vista mozzafiato dei Laghi della Lavagnina e dei Laghi del Gorzente, bacini artificiali costituiti per la produzione di energia idroelettrica, e dei numerosi corsi d’acqua tra i quali il Lemme, dal Passo della Bocchetta verso il Monferrato, il Gorzente, il Piota da Capanne.

Insomma, una gita al Parco delle Capanne di Marcarolo significa fare una passeggiata in un paradiso di biodiversità adatto agli escursionisti per i tanti sentieri che offre, agli amanti dellacultura e a chi interessa la storia di questa area naturale.

COME RAGGIUNGERE IL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

COME RAGGIUNGERE IL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

Il Parco delle Capanne di Marcarolo per la sua collocazione geografica è raggiungibile sia per chi proviene dal Piemonte che dalla Liguria. Infatti, l’area naturale è situata lungo l’area montuosa dell’Appennino ligure-piemontese, all’estremo sud della provincia alessandrina, collocato geologicamente nel sistema noto come Gruppo di Voltri. L’area del parco è dominata dal Monte Tobbio e ha la caratteristica di godere della vista del Golfo Ligure, distante solo 10 chilometri in linea d’aria. La distanza del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo è di circa 150 km da Torino, 130 km da Milano e 30 km da Genova.

parco cap marcarolo cartina

Per arrivare con l’automobile si possono percorrere o l’autostrada Voltri-Sempione (A26) o la Genova-Milano (A7).
Per chi percorre l’autostrada A7 (Milano-Genova) deve uscire a Serravalle Scrivia (provincia di Alessandria) e può proseguire:
– in direzione Gavi, Bosio, Mornese e prendere poi la deviazione per Capanne di Marcarolo (S.P.165)
– in direzione Gavi,Voltaggio e prendere a Voltaggio la deviazione per Capanne di Marcarolo (S.P.166)
– in direzione Genova Bolzaneto per Campomorone(GE) dove troverà la deviazione per Piani di Praglia (S.P.4).

Mentre per chi proviene dalla A26 (Gravellona-Genova) dovrà prendere l’uscita Masone (provincia di Genova) e proseguire per Campo Ligure dove troverà, poi, la deviazione per Capanne di Marcarolo (S.P.69).
Dove parcheggiare?

Per chi vuole visitare il Parco delle Capanne di Marcarolo e arriva in automobile può parcheggiare nei vari slarghi a bordo strada anche se di Sabato e Domenica, le aree attrezzate sono affollate ed è quasi impossibile trovare posto giá dalla tarda mattinata. In alternativa, per chi proviene dalla SP 165 può trovare un’area parcheggio in prossimità di Ponte Nespolo, che si trova a metà strada tra Capanne di Marcarolo e il Valico Eremiti, oppure se si oltrepassa la frazione di Capanne, sempre seguendo la strada provinciale SP 165, si svolta a sinistra al bivio per prendere la direzione Piani di Praglia e dopo 1 Km si giunge alla Cappella dell’Assunta, nelle vicinanze di Capanne Superiori, dove si può parcheggiare l’auto.
Chi, invece, percorre la provinciale SP 160 risalendo la Val Lemme, giunge fino al valico del Passo della Bocchetta, dove può parcheggiare l’automobile nei pressi della piccola area attrezzata.

Arrivare con il treno o l’aereo a Capanne di Marcarolo è un’impresa piuttosto ardua visto che questa località non è servita da mezzi di trasporto pubblico. Inoltre, molte strade sterrate del Parco di Capanne di Marcarolo sono ad accesso limitato ai mezzi di lavoro e agli aventi diritto. L’unica strada comunale che è possibile percorrere, nelle ore diurne, a fini turistici è quella della Val Piota (Cirimilla – Capanne e Magnoni – Spagnolo – Fontanassi). Quindi, anche i pullman privati hanno difficoltà ad accedere al Parco naturale e l’unico accesso consentito è dalla Strada Provinciale 165 uscita Bosio.

Bosio è la città di riferimento anche per chi vuole visitare il Parco delle Capanne di Marcarolo usando il treno: la stazione ferroviaria più vicina è, infatti, Serravalle Scrivia (AL) o Arquata Scrivia (AL) e poi bisogna proseguire con autobus di linea fino a Bosio che si trova proprio nel cuore del Parco naturale.

Per arrivare al Parco delle Capanne di Marcarolo usando l’aereo, vi consigliamo gli aeroporti di Genova ‘Cristoforo Colombo’, di Malpensa o Linate di Milano. L’area naturale, infatti, dista soli 38 km dall’aeroporto Cristoforo Colombo e chi scende a Genova può poi con autobus o taxi percorrere la Strada Provinciale 4/SP4 o Strada Provinciale 456 del Turchino.
Chi, invece, atterra all’aeroporto di Malpensa deve percorrere all’incirca 190 km passando per A7/E62 o per A4/E64 e A26 e più o meno gli stessi chilometri sono anche per chi sceglie l’aeroporto di Linate.

ALLA SCOPERTA DEL TORRENTE ORBA

ALLA SCOPERTA DEL TORRENTE ORBA

Tra la Liguria e il Piemonte scorre il torrente Orba, principale affluente di destra del fiume Bormida.

Lungo 68 km e caratterizzato da un percorso sinuoso, il corso d’acqua alterna una grandiosa varietà di paesaggi, da scorci alpini a tratti dal clima più mite, da ampi e suggestivi panorami a vere perle riservate e nascoste. In particolare, nel tratto che va da Molare a Tiglieto, il torrente percorre una bellissima valle dai paesaggi incontaminati. Un percorso di circa 17 km dalle acque verdi e le spiagge facilmente raggiungibili, meta perfetta per un weekend di totale immersione nella natura. Camminate tra i boschi, bagni nel torrente o anche un picnic o barbecue lontani dalla città, per un’escursione turistica nel verde, lontani dal frastuono e dallo scempio edilizio dei litorali marittimi italiani.
Il torrente Orba è la meta perfetta per chi non ama la stessa spiaggia e lo stesso mare, ma è pronto ad immergersi in un’esperienza nuova, selvaggia, godendosi spiaggia e sole circondati da un paesaggio di montagna.

COME RAGGIUNGERE IL TORRENTE

Da qualsiasi direzione si arrivi dal Piemonte l’uscita da prendere sarà quella del casello di Ovada della A26 per proseguire, successivamente, seguendo le direzioni per il Parco Faunistico dell’Appennino sulla SP207. Poco dopo il Parco si troverà la prima delle spiagge (la Diga Bassa). Se si parte da Genova, invece, si uscirà al casello dell’A26 di Masone per proseguire per Tiglieto. In questo caso percorrerete il corso del torrente al contrario, da monte a valle.

LE SPIAGGE PIU’ BELLE

Procedendo da Molare, in direzione Tiglieto, le spiagge più suggestive su cui fermarsi a godere sole e fare un bagno rinfrescante sono senz’altro, in ordine di arrivo, il Canyon Molare, la Marciazza, il lago di Ortiglieto, Parasio, Vernini e le Acque di Confine.

CANYON MOLARE

Dalla SP207 procedere per 3 km in direzione Olbicella-Tiglieto e parcheggiate appena arrivati in prossimità di una strada secondaria sulla sinistra.
Il sentiero è facile da percorrere e porta in appena 6 minuti al letto del fiume, tuttavia ad un certo punto vi ritroverete ad un bivio: entrambe le strade portano a valle ma, quella di sinistra porta al canyon roccioso caratterizzato da acque profonde (circa 3 m), possibilità di tuffarsi e spiaggia di ciottoli leggermente più scomoda, la strada di destra, invece porta ad altre calette di sabbia e ghiaia (circa 7), più comode per la sosta ma con acque più basse (1.5 m).

LA MARCIAZZA

Sempre superando il km 3 della SP207, prendere la strada secondaria sulla sinistra in direzione Isolalunga-Marciazza e proseguire per circa 1 km. Ai 3 bivi che incontrerete procedere verso sinistra fino ad arrivare alla riva presso un guado carrabile (qualora al secondo bivio la catena fosse chiusa, procedete a piedi).
Il torrente, scorrendo qui in un tratto di vallata molto aperto, offre scenari davvero suggestivi e troverete 3 piscine d’acqua, tutte alla destra del sentiero. La prima di spiaggia finissima e circondata a monte da suggestivi scogli che fuoriescono dall’acqua, non profondissima ma facilmente nuotabile; la seconda, a cui si giunge riprendendo il sentiero e superando un vecchio acquedotto, è caratterizzata da acque più profonde e spiaggia costituita da massi. La terza meno suggestiva e più difficile da raggiungere, ma costituita da uno specchio d’acqua molto profondo. Su tutte e 3 è presente il sole tutto il giorno.

IL LAGO DI ORTIGLIETO

Sempre sulla SP ad altezza del Km 9 troverete un ampio spiazzo in cui parcheggiare. Da qui, troverete due percorsi campestri. Le due strade portano a diversi siti da vedere, ma una visita privilegiata tocca al Lagone, raggiungibile attraverso il primo sentiero, contraddistinto da una sbarra in ferro bianco. Spiagge di ghiaia e sabbia, sole tutto il giorno e zone d’ombra naturali, alberi che si specchiano nelle acque verdi e acqua abbastanza profonda per godersi piacevoli nuotate.
Se venite da Genova, invece, seguite per Valle Garrone – Lago di Ortiglieto e fermatevi prima che la strada diventi sterrata. Percorrete il sentiero fino alla Spiaggia del Guado dove potrete fermarvi oppure guadare il torrente se desiderate raggiungere altre spiagge. La Spiaggia del Guado è raggiungibile anche dal lato Piemonte tramite la seconda strada campestre.

PARASIO

Luogo non facilissimo da raggiungere, ma di incantevole suggestione, grazie alla presenza di due piscine naturali. Per arrivare alle spiagge di Parasio bisogna procedere sulla SP da Ortiglieto. Dopo circa 10 km e superata la località Parasio, scorgerete un guardrail all’altezza di una curva a destra. Questo è il punto in cui parte il sentiero. Vi addentrerete in un bosco e scenderete verso il torrente. Qui, ad attendervi, una spiaggia di sabbia fine e, sulla sponda opposta, dei massi ad incorniciare il paesaggio. Il luogo gode di ombra naturale e, nonostante l’acqua per lo più bassa (un metro scarso) è possibile godersi delle piacevoli nuotate. Proseguendo verso monte, potrete notare un’altra piscina, circa 100 m più in là, di caratteristiche simili ma costituita prevalentemente da ciottoli.

VERNINI

Probabilmente il più spettacolare dei luoghi e prende nome dall’omonima località. Vernini è caratterizzato da una grande spiaggia di sabbia, ghiaia e ciottoli che lambisce la curva del torrente, mentre sul lato opposto una fitta vegetazione delimita lo spazio, creando una piccola oasi di privacy riparata da qualsiasi elemento artificiale. Il luogo consente di godere della luce del sole per gran parte della giornata e la piscina naturale di acque profonde (con punte sopra i 3 m) permette nuotate ristoratrici. L’acqua è generalmente più calda rispetto al resto del torrente e la possibilità di nuotare e tuffarsi ne fa una meta perfetta anche per i giovani, tanto che è stata sospesa una corda su un albero per effettuare tuffi acrobatici.

ACQUE DI CONFINE

Sempre sulla SP207 che, all’ingresso in Liguria diventa la SP76, si arriva in prossimità del cartello che indica l’inizio del Comune di Tiglieto. Qui parte il sentiero che, in circa 6 minuti, porta dritto al torrente, caratterizzato da una comoda zona di sabbia e ghiaia e un paesaggio leggermente diverso rispetto alle spiagge dell’Orba situate in Piemonte. Con il passaggio di regione, infatti, cambia il tipo di vegetazione: il verde degli abeti spicca e si contrappone al rosso delle rocce dei rilievi circostanti. La piscina è ampia e profonda anche 3 m in alcuni punti. La presenza di rocce, inoltre, diventa un trampolino naturale per tuffarsi nelle zone dalle acque più profonde.

I LAGHI E LE PRINCIPALI VETTE DA SCOPRIRE DENTRO IL PARCO

I LAGHI E LE PRINCIPALI VETTE DA SCOPRIRE DENTRO IL PARCO

Il Parco Naturale Capanne di Marcarolo è situato nel Piemonte sud-orientale e confina con la Liguria ( in linea d’aria è a una decina di km dal Mar Ligure e a metà strada tra Genova e Novi Ligure). Il parco è compreso tra la val Lemme, la val Polcevera e la valle Stura e rappresenta la più grande area verde dell’area metropolitana genovese mentre per il Piemonte è un’area naturale, istituita nel 1991 che racchiude storia, cultura e tradizione secolare. L’area protetta di Marcarolo occupa una superficie complessiva di 82 km² sull’Appennino Ligure e ha un’altitudine compresa tra i 335 metri dei laghi della Lavagnina (confine nord del Parco) ai 1172 metri del Monte Figne, la vetta più alta del Parco.

Tra le principali montagne del parco si possono ricordare il monte Pracaban che con i sui 946 metri di altitudine, domina la valle sottostante e dalla cui vetta è possibile godere di un panorama a 360°, il Monte Taccone la cui vetta a 1113 metri di altitudine è il punto più elevato della Val Polcevera e si staglia tra il Bric Guano, alquanto appiattito, a sinistra, e il Monte Leco, a destra che è alto 1072 metri, il monte Tobbio cima dalla cui altitudine di 1092 metri si può godere di un suggestivo sguardo su tutte le valli circostanti e sulla pianura alessandrina e, infine, il monte delle Figne che è la vetta più elevata del Parco Capanne di Marcarolo. La vetta del Monte Figne è situata al confine tra i comuni di Campomorone (GE) e di Voltaggio (AL) ed è raggiungibile sia con sentieri dai Piani di Praglia, dal Passo della Bocchetta e anche dal Valico degli Eremiti (sulla SP 167 che unisce le Capanne di Marcarolo a Voltaggio).

Il punto più basso del Parco delle Capanne di Marcarolo: i laghi della Lavagnina
Il territorio del Parco Capanne di Marcarolo è caratterizzato anche dai laghi artificiali della Lavagnina che nascono dall’invaso artificiale del torrente Gorzente, realizzato per l’approvvigionamento idrico genovese. I laghi sono chiamati uno lago Superiore e l’altro lago Inferiore. Il Sentiero Naturalistico dei Laghi di Lavagnina (SNL) parte dalla diga del lago Inferiore, ad un’altitudine di 350 metri sul livello del mare, per poi percorrere un sentiero di circa 3 km con un minimo dislivello nel tratto terminale in cui ci si inoltra in una valle di importante valore paesaggistico e di interesse geologico e botanico. Dopo una camminata di 35-40 minuti si giunge poi al Lago Superiore, interrato, dove si può ammirare lo spettacolo della diga trasformata in cascata. Il panorama dei Laghi della Lavagnina è stupendo in qualsiasi stagione ma d’estate offre l’ambiente perfetto per scappare dal caldo torrido e rilassarsi tra il profumo che sale dalle rocce metallifere e l’assordante frinire ipnotico delle cicale.

Diverse altitudini e variegati ambienti per il Parco delle Capanne di Marcarolo
Il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, quindi, si caratterizza per ospitare diversi tipi di ambienti, dall’ambiente montano a quello di media montagna, dal paesaggio collinare a quello fluviale, passando da un’altitudine di 335 mt a 1172 metri di altitudine. La sua varietà di altitudine e la collocazione geografica, quindi, diversificano il clima del Parco delle Capanne di Marcarolo consentendo la coesistenza di vegetazione alpina e mediterranea. Infatti, l’area offre paesaggi brulli ed aridi alternati a vegetazione erbacea ed arbustiva con freschi e umidi boschi e foreste di rovere, faggio sorbo, pero corvino, ranno, pino marittimo, pino nero ed abete rosso. Ogni tipo di ambiente ospita un particolare tipo di fauna come cinghiali, volpi, tassi, ghiri, caprioli, daini, faine, lepri. Nei ruscelli, inoltre, è possibile trovare anche la trota Fario ed il gambero d’acqua dolce, crostaceo ormai raro.

Insomma, il Parco delle Capanne di Marcarolo offre sentieri, paesaggi e contesti così variegati da non scontentare proprio nessuno…

LUNGO IL FIUME GORZENTE: UN’ESCURSIONE FRA SENTIERI, SPIAGGE E LAGHI ARTIFICIALI

LUNGO IL FIUME GORZENTE: UN’ESCURSIONE FRA SENTIERI, SPIAGGE E LAGHI ARTIFICIALI

Il rio Gorzente scorre tra la Liguria e il Piemonte, in un’area naturalistica protetta di inestimabile valore ambientale.

Meta di escursioni tra vallate e montagne e luogo perfetto per refrigerarsi nelle acque di colore verde smeraldo che contraddistinguono il torrente, il Gorzente offre una varietà di scenari paesaggistici degna di nota, ancora più selvaggi ed incontaminati di quelli del vicino torrente Orba. Ci si può incamminare lungo il corso del fiume, scoprendo una miriade di spiaggette naturali in cui concedersi una nuotata, intraprendere tre differenti sentieri che conducono, rispettivamente, verso il Passo della Dagliola, il Lago Bruno e il Monte Tobbio oppure inoltrarsi alla scoperta dei 3 laghi artificiali che formano i cosiddetti Laghi del Gorzente.

I TRE SENTIERI

Tre itinerari naturali che partono dai Laghi del Gorzente e si addentrano nel Parco delle Capanne di Marcarolo.
Il primo conduce verso il passo della Dagliola: con i suoi 3,5 km di camminata e 150 m di dislivello, è sicuramente il più semplice da affrontare, specialmente, nei mesi autunnali e invernali. L’esposizione a sud, infatti, lo rende particolarmente faticoso da percorrere sotto il sole estivo.
Il secondo è il percorso che da Ponte Nespolo porta al Lago Bruno: 5 km e 150 m di dislivello tra boschetti di castagni e noccioli.
Terzo e ultimo percorso è il sentiero che va verso il Monte Tobbio, sicuramente il più impervio e sconsigliabile con bambini al seguito o se non si ha voglia di camminare troppo.

I LAGHI

I Laghi del Gorzente sono un gruppo di tre invasi artificiali dell’Appennino ligure utilizzati per alimentare gli acquedotti di Genova: il lago Lungo (o Bigio) (684 m) ed il lago Badana, noto anche con la denominazione dialettale di lago de Föggiariônda (700 m) a monte, il lago Lavezze o Bruno (646 m) a valle.
Questi tre laghi artificiali furono creati nell’Ottocento per permettere l’approvvigionamento d’acqua ai paesi limitrofi.
La zona è caratterizzata da una grande varietà di specie sia a livello faunistico che di vegetazione: spiccano tra tutti il biancone, rapace in via d’estinzione, e la struttura geologica del “gruppo Voltri”, con rocce effusive appartenenti ad un fondale oceanico formatosi circa 170 milioni di anni fa dalla collisione tra la placca paleoeuropea e quella austro-italodinarica.

IL FIUME E LE SPIAGGE

Il Gorzente si allarga nel corso del suo letto, formando piscine naturali costituite da ampi specchi di acqua verde cristallina e spiagge di sabbia o pietrisco.
Tra gole scoscese e spazi più ampi dal notevole impatto scenografico, il paesaggio circostante è ricco di vegetazione e varia dalle tinte mediterranee dei vicini litorali liguri ai colori più freddi di montagna, passando per gli strapiombi rocciosi di colore rossastro.
Le spiagge top che meritano davvero una visita sono: le Cascatelle (prima spiaggia d’arrivo se si proviene da nord, situata tra il km 10 e il km 11 della SP165) con il suo canyon a valle incantevole, la spiaggia di Ponte Nespolo, a valle del guado, con le sue due piscine naturali e il Lagone, che si trova in corrispondenza di una marcata curva a destra del torrente e in sponda opposta di un affluente di destra del Gorzente (secco d’estate), meta preferita per i giovani. Qui troverete la piscina più profonda di tutto il torrente, perfetta per tuffi e nuotate, e sole tutto il giorno. Se pensate di trascorrere qui la vostra giornata, ricordate di portarvi un pranzo al sacco.

COME RAGGIUNGERE IL TORRENTE

Da Milano e Parma: uscita Serravalle Scrivia della A7 e seguite le indicazioni per il “Parco delle Capanne di Marcarolo”. Una volta giunti ad altezza del Parco, proseguite in direzione Capanne di Marcarolo finché non costeggerete il Gorzente.
Da Torino e Alessandria: uscita Ovada della A26 e proseguire sulla SP165 in direzione Capanne di Marcarolo fino a costeggiare il Gorzente.
In entrambi i casi, venendo da nord, la prima spiaggia sarà quella situata tra il Km 10 e il Km 11 della SP165, ovvero la spiaggia de Le Cascatelle.
Da Genova (e da sud in generale): uscita Masone (A26) e proseguire per Capanne di Marcarolo e b&b udine, in seguito, per Voltaggio. Arriverete diretti al cuore del Gorzente, all’altezza della spiaggia del Ponte Nespolo.

I MIGLIORI SENTIERI DA PERCORRERE A PIEDI O IN BICI

I MIGLIORI SENTIERI DA PERCORRERE A PIEDI O IN BICI

Il Parco delle Capanne di Marcarolo offre un reticolo di percorsi ideali per entrare in contatto con la natura e poter godere di panorami da favola stupendosi alla vista di un fiore selvatico o di un pascolo. Il numero di coloro che scelgono una vacanza per il desiderio di ritrovare il contatto con l’ambiente naturale, senza code in autostrada e lontano dai disagi del sovraffollamento, è in costante aumento in questi ultimi anni. La scelta migliore per gli appassionati di escursionismo o per i turisti che scelgono una vacanza “verde” è la rete sentieristica del Parco delle Capanne di Marcarolo che presenta ben 9 percorsi naturalistici con punti di arrivo motorizzato e di partenza da percorrere a piedi, a cavallo e in mountain bike.

Ogni sentiero del Parco delle Capanne di Marcarolo sul territorio è segnalato con i segnavia della Federazione Italiana Escursionismo ovvero simboli geometrici gialli mentre sul web e sulla guida ‘”Il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo – Un invito alla scoperta lungo i suoi sentieri’ , ogni percorso è contrassegnato da una lettera dell’alfabeto corrispondente al punto di partenza e a un numero specifico. L’itinerario più frequentato nel Parco ‘Capanne di Marcarolo’ è quello che porta al Monte Tobbio, cima con un’altitudine di mt. 1092 dove si può godere di una vista a 360° sulle valli circostanti e sulla pianura alessandrina. Il percorso A2 che parte dal Valico degli Eremiti per raggiungere il Monte Tobbio ha una difficoltà abbastanza elevata ed è consigliabile per gli escursionisti che in 3,81 km possono attraversare il versante settentrionale più severo del monte Tobbio con larghi tornanti e aspre zone di prateria intevallate da balze rocciose.

Il valico degli Eremiti è il punto di arrivo anche di un altro splendido itinerario che parte dal Lago Inferiore della Lavagnina (segnavia due stanghette di colore giallo) dove gli ambienti rocciosi, boschi rovere, sorbo montano, castagno e nocciolo lasciano poi il posto alle acque dalle tonalità smeraldo del torrente Gorzente e ai colori calde delle rocce. Lo spettacolare ambiente circostante rende ancora più piacevole questa passeggiata di 6,86 km che, contornando i laghi, va a risalire il Gorzente ed il suo immissario Rio Eremiti.

Il sentiero, però, preferito dagli amanti del trekking soprattutto nei fine settimana primaverili ed autunnali è il percorso che dal Valico degli Eremiti arriva al Passo della Dogliola(mt. 856). L’ampia sella erbosa spazzata dal vento che mette in comunicazione la valle del Rio Lavezze con i bacini del Rio Vergone – Gorzente è il punto di arrivo di questo itinerario molto suggestivo soprattutto per gli scorci paesaggistici che offre sulle valli circostanti e sulla pianura alessandrina.

Un percorso, invece, sconsigliato in estate ma perfetto da percorrere in inverno è quello che parte da Ponte Nespolo e arriva al Passo della Dogliola: l’itinerario, infatti, è completamente esposto a meridione e durante il percorso c’è sempre il sole. Sempre dal Ponte Nespolo si può scegliere anche l’itinerario che porta al Lago Bruno: questo percorso, a differenza dell’altro, è molto praticato in estate perchè il sentiero viene utilizzato per raggiungere le molteplici pozze del torrente Gorzente. Il sentiero di 4,97 km parte dal tornante poco oltre il Ponte Nespolo (quota 507 mt.), costeggia il torrente Gorzente, molto frequentato dai turisti in cerca di refrigerio, e continuando in lieve salita si giunge infine alla diga dalla cui sommità si può ammirare il Lago Bruno (mt. 660).

Gli altri percorsi del Parco delle Capanne di Marcarolo attraversano la Strada della Colma (lungo percorso su strada sterrata da percorrere a cavallo o in mountain bike) per arrivare al versante settentrionale del Monte Colma e ammirare il bosco e le numerose cascine o per giungere in vetta al Monte Tobbio. Ci sono itinerari possibili per attraversare il Parco delle Capanne di Marcarolo anche partendo da Capanne Superiori di Marcarolo: bell’itinerario, frequentato soprattutto in primavera ed autunno, che consente di poter raggiungere la diga del Lago Bruno, la costa Lavezzara e il bacino Rio Badana con un interessante scorcio panoramico.

Insomma, il Parco delle Capanne di Marcarolo si può visitare in qualunque stagione a patto di essere equipaggiati nei minimi particolari soprattutto d’inverno. Il periodo migliore, però, per trascorrere una giornata immersi nella natura incontaminata è sia in primavera quando si possono ammirare le fioriture e qualche animale che si risveglia dal letargo che in autunno passeggiando tra i boschi di faggio, di castagno o di rovere.

IL SENTIERO CIRIMILLA CHE CONDUCE AL MONTE PRACABAN

IL SENTIERO CIRIMILLA CHE CONDUCE AL MONTE PRACABAN

Tra gli itinerari più frequentati e più suggestivi del Parco delle Capanne di Marcarolo troviamo il sentiero che conduce al Monte Pracaban, monte della valle Stura situato al confine tra i comuni liguri di Rossiglione e Campo Ligure e il comune di Bosio in Piemonte. Il versante ligure del Monte Pracaban fa parte del SIC (sito importanza comunitaria) dal 2009 che è stato poi denominato “Praglia – Pracaban”, mentre il versante piemontese fa parte del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. Il percorso, quindi, per raggiungere il Monte Pracaban può partire sia dalla località Cirimilla (vicinanze Lerma) che da Campo Ligure. In entrambi i casi, il percorso presenta un buon manto stradale e sentieri abbastanza agevoli da percorrere sia in trekking che in mountain bike.
La partenza dell’itinerario che ha luogo in località Cirimilla prevede un tratto breve su asfalto per poi lasciare spazio a una faticosa risalita in fuoristrada verso il Monte Pracaban durante la quale la strada sterrata si alterna con percorsi nei boschi e panoramici tratti scoperti che col prendere quota diventano sempre più frequenti. Per arrivare alla vetta del Monte Pracaban (mt. 946), in prossimità della località La Colma, il sentiero non è sempre agevole e se si percorre in bici occorre fare un ultimo strappo in salita per giungere ad un erboso e panoramico pianoro finale. Il percorso lungo la strada della Colma è facilmente percorribile a cavallo o in bici ma è sconsigliabile a piedi a causa della lunghezza. Arrivati in cima al Monte si può scegliere di percorrere una traccia di sentiero che scende verso la sottostante vallata e arrivare su una strada sterrata dal fondo compatto che porta a Cirimilla oppure optare per l’itinerario variante ad anello della zona dei Laghi del Gorzente (suggestiva località molto selvaggia da cui è facile raggiungere anche un noto rilievo della zona, il Monte Tobbio).
Per chi, invece, vuole arrivare al Monte Pracaban partendo da Campo Ligure, può raggiungere la città in auto percorrendo la A26 Voltri – Gravellona Toce (uscita al casello di Masone). Si può lasciare l’auto nel centro del paese (anche se non è facile trovare posto) o percorrere la provinciale e nei pressi del Municipio si può trovare un grande parcheggio: il sentiero per il Monte Pracaban ha inizio nel centro del paese esattamente da via Minzoni dove su un muro sono presenti le indicazioni al Monte con il segnavia X giallo. Dopo qualche tornante in salita, il percorso si trasforma in un bel sentiero dove è possibile ammirare antiche mulattiere e divertirsi con ponti e trampolini di legno per salti con bici e moto. Il sentiero, dopo Rossiglione, diventa molto ripido (stiamo a quota 650) per poi trasformarsi in una salita dolce verso il monte Bellavista (c. 860). Il sentiero attraversa ampi tratti di bosco tra esemplari di rovere (Quercus petraea) e sorbo montano (Sorbus aria); più avanti si possono trovare boschetti di faggio (Fagus sylvatica), alternati a spazi aperti che offrono una veduta panoramica delle praterie finali che conducono alla vetta del monte Pracaban. Nelle giornate limpide, lo sguardo riesce a spaziare dai vicini rilievi del Monte Tobbio e del Monte delle Figne al Mar Ligure fino all’arco alpino. Dalla cima per scendere bisogna seguire la traccia verso ovest che dopo 10 metri porta a delle paline in legno: sempre verso ovest con il segnavia X gialla e cerchio giallo vuoto sono indicati rispettivamente i sentieri per Campo Ligure e per Rossiglione. L’escursione al Monte Pracaban è piacevole e non molto impegnativa ma si consiglia di praticarla in giornate terse sia per godere della vista mozzafiato dalla cima del Pracaban che spazia dalle Alpi Liguri e Marittime fino al Gruppo del Rosa che per non perdersi vista la carenza di segnavia.

I MONTI DEL PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

I MONTI DEL PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

Il parco naturale delle Capanne di Marcarolo è un angolo di paradiso, perfettamente incastonato tra la montagna e il mare, nella provincia sud di Alessandria che confina con il territorio ligure.
Situato a soli 40 km da Genova e facilmente raggiungibile con l’auto attraverso nove punti d’ingresso, il Parco regala variopinti panorami e la possibilità di immergersi totalmente nella natura, lontani dal traffico e dal caos metropolitano.

La vasta area, è un altopiano situato sull’Appennino ligure-piemontese, e si trova ad una decina di chilometri di distanza dal mare, la cui vista dalla Punta Martin si scorge dalla cima del monte Tobbio, il massiccio più significativo del Parco.

I circa 8000 ettari di estensione del Parco Naturale Capanne di Marcarolo comprendono molte montagne con altezza compresa tra i 700 e i 900 metri sul livello del mare, che arrivano fino ai 1.170 metri di altitudine del Monte delle Figne.

Dalla vetta di alcune di esse, la vista può spaziare tutto intorno a 360°, abbracciando la corona formata dalla catena delle Alpi da un lato e il Golfo Ligure dall’altro lato. Guardando verso nord-ovest, si scorge invece, il complesso della Colma che si affaccia sulla zona di Ovada.

Il Parco Naturale è inserito in un complesso noto come “gruppo di Voltri” e comprende diversi comuni della provincia di Alessandria come Bosio, Casaleggio Boiro, Lerma, Mornese, Tagliolo Monferrato, Voltaggio. Tra le principali montagne del parco si ricordano il monte Pracaban (946 m), il monte delle Figne, i monti Taccone (1113 m) e Leco (1072 m), collocati nei pressi dei confini meridionali del parco, e il monte Tobbio. Geologicamente il territorio è caratterizzato dalla prevalenza di ofioliti, una composizione rocciosa costituita da serpentiniti e serpentinoscisti.

Per gli amanti del trekking e delle escursioni naturalistiche, si consiglia di seguire il sentiero che porta alla salita del monte Tobbio, con i suoi 1100 metri di altitudine caratterizzati da versanti spogli e scoscesi.
Il monte si trova proprio al centro del Parco naturale Capanne di Marcarolo ed ha una caratteristica forma piramidale. Esistono diversi sentieri che si possono intraprendere per partire alla scoperta di questa montagna, con lunghezza e gradi di difficoltà variabili, adattabili alle diverse esigenze di chi affronta la scalata.

Il percorso più breve parte dal Valico degli Eremiti, facilmente raggiungibile in auto, mentre quello più ricco e completo parte dai Laghi della Lavagnina e sale lungo la valle del Gorzente. Suggestiva e magica risulta l’escursione natalizia, organizzata in notturna tutti gli anni, nel giorno di Natale.
La vista che ci aspetta al termine dell’escursione ripaga delle fatiche della scalata, lo sguardo spazia, e davanti ai visitatori si palesano le Alpi Liguri, le Marittime e le Cozie, la Pianura Padana, gli Appennini, il Monte Figne e i laghi del Gorzente e in lontananza la Madonna della Guardia. Pare che in giornate particolarmente limpide, la visibilità si spinga fino a scorgere i monti del Trentino e uno scorcio della Corsica.

Una volta raggiunta la cima, oltre godere dello spettacolare panorama si può visitare la piccola chiesetta costruita nel 1897 e dedicata a Nostra Signora di Caravaggio nella quale, secondo la tradizione, i turisti devono suonare la campana e firmare il quaderno degli ospiti.
Sono presenti anche diverse miniere abbandonate all’interno del territorio del Parco, come nella zona del Monte Ovile e Ferriere dove erano attive miniere d’oro, ed evidenti gallerie dove sono ancora visibili vene di quarzo aurifero.

All’interno della riserva naturale c’è un interessante eco-museo, tappa fondamentale per i turisti del Parco delle Capanne di Marcarolo che vogliono cogliere l’opportunità di approfondire la conoscenza del territorio e della natura circostante.

I LAGHI DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

I LAGHI DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

Il pittoresco incontro tra i territori liguri e piemontesi fa da scenario al variopinto parco naturale delle Capanne di Marcarolo, istituito nel 1979. Un riuscito incontro paesaggistico, che regala bellissimi e affascinanti scorci dell’entroterra ligure, anche molto ben conservato dal punto di vista ambientale.

La visita al Parco naturale è una tappa obbligata per chi è in vacanza nelle vicine città di Alessandria e Genova, soprattutto se ci si trova in compagnia di bambini, che apprezzeranno sicuramente una bella gita all’aria aperta e un’immersione in una natura lussureggiante e incontaminata.

L’area del Parco naturale Capanne di Marcarolo comprende importanti esempi lacustri, come il Lago di Lavagnina a 335 metri di altitudine, ideale per una gita fuoriporta e vicino al Sacrario della Benedicta, tristemente noto per un rastrellamento nazista, e al guado del fiume Lemme. Il lago è costeggiato da un sentiero naturalistico predisposto per la fruizione con l’ausilio di una guida del Parco.

Percorrendo un sentiero pianeggiante, che comincia ai Piani di Praglia del parco naturale, costeggiando il fiume si possono agevolmente raggiungere i Laghetti del Gorzente, noti anche come Piscine del Ponte Nespolo, nome che deriva dall’omonima località limitrofa.

Il percorso risulta adatto a tutti, anche ai più piccoli, per la mancanza di pericoli, strapiombi o ripidi dislivelli. Al termine del sentiero si può raggiungere il piccolo rifugio del Cai, dove ci si può rifocillare e godere di una sosta rigenerante.

Questi tre laghetti che comprendono il Lago Bruno, il Lago Lungo e il Lago Badana sono stati costruiti nel 1800 artificialmente, per provvedere alle esigenze idriche delle popolazioni che abitavano il territorio vicino. Il torrente Gorzente che scorre tra Liguria e Piemonte, ha modellato questi bacini, da cui emergono rocce levigate che formano piccole cascate ai bordi delle vasche più grandi circondate da spiaggette di pietroline, spesso ombreggiate da bassi salici. 

Da qui, gli amanti del trekking, possono partire per interessanti escursioni all’interno del Parco, scegliendo tra diversi itinerari con specifici gradi di difficoltà, quello più adatto alle proprie esigenze.

Il sentiero più semplice, della lunghezza di 3,5 km con soli 350 metri di dislivello, percorribile da tutti, è quello che porta verso il Passo della Dagliola. Si consiglia di evitare di percorrerlo nelle ore e nei mesi più caldi in quanto è esposto verso Sud e può risultare molto assolato.

Un secondo sentiero si dirige verso il Lago Bruno partendo da Ponte Nespolo ed è percorribile per 5 km e 150 metri di dislivello che si addentrano all’interno del Parco naturale delle Capanne di Montarolo, permettendo di godere della piacevole passeggiata attraverso verdi boschetti di castagni secolari, di noccioli e di saliconi.

Il terzo sentiero, più impegnativo fisicamente, è quello della salita del Monte Tobbio, dedicato ai più allenati e sportivi.

Ogni percorso può iniziare o terminare con una gustosa grigliata o un conviviale picnic nei pressi del Ponte Nespolo, all’inizio dei sentieri, dove sono state attrezzate apposite aree dedicate al relax. Oppure si può programmare una sosta in uno dei numerosi punti di ristoro che offrono una buona varietà di piatti e di spuntini. 

Diverse sono le attività che si possono affiancare ad una piacevole gita nel verde: rigeneranti passeggiate in bici, trekking per i sentieri, un tuffo nella storia con la visita del sacrario dei Martiri della Benedicta, ma anche attività didattiche per i più piccoli e camminate a cavallo o in sella a moto.  

I visitatori potranno anche scegliere di partecipare ai numerosi eventi ed iniziative che vengono organizzate all’ interno del Parco. Il programma annuale prevede l’Antica fiera del bestiame alla fine di Luglio, la Festa dei Parchi che si tiene il 24 Maggio e per accontentare anche i gusti dei cinefili amanti della natura, il Marcarolo Film Festival, una manifestazione di cinema dedicato a tematiche ambientali, naturalistiche e socio-antropologiche.

I FIUMI DEL PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

I FIUMI DEL PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

L’area del Parco naturale di Capanne di Marcarolo offre un punto di vista privilegiato per chi vuole partire alla scoperta della natura o vuole approfondire le proprie conoscenze ambientali inoltrandosi in un’area naturale protetta che si estende per 95.000 Km sul territorio piemontese compreso tra la Val Lemme, la Val Polcevera e la Valle Stura.

Il Parco è molto interessante anche da un punto di vista idrogeologico, data la grande abbondanza di corsi d’acqua e di zone umide che lo caratterizzano, con ambienti naturali di grande ricchezza legati ai corsi d’acqua quali lanche, stagni, gerbidi e ghiareti del fiume.

I corsi d’acqua presenti vengono utilizzati sia per la produzione di energia idroelettrica sia per usi potabili per l’Acquedotto del comune di Genova. Tra i corsi d’acqua che attraversano il territorio del Parco vanno menzionati il Lemme, che scorre dal Passo della Bocchetta verso il Monferrato, il Gorzente tra i laghi del Gorzente e i laghi della Lavagnina, e il Piota da Capanne. Numerosissimi sono i rii minori, affluenti dei corsi d’acqua più importanti, come il rio Acque Striate, affluente del Lemme, il rio del Mulino ed il rio di Campo di Staggi, affluenti del Gorzente.

Esperienza molto amata dai visitatori, che durante la stagione più calda affollano le sue rive, è l’escursione al Torrente Gorzente. Le sue acque fresche e cristalline offrono un’ottima soluzione e un refrigerante rimedio, alla calura e all’afa cittadina, per chi vuole passare una giornata alternativa rispetto a quelle offerte dalle spiagge affollate della Liguria. Il programma ideale prevede un pic-nic nei pressi del torrente, una pausa rilassante crogiolandosi un po’ al sole e una volta ritemprati, la partenza alla scoperta della natura selvaggia che lo circonda. Una proposta per garantirsi relax e avventura, il tutto all’interno di un unico luogo.

Per chi vuole completare la propria esperienza, concedendosi anche un buon pasto, c’è solo l’imbarazzo della scelta, sono infatti presenti, all’interno del Parco ben 29 strutture ricettive tra ristoranti, pizzerie, bar e agriturismi in cui è possibile mangiare, dormire e rifocillarsi. Consigliata la Cascina Foi Restaurant, situata nei pressi del Sacrario della Benedicta che propone piatti tipici del territorio in un ambiente conviviale, oppure, ai piedi del Monte Tobbio, la Baita Rio Gorzente, collocata proprio vicino al torrente in cui si produce una birra artigianale e dove si può anche campeggiare.

Le attività e i programmi proposti dal Parco consentono di conoscere nel dettaglio l’ambiente naturale e la biodiversità presente, con uno sguardo critico ai temi ambientali e all’inevitabile impatto umano che attraverso la successione degli eventi storici lo hanno modificato e influenzato.

Mentre il territorio che circonda il Parco è stato sistematicamente impoverito e depauperato dall’azione, a volte infausta dell’uomo, attraverso le attività del Parco si può ritrovare un’armonia perduta con il grande patrimonio naturalistico presente. Attraverso la conoscenza delle attività sostenibili, al cambiamento delle abitudini di vita quotidiana, al rispetto di tutte le forme di vita e degli ambienti che le ospitano, il visitatore diventa essere vivente consapevole del sistema che lo circonda e di cui è parte integrante. Lo scopo che l’Ente Parco si prefigge è anche quello di porre l’accento sul problema ambientale che coinvolge la Risorsa Acqua, spesso poco conosciuto e sottovalutato, ma fondamentale per la nostra vita e per l’ecosistema, e della preservazione e della disponibilità limitata dei corsi d’acqua dolce.

Attualmente sono in attività due stazioni che conducono studi e ricerche sul territorio, una gestita direttamente dal Parco ed una dal GPSO, il Gruppo Piemontese Studi Ornitologici, che si occupano con continuità del monitoraggio permanente dell’avifauna, dello studio delle dinamiche vegetazionali degli ambienti fluviali, nonché della valutazione della qualità delle acque.

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