Notizie, itinerari e informazioni utili sul Parco delle Capanne di Marcarolo

PARCO NAZIONALE DELLA VAL GRANDE

PARCO NAZIONALE DELLA VAL GRANDE

Il Parco Nazionale della Val Grande è un’area naturale protetta che comprende l’intera Val Grande nella provincia del Verbano Cusio Ossola ed è la più estesa riserva protetta, sia delle Alpi che d’Italia.

Delimitata dalla valle dell’Ossola, il bacino del Lago Maggiore e la Valle Cannobina conta la presenza di mulattiere, alpeggi, terrazzamenti, vestigia di teleferiche, a testimonianza di come l’uomo nei secoli passati abbia intensamente frequentato la valle prima di abbandonarla progressivamente.

Il parco, ha molti segreti e meraviglie nascoste che aspettano di essere scoperte, fu istituito nel 1992 e comprende diverse valli, oltre alla Riserva naturale Val Grande integrale e biogenetica anche la Riserva naturale Monte Mottac. L’area si estende per più di 15.000 ettari e al suo interno c’è l’unico paese abitato, quello di Cicogna, raggiungibile in auto e da cui si può partire per diversi percorsi escursionistici ed anche il borgo medioevale di Vogogna.

Il terreno è prevalentemente montuoso, aspro ed inospitale, comprende diverse cime ambite dagli amanti della montagna come il Pedum, il Proman, i Corni di Nibbio, la Cima Sasso e la Cima della Laurasca. Interessanti per chi pratica alpinismo sono la scalata del Monte Zeda e del Pizzo Marona che si affacciano sul versante del Lago Maggiore, la cui ascesa, mediamente impegnativa, si svolge durante un’intera giornata. Di particolare interesse è l’affioramento, il più vasto delle Alpi, di rocce che appartengono ad una porzione di crosta continentale più profonda che rende il territorio del Parco un’area di straordinario interesse geologico.

Di grande importanza storica anche i ritrovamenti di incisioni rupestri dei massi coppellati dell’alpe Prà e dell’alpe Sassoledo, e di altre testimonianze simili riconducibili a varie epoche, più o meno recenti.

I corsi d’acqua che caratterizzano il parco sono Il Rio Valgrande ed il Rio Pogallo, barriere quasi invalicabili se non fosse per alcuni antichi ponti che, in specifici punti, ne permettono l’attraversamento.

Buona parte della superficie del Parco è costituita da boschi in cui sono presenti soprattutto castagni, faggi e noccioli; questi sono rifugio per diverse specie di animali tra cui: camosci, caprioli, cervi, cinghiali, lupi, volpi, scoiattoli, marmotte e ghiri. Molta attenzione bisogna prestare alla presenza delle temute e pericolose vipere, che strisciano numerose nel Parco.

Salendo in altitudine dominano paesaggi con praterie alpine in cui è possibile trovare piante rare e interessanti come l’aquilegia alpina, l’arnica montana, la genziana lutea e la campanula excisa, presente nelle zone d’alta quota più umide anche il tulipano alpino. Facilmente avvistabili esemplari di aquile reali e falchi pellegrini che volteggiano sulle cime e uccelli come il gufo reale, il picchio nero, il merlo acquaiolo, la ballerina gialla che nidificano sugli alberi o volano nei pressi delle rive acciottolate. Grazie all’abbondanza dei corsi d’acqua, che scorrono impetuosi nel Parco, anche la fauna che vive nei torrenti è interessante e comprende, tra gli altri, la trota fario e lo scazzone. 

In questa valle impervia, priva di insediamenti, la natura è molto selvaggia e si sta riprendendo lentamente il suo spazio. Inoltrarsi nel suo territorio significa imparare a riscoprire il silenzio, rotto soltanto dai rumori provenienti dai suoni della natura stessa, per entrare in contatto autentico con se stessi, fondendosi con quello che ci circonda: il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli e il verso degli animali che ci abitano. Chi vuole immergersi autenticamente in questo spirito e godere della spettacolare vista della volta celeste lontano da ogni fonte di luce e sperimentare la bellezza del sorgere del sole da un punto di vista privilegiato, può fermarsi a dormire in uno dei bivacchi che l’ente parco mette a disposizione degli escursionisti.

Le attività che si possono svolgere nel Parco sono varie e adattabili ad ogni esigenza, si può scegliere tra: escursioni accompagnati dalle guide ufficiali del parco alla scoperta di angoli inesplorati e selvaggi; visite guidate come quella alla cava del Duomo di Milano da dove è stato estratto il marmo rosa per la costruzione di questo famoso monumento; esperienze di didattica ambientale rivolte alle scuole con vari laboratori e passeggiate per imparare ad apprezzare la storia e la natura di queste valli; Camp Supersport  che offre vitto e alloggi ai ragazzi che vogliono vivere un’esperienza unica in cui la pratica dello sport si fonde con il bellissimo contesto naturale; rassegne enogastronomiche e molto, molto altro.

UNA GIORNATA AL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

UNA GIORNATA AL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

COSA VEDERE

Un’area verde che si estende per più di 9000 ettari (9551,84 per la precisione) tra il Piemonte e la Liguria, è il Parco delle Capanne di Marcarolo, istituito nel 1979 come area naturale protetta, in una zona di inestimabile valore a livello idrografico, geologico e storico.

Compreso, a livello geografico, tra la val Lemme, la val Polcevera e la valle Stura, il parco rappresenta l’area verde più estesa di tutta la superficie metropolitana genovese e si estende fino al retroterra dell’Oltregiogo, già appartenente al territorio piemontese.

Tra i bacini d’acqua artificiali del Lago Gorzente e dei Laghi della Lavagnina, i torrenti Orba e Gorzente, balneabili e cosparsi di spiaggette su cui prendere il sole, le montagne tutt’attorno, come il monte Tobbio, il Parco rappresenta la meta ideale per il trekking fuori dalla città o una gita familiare alla ricerca di relax e scoperta di luoghi di antico valore storico. E per gli amanti dell’avventura porno esiste la possibilità di percorrere alcuni sentieri anche a cavallo o in mountain bike.

Visitabile tutto l’anno, il periodo migliore è senz’altro quello primaverile ed autunnale, per lasciarsi incantare dalle meravigliose fioriture di primavera e dai colori autunnali dei boschi di faggio e castagno. La vegetazione, infatti, è particolarmente florida all’interno del Parco e, grazie alla vasta area che ricopre, che dalle montagne si estende verso il mare, passa da paesaggi di tipo alpino a una vegetazione tipica delle zone mediterranee. Sono notevoli anche le specie animali presenti: in prevalenza si tratta di rettili e anfibi, tra cui il getrione di Strinati, serpente che vive nelle antiche miniere, in assenza di luce. Ma la varietà delle specie non si limita a questa: dai cinghiali, tassi, volpi, lepri, ghiri, daini che popolano i boschi di montagna, alle trote fario dei torrenti fino al biancone, un rapace a rischio di estinzione e diventato simbolo di questa area protetta.

Il Parco di Marcarolo costituisce davvero una risorsa d’oro per il patrimonio naturalistico di Piemonte e Liguria, non solo a livello simbolico, ma anche dal punto di vista geologico: nella zona del Monte Ovile e delle Ferriere, infatti, nel XIX secolo sono state attive delle miniere d’oro (di cui sono ancora visibili alcune gallerie), tanto che nel 1852 fu costruito uno stabilimento metallurgico.
Dal punto di vista storico, invece, il Parco ospita al suo interno il Sacrario della Benedicta, dedicato alla strage della Benedicta che vide la trucidazione di centinaia di partigiani italiani, rifugiatisi in questa zona per sfuggire ai plotoni tedeschi durante il regime nazista.

QUALI SENTIERI PERCORRERE

Sono nove i punti di partenza degli itinerari da percorrere, contrassegnati da una lettera e un numero e segnalati attraverso i segnavia della F.I.E. (Federazione Italiana Escursionismo), lungo il percorso, da simboli geometrici gialli.

ITINERARI PERCORRIBILI A PIEDI

1. A1: Valico Eremiti / Passo della Dagliola
Partenza: Valico degli Eremiti

2. A2: Valico Eremiti / Monte Tobbio
Partenza: Valico degli Eremiti

3. B1: Ponte Nespolo / Casina Nespolo / Passo Dagliola
Partenza: Ponte Nespolo

4. B2: Ponte Nespolo / Lago Bruno
Partenza: Ponte Nespolo

5. B3: Ponte Nespolo / Casina Preaduga / Cascina Carrosina / Passo della Tagliola / Monte Tobbi
Partenza: Ponte Nespolo

6. C1: Capanne di Marcarolo / Monte Pracaban
Partenza: Capanne di Marcarolo

7. D1: Capanne Superiori di Marcarolo / Monte Moro / Diga del Lago Badana
Partenza: Capanne Superiori di Marcarolo

8. D2: Capanne Superiori di Marcarolo / Diga del Lago Bruno
Partenza: Capanne Superiori di Marcarolo

9. D3: Capanne Superiori di Marcarolo / Costa Lavezzara
Partenza: Capanne Superiori di Marcarolo

10. F2: Lago Inferiore della Lavagnina / Lago Vergini / Valico Eremiti
Partenza: Lago Inferiore della Lavagnina

11. G1: Cirimilla / Cascina Maggie / Capanne di Marcarolo
Partenza: Cirimilla

12. H2: Strada della Colma (Magnoni) / Monte Colma / Monte Pracaban
Partenza: Strada della Colma – Magnoni

13. L1: Voltaggio / Monte Tobbio
Partenza: Voltaggio

14. M1: Passo della Bocchetta / Monte Figne / Cascina Carrosina
Partenza: Passo della bocchetta
piedi

ITINERARI PERCORRIBILI A PIEDI, A CAVALLO E IN MOUNTAIN BIKE

1. C2: Capanne di Marcarolo / Cascina Alberghi / Lago Bruno
Partenza: Capanne di Marcarolo

2. F1: Lago Inferiore della Lavagnina / Cascina Maggie
Partenza: Lago Inferiore della Lavagnina

3. G1: Cirimilla / Cascina Fuia / Capanne di Marcarolo
Partenza: Cirimilla

4. H1: Strada della Colma (Magnoni) / Cascina Spagnolo / Cascina Fontanassi
Partenza: Strada della Colma – Magnoni
COME RAGGIUNGERE IL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

Il Parco delle Capanne di Marcarolo si trova in un punto di congiunzione facilmente raggiungibile dalle principali città del nord: dista, infatti, solo 30 Km da Genova, 130 Km da Milano e 150 Km da Torino. E’ raggiungibile in auto tramite le autostrade A26 e A7.

Dalla A26 (Gravellona–Genova) uscita Masone (GE); proseguire per Campo Ligure (GE); a Campo Ligure deviazione per Capanne di Marcarolo (S.P.69)

Dalla A7 (Milano-Genova), invece, sono tre le strade percorribili:

Uscita Serravalle Scrivia (AL); proseguire in direzione Gavi,Bosio, Mornese. Tra Bosio e Mornese prendere la deviazione per Capanne di Marcarolo (S.P.165)
Uscita Serravalle Scrivia (AL); proseguire in direzione Gavi,Voltaggio. A Voltaggio deviazione per Capanne di Marcarolo (S.P.166)
Uscita Genova Bolzaneto; proseguire in direzione Campomorone(GE). Da Campomorone deviazione per Piani di Praglia (S.P.4)
Non esistono invece collegamenti ferroviari adeguati che consentano di giungere in prossimità del parco.

IL SACRARIO DEI MARTIRI DELLA BENEDICTA

IL SACRARIO DEI MARTIRI DELLA BENEDICTA

Nel cuore del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, tra le valli Polcevera e Stura, nell’Appennino ligure, sorge il Sacrario dei Martiri della Benedicta, un sito di ruderi dell’antica Abbazia della Benedicta, conosciuta in ligure come ‘a Beneditta.

LA STORIA DEL SACRARIO

Questo luogo, uno dei primi complessi monastici benedettini della zona, un tempo era crocevia dei lunghi pellegrinaggi verso Roma, Santiago di Compostela e Genova e fungeva da punto di ristoro per i viaggiatori.
Ceduto dai monaci benedettini e passato in proprietà di diverse famiglie, il luogo divenne riconosciuto a livello nazionale in seguito ad un tragico episodio della storia italiana del secondo dopoguerra. Il sacrario fu, infatti, teatro del più efferato eccidio tra gli eventi che contraddistinsero la Resistenza Italiana, perpetrato a danno dei partigiani alessandrini.

In quei monti, dal 1943, si erano rifugiati numerosi renitenti alla leva, militari che avevano abbandonato l’Esercito e antifascisti, costituendo la Brigata Garibaldi Liguria e la Brigata autonoma Alessandria.
Dal 6 all’11 Aprile del 1944, il comando tedesco di Genova iniziò un’azione anti-partigiana, volta a stanare le resistenze dei ribelli nella zona del monte Tobbio, per rendere più sicure le strade di collegamento tra il Piemonte e la Liguria. Partirono con un cospicuo contingente di uomini e iniziarono ad appiccare incendi tra montagne e casolari.

I partigiani, privi di organizzazione e di armi, invece di disperdersi, decisero di cercare rifugio nella cascina della Benedicta, sede del comando partigiano, in attesa di comandi. Una volta arrivati lì, tuttavia, vi trovarono il nemico.

Furono in 147 i partigiani a perdere la vita, rinchiusi nella cappella adiacente e fucilati. Altri, circa 400 uomini tra partigiani e giovani contadini della zona, vennero inviati nei campi di concentramento tedeschi.
Oggi la vecchia abbazia è un complesso monumentale. Tra il 2000 e il 2009, infatti, in seguito ad un lavoro di restauro e recupero, è stato costituito il Sacrario dei Martiri della Benedicta e, annualmente, viene ricordato l’eccidio tramite una manifestazione nazionale.
Inoltre, tra il 2006 e il 2009 sono stati istituiti l’associazione “Memoria della Benedicta”, per incentivare il recupero e la valorizzazione del sito, e un centro di documentazione multimediale ubicato nella vicina Cascina Foi, aperto ai visitatori.
Il Sacrario dei Martiri della Benedicta si colloca all’interno di alcuni percorsi escursionistici denominati “I sentieri della Libertà degli porno gratis”.

COME ARRIVARE AL SACRARIO

In auto è possibile raggiungerlo da Torino/Alessandria attraverso l’autostrada A21/A7 o da Milano e Genova tramite l’autostrada A7. Da entrambe le direzioni l’uscita è Serravalle Scrivia e da lì bisogna proseguire per la ss.35 e la sp.161 per Gavi, Bosio e, in seguito, per la sp.165 per Capanne di Marcarolo.

ALTRO DA VEDERE

Nelle vicinanze sono numerose le bellezze naturalistiche da poter visitare.
Proseguendo lungo la SP166 si attraversa il Valico degli Eremiti e si possono raggiungere Voltaggio, Gavi (con un bel centro storico e una fortezza), Serravalle Scrivia e Novi Ligure.

Un altro percorso, invece, è quello che permette di addentrarsi verso la zona naturalistica dei Laghi Gorzente fino al Passo Mezzano. Lungo il percorso è situato il Sacrario in ricordo dei partigiani fuggiti dall’eccidio della Benedicta e, in seguito, catturati e uccisi.
In alternativa, prendendo la SP165 verso Bosio, ci si addentra per la Valle Orba, attraversata dall’omonimo torrente, fino ad arrivare a Casaleggio Boiro, vicino ai Laghi della Lavagnina.

PARCO NATURALE DELLA COLLINA DI SUPERGA

PARCO NATURALE DELLA COLLINA DI SUPERGA

A pochi minuti dal centro di Torino, facilmente raggiungibile per chi ha bisogno di una pausa “verde” dal caos e dallo smog cittadino o per chi vuole concedersi un’allegra gita domenicale nella natura, sorge il parco della collina di Superga. Questo parco, istituito nel 1991, è formato dalle aree protette della Riserva Naturale Speciale del Bosco del Vaj e dal Parco della Collina di Superga ed è molto amato da turisti e torinesi, soprattutto nei mesi più caldi, in fuga dalla calura e dall’afa della città.
Il parco si inserisce in un insieme di rilievi collinari ed è ricco di prati, boschi e diverse specie di flora di origine alpina come il faggio, il pino silvestre, il sorbo montano e il mirtillo nero, alternate a specie mediterranee come l’orniello, il sorbo domestico, il pungitopo e il dittamo. Significativa anche la presenza porn: possiamo incontrare volpi, tassi, faine, donnole, ricci, scoiattoli rossi, ghiri e cinghiali e diversi uccelli rapaci oltre ai picchi, upupe, zigoli neri e numerose specie di passeracei.
Imponente e facilmente visibile da ogni punto della città è la presenza di un sito storico che da solo merita almeno una visita, la Basilica di Superga, uno dei simboli più famosi di Torino, che dall’alto dei suoi 670 mt di altezza offre spettacolari e impareggiabili vedute sulla città e sulle Alpi.
Costruita dal celebre architetto Filippo Juvarra nel 1713 per ordine di Vittorio Amedeo II, che fece voto di costruire una basilica nel caso in cui le truppe francesi e spagnole che assediavano Torino, lasciassero la città. Di tipico stile barocco, con una cupola che ricorda San Pietro e una cripta degna di nota, ulteriore testimonianza del potere e dell’influenza dei Savoia, le cui spoglie riposano al suo interno.
La Basilica è anche tristemente nota per la tragedia che nel 4 maggio 1949 coinvolse il Grande Torino: al ritorno da una partita di calcio, a causa della nebbia, l’aereo che trasportava la gloriosa squadra, si schiantò sul terrapieno ai piedi della Basilica. Sull’area dello schianto è stata deposta una lapide a memoria delle 31 persone che lì persero la vita, che è tuttora metà di incessante pellegrinaggio.

Un bel modo per raggiungere la basilica di Superga direttamente da Torino è utilizzare la tipica e pittoresca dentiera storica dalla stazione Sassi di Corso Casale, a bordo dei vagoni originali del 1934 si può in venti minuti percorrere con la tranvia i 3 km del versante collinare, compiendo un dislivello di 400 metri e un affascinante e divertente salto nel passato.

Il Parco Naturale della Collina di Superga si estende per circa 750 ettari nei comuni di Baldissero Torinese, Pino Torinese, San Mauro Torinese e Torino; l’area raggiunge i 720 mt di altitudine sul livello del mare nel suo punto più alto, il Colle della Maddalena, e si estende in tutta la parte est di Torino che è anche l’area in cui scorre, a valle, il tratto principale del fiume Po. Proprio dalla cima del Colle della Maddalena si staglia la riconoscibile sagoma del Faro della Vittoria, l’imponente statua dello scultore Edoardo Rubino, alta 26,5 metri, rappresentante la Vittoria Alata, eretta per celebrare la vittoria dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale.

Ci sono varie iniziative a cui si può partecipare nei diversi mesi dell’anno ed è possibile noleggiare biciclette per godere appieno degli innumerevoli sentieri percorribili, assolutamente da non perdere è l’esperienza delle escursioni in notturna. Per i più allenati si consiglia di inoltrarsi e percorrere a piedi o in bicicletta le strade e i sentieri, addentrandosi nella campagna e nei boschi, per immergersi nella natura.

Per chi non ha un buon allenamento, è tuttavia possibile raggiungere alcuni punti con i mezzi pubblici, come la tranvia o l’auto, per poi proseguire a piedi.  Ci si può imbattere all’interno del parco in antiche Vigne, cappelle private, muri di cinta in mattoni. Interessanti da visitare sono alcuni edifici storici, come la Vigna di madama Reale, oggi Villa Abegg, o Villa della Regina, una delle prime residenze reali costruite all’esterno della città.

A SPASSO PER IL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO IN MOTO

A SPASSO PER IL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO IN MOTO

Tra la pianura e il mare, c’è di mezzo il Parco delle Capanne di Marcarolo!
L’area naturale stretta in un angolo della provincia di Alessandria e confinante con la Liguria rappresenta un itinerario moturistico ideale per chi è appassionato di moto e vuole trascorrere una giornata immerso nella natura selvaggia e incontaminata.
Non è basilare la meta da raggiungere perchè percorrendo i diversi sentieri del Parco delle Capanne di Marcarolo si può assaporare e godere il panorama mozzafiato che custodisce un vasto altopiano tra il versante costiero e quello pianeggiante.
Il Parco delle Capanne di Marcarolo offre sentieri di terra battuta che attraversano i boschi a cavallo tra Liguria e Piemonte e dove è possibile ammirare un paradiso di biodiversità costituito da una varietà di ambienti (come le specie erbacee e arbustive, affioramenti di microtorbiere che si alternano a castagni e pini marittimi) e di fauna (da ricordare i gheppi, le poiane, gli sparvieri, le salamandre, i rospi, i tritoni e la specie protetta del biancone migratore). Questa tipologia di percorso si può trovare partendo dalla città di Gavi, risalendo la valle del fiume Lemme per poi inoltrarsi verso i territori del Parco delle Capanne di Marcarolo ed è adatto ai motociclisti enduristi che amano principalmente le strade sterrate e mulattiere con qualsiasi condizione del terreno e meteorologica.

Per chi ama percorrere curve e strade d’asfalto con la propria motocicletta il sentiero ottimale è quello dei Piani di Praglia, questo il nome della località alle spalle di Pontedecimo, dove l’asfalto scorre veloce e ci sono tornanti abbastanza larghi per concedersi qualche piega divertente. Dai Piani di Praglia si può prendere il sentiero Naturalistico dei Laghi del Gorzente, un anello di 13 km per raggiungere il Lago Lungo e il Lago Bruno. Il motociclista che sceglie questo percorso potrà divertirsi a prendere velocità sulla discesa più repentina verso Campomorone e godere di una strada in perfetto stato di manutenzione per assaporare così il piacere di percorrere il Parco delle Capanne di Marcarolo senza l’ansia di traffico e insidie dietro le curve. In questa zona si trovano sia un locale che un’area attrezzata dove poter sostare con la moto: la trattoria La Chelina è il punto di ristoro che si trova sul percorso dei Piani di Praglia verso il Gorzente dove poter gustare panini e una buona scelta di birre e accanto si trova anche un’area attrezzatissima (barbecue, panche, tavoli e persino bagni) per aprire la propria borsa frigo e godersi un pic-nic all’aria aperta. Dopo il pranzo si può proseguire lungo la strada e dopo la salita al Passo della Bocchetta si giunge su una terrazza dove lo scenario è mozzafiato: la vista arriva fino al mare ligure che si può scorgere tra le cime di questo tratto suggestivo dell’appennino.

Ovviamente non si può parlare del Parco delle Capanne di Marcarolo senza citare il Sacrario dei Martiri della Benedicta presente nel Parco omonimo della Benedicta . E’ una sosta quasi obbligata per tutti i motociclisti che da Voltaggio (SP 160) si dirigono verso la selvaggia valle del Gorzente: quando si arriva a questo ex monastero benedettino, quartier generale della resistenza prima che fosse fatto esplodere dai nazisti, a Pasqua del 1944, bisogna spegnere il motore della moto e ascoltare il silenzio magico di questo posto. Dopo anni di abbandono i ruderi dell’ex monastero benedettino, luogo della strage, sono stati oggetto di un’opera di restauro e recupero per ben 7 anni che ha portato alla creazione del Sacrario dei Martiri della Benedicta. Chi volesse conoscere di più sul Sacrario della Benedicta può affidarsi al percorso di cartelloni, voluti dalla Regione Piemonte, che illustrano le tragiche storie di quei giorni e le testimonianze di chi è sopravvissuto. Andare in moto al Parco delle Capanne di Marcarolo, insomma, vuole dire fare una gita in mezzo alla natura selvaggia ma anche con forti connotazioni simboliche.

PARCO NATURALE DI STUPINIGI

PARCO NATURALE DI STUPINIGI

Storia e natura si fondono in questo imperdibile Parco reale, che si trova a Nichelino alle porte di Torino, prima cintura sud della città e che ospita la bellissima Palazzina di Caccia omonima e il castello medioevale Castelvecchio di Stupinigi, residenza dei marchesi Pallavicino. Istituito come parco naturale nel 1991 ad opera della Regione Piemonte, si estende per circa 1700 ettari, e comprende sia zone agricole che boschive.

I famosi cervi, simbolo del parco sono ormai scomparsi da più di un secolo, al loro posto, sopravvivono numerosi cinghiali e diverse specie animali tra cui scoiattoli grigi e rossi, donnole, volpi, minilepri, moscardini, faine e vari esemplari di uccelli tra i quali la cicogna bianca, il prispolone e lo spioncello. È possibile avvistare anche numerosi rapaci, sia diurni che notturni. La flora è prevalentemente costituita da boschi di planizie che ospitano esemplari di farnia, rovere e querce di importanti dimensioni.

La Palazzina di Caccia, gioiello storico e nucleo principale attorno a cui si sviluppa il Parco, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1997, fu commissionata nel 1729 da Vittorio Amedeo II al celebre architetto Filippo Juvarra, autore anche di numerosi capolavori architettonici che caratterizzano la città sabauda. La sua funzione più importante era quella di residenza venatoria per la famiglia reale e i suoi nobili ospiti durante le numerose battute di caccia organizzate, nonché sede di villeggiatura del re e della sua famiglia. Il progetto, che si ispira al gusto rococò delle dimore europee dell’epoca, ne fa una residenza sontuosa e raffinata, sede prediletta dai Savoia per le feste e i matrimoni di corte. Agli inizi del 1900 divenne stabile residenza della Regina Margherita e dal 1919 sede del Museo dell’Arredamento.
Recentemente restaurata, la Palazzina di Caccia di Stupinigi ha riaperto al pubblico dopo i primi interventi nel 2011 ed è spesso palcoscenico di importanti mostre. È possibile ammirare al suo interno l’Appartamento Levante, con splendidi esemplari di mobili del ‘700, sapientemente restaurati e riportati al loro antico splendore. Dal 2013, il percorso museale è stato arricchito dal completo restauro della scenografica Sala degli Scudieri, e dal progressivo restauro dei giardini, della facciata sud, della Sala di S. Uberto, del Salone Centrale e degli attigui appartamenti destinati al Re e alla Regina.
Il Castelvecchio, al momento non visitabile internamente, è un complesso medioevale fortificato abitato in origine dai Savoia-Acaia che nel 1439 lo vendettero al marchese Rolando Pallavicino. A differenza di quanto accadde per il Castello di Rivoli, Juvarra non tentò di inglobare l’edificio nella nuova struttura, esso fu adibito a magazzini e ad abitazioni per affittuari fino al 1776 e successivamente rammodernato e restaurato.

Numerosi sono i modi per godere di questo parco e trascorrere piacevoli ore all’aria aperta, per esempio approfittando delle molte aree adibite al pic nic, oppure percorrendo, in bicicletta o a piedi, i numerosi sentieri di terra battuta. All’interno del Parco sono presenti sei cascine, quasi tutte dalla tipologia a corte chiusa dedite alla produzione di cereali e all’allevamento bovino. Le Cascine più antiche sono quelle di Parpaglia, la cui torre circolare del castello risale al 1300, le Cascina Gorgia e le Cascine Piniere risalenti alla fine del 1400. Presso queste strutture sono disponibili diverse attività, infatti, oltre alla vendita diretta di ottimi prodotti del territorio, come il sedano rosso di Orbassano, Presidio Slow food, alcune di esse fungono da strutture ricettive e di ristoro.

1266299_m

È possibile trovare una fattoria didattica per i più piccoli, dedicata ad attività di avvicinamento ed educazione ambientale con laboratori appositamente strutturati; un campo pratica golf e la possibilità di immergersi nel passato, prenotando rilassanti gite in carrozza o passeggiate a cavallo alla scoperta del Parco e della residenza, e per i più spericolati, divertenti escursioni con Segway.

IL VERSANTE LIGURE DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

IL VERSANTE LIGURE DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

Genova è una città dai mille contrasti: maestose montagne si alternano a bellissime spiagge, piccole cappelle convivono con maestose cattedrali.

Cosa vedere a Genova?
Il capoluogo ligure è ricco di storia, angoli da scoprire e tesori nascosti: da vedere assolutamente a Genova è il Faro detto anche “la Lanterna”, da sempre un simbolo per i genovesi, il centro storico con i suoi “caruggi”, i pittoreschi vicoli di origine medioevale e la maestosa e solenne Cattedrale di San Lorenzo con la sua facciata gotica in stile genovese. Anche i dintorni di Genova hanno numerose bellezze da segnalare come Pegli con la Villa Durazzo-Pallavicini, splendida residenza immersa in uno dei maggiori giardini storici d’Europa o la graziosa località di Nervi, famosa per la meravigliosa passeggiata sul mare e per i suoi parchi l’uno vicino all’altro. Proprio a 38 km da Nervi c’è un pezzo di territorio ligure che regala panorami fantastici ed un’immersione totale nella natura e nei suoi colori più brillanti, questo è il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo.

 

Una fuga dalla città verso il Parco delle Capanne di Marcarolo

Se visitate Genova con i vostri bambini, concedetevi una piccola fuga dalla città: a meno di un’ora di macchina da Genova, infatti, c’è il Parco delle Capanne di Marcarolo che offre un’ampia gamma di proposte turistiche e culturali per adulti e bambini. Da soggiorni naturalistici in estate, alle visite guidate nei sentieri, alle attività didattiche per bambini e adulti al fine di far conoscere le tradizioni culturali e storiche del territorio locale: questo e tanto altro offre questa area protetta a confine tra Liguria e Piemonte.

Il Parco delle Capanne di Marcarolo, situato sui monti dell’Appenino e punto d’incontro tra Piemonte e Liguria, offre ai turisti che provengono da Genova una natura incontaminata ma tenuta con cura e panorami fra i più belli dell’entroterra ligure. In estate, inoltre, chi cerca un po’ di refrigerio dalla calura estiva può recarsi nei pressi del torrente Gorzente, nel Parco delle Capanne di Marcarolo, e godersi sole, acqua fresca e pulita e natura selvaggia…Tutto in un unico posto.

I Laghetti del Gorzente, noti anche come Piscine del Ponte Nespolo perchè prendono il nome dall’omonima località che si trova tra il torrente Gorzente e la strada provinciale 165, sono, infatti, delle pozze azzurre e verde smeraldo modellate dal torrente Gorzente da cui emergono rocce levigate che formano piccole cascate ai bordi delle vasche più grandi. Il fiume Gorzente scorre tra la Liguria e il Piemonte: nell’Ottocento furono creati tre laghi artificiali (Lago Bruno, Lago Lungo e Lago Badana) per permettere ai paesi limitrofi di approvvigionarsi d’acqua. Lungo il corso del fiume, esattamente ai Piani di Praglia del Parco delle Capanne di Marcarolo, inizia il sentiero naturalistico pianeggiante e agevole per arrivare ai laghi del Gorzente.

406.4

Dal guado Gorzente, i turisti amanti del trekking e delle passeggiate possono scegliere tre itinerari e addentrarsi nell’area naturale del Parco delle Capanne: il primo percorso è verso il passo della Dagliola, il secondo è quello del lago Bruno e il terzo è quello del monte Tobbio. Tra i tre itinerari quello più facile è il passo della Dagliola con i suoi 3,5 Km di camminata e 350 m di dislivello: bisogna, però, prediligere questo sentiero in inverno perchè in estate, essendo esposto a Sud, è davvero faticoso sotto il sole. 5 km e 150 m di dislivello, invece, è il percorso da ponte Nespolo al lago Bruno che consente di camminare tra boschetti di castagni, noccioli e saliconi mentre è più impegnativa la salita verso il monte Tobbio che sconsigliamo a chi ha al seguito bambini un po’ pigri. La passeggiata per chi viene da Genova e sosta al guado del Gorzente può terminare la sera con una grigliata nella zona attrezzata in prossimità della strada e all’inizio del sentiero, in corrispondenza del Ponte Nespolo.

Insomma, Genova ha tantissimi posti da vedere ma i suoi dintorni, compreso il Parco delle Capanne di Marcarolo, rappresentano la punta di diamante per questo gioiello della costiera ligure.

UN’ESCURSIONE IMPERDIBILE ALLE PORTE DI ALESSANDRIA

UN’ESCURSIONE IMPERDIBILE ALLE PORTE DI ALESSANDRIA

Alessandria in Piemonte è una perla un po’ nascosta del nostro Paese e ha davvero tanto da offrire al turista sia per i suoi monumenti che per le tante attività culturali. Dal punto di vista artistico-architettonico, infatti, Alessandria è una città ricca di siti ad alto valore storico e ha una fitta rete di musei a cui si aggiungono palazzi storici e chiese da visitare. Chi vuole visitare Alessandria deve assolutamente prendere in considerazione una tappa alla Cittadella fortezza che sorge sul lato sinistro del fiume Tanaro, alla Cattedrale di Alessandria dove sul fianco destro si può ammirare l’altissimo e imponente campanile e alla più antica chiesa della città (XV secolo), la Chiesa di Santa Maria di Castello situata nel borgo antico di Rovereto.

Cosa fare ad Alessandria con i bambini?
Se siete in vacanza ad Alessandria con i vostri bambini vi consigliamo una passeggiata, specie in primavera e autunno, sui sentieri del Parco delle Capanne di Marcarolo, gioiello naturalistico che  si trova a confine tra il Piemonte e la Liguria con un affaccio esclusivo proprio sul mare ligure. I bambini saranno contenti di scoprire itinerari e paesaggi di questa area naturalistica riuscendo anche a vedere il mare dalla Punta Martin, uno dei luoghi più belli di questa parte dell’Appennino.
Nel Parco delle Capanne di Marcarolo esistono 9 punti di arrivo per il traffico motorizzato per poi intraprendere gli itinerari previsti da percorrere a piedi ma anche in mountain bike o a cavallo. Per una scoperta giocosa del territorio alessandrino e, in particolare del Parco delle Capanne di Marcarolo, vi possiamo consigliare l’escursione ai laghi di Gorzente dedicata ai bambini dai 4 anni in su: un anello naturalistico che consente di visitare ambienti molto diversi e di godere di ampi panorami percorrendo un sentiero senza pericoli oggettivi come strapiombi o ripidi ghiaioni. Iniziando la salita del sentiero naturalistico ad anello dei Laghi del Gorzente, ben introdotto da un pannello esplicativo, si arriva al piccolo ma bellissimo rifugio del Cai che offre un locale coperto e protetto con panche e tavoli per fare un bel pic-nic all’aria aperta.

Il Parco delle Capanne di Marcarolo è un territorio ben conservato dal punto di vista ambientale anche grazie all’assenza di industrie invasive ed è un posto perfetto per far conoscere la natura ai bambini e farli entrare in contatto con la grandissima varietà di specie sia a livello faunistico, soprattutto mammiferi e uccelli della zona in questione, che di piante e fiori. Ogni ambiente ha le sue rarità floristiche ma l’orchidea è il fiore più diffuso sul territorio del Parco delle Capanne: si organizzano per i ragazzi, infatti, numerose visite guidate alla scoperta della Orchis Laxiflora, viola e purpurea, della Neottia che si confonde tra i rovi, della Gjmnadenia Conopsea che è l’orchidea forse più pregiata e della Orchis Morio che si presenta rossa e al centro bianca.

Non solo natura ma anche un’interessante esperienza nelle tradizioni culturali e locali, questo offre il Parco delle Capanne alle famiglie che visitano l’area naturalistica alessandrina. L’ecomuseo di Cascina Moglioni, ad esempio, è una tappa fondamentale per i turisti del Parco delle Capanne di Marcarolo perchè offre  la straordinaria opportunità di far immergere i visitatori in una nuova dimensione con visite guidate che appassioneranno anche i bambini. Gli itinerari di questa unità poderale tipica del territorio di Bosio (provincia di Alessandria) spaziano dalla visita all’orto didattico, potendo apprezzare nel periodo tardo primaverile-estivo le principali colture tipiche della montagna di Marcarolo, alla visita alla “barca” con tetto in paglia, ovvero il tradizionale ricovero del fieno, fino all’arboreto in cui è possibile ammirare le varietà tipiche di castagno, melo, pero e susino. Le visite alla sede dell’Ecomuseo di Cascina Moglioni saranno sempre guidate da personale qualificato dell’Ente Parco.

Iniziative ed eventi
Tanti gli eventi in programma durante l’anno al Parco delle Capanne di Marcarolo: dall’Antica fiera del bestiame prevista alla fine di Luglio, alla Festa dei Parchi il 24 Maggio fino al Marcarolo Film Festival, manifestazione di cinema dedicato a tematiche ambientali, naturalistiche e socio-antropologiche. Gli appuntamenti sono davvero tanti e vari, adatti per le famiglie che vogliono visitare Alessandria ma non rinunciano alla natura e a pic-nic all’aperto.

QUATTRO PASSI SUL MONTE TOBBIO

QUATTRO PASSI SUL MONTE TOBBIO

Al centro del Parco Capanne di Marcarolo troviamo il Monte Tobbio (altitudine mt. 1092) che vigila sulla pianura alessandrina e cattura lo sguardo dei turisti grazie ai suoi versanti spogli e notevolmente scoscesi. Il Monte Tobbio non è la cima più elevata del Parco delle Capanne di Marcarolo, però, grazie alla sua collocazione centrale e alla forma piramidale, rappresenta l’escursione più frequentata. L’area del Monte Tobbio è dotata di un’ampia rete di sentieri che offre infinite possibilità di trekking da uno a più giorni, in base alla lunghezza e alla difficoltà. Gli escursionisti del Monte Tobbio di solito prediligono scalare il Monte partendo dal Valico degli Eremiti che viene raggiunto direttamente in auto ed è uno dei percorsi classici e più brevi per salire sul Monte del Parco delle Capanne di Marcarolo. Tuttavia si può anche scegliere un’escursione più impegnativa e suggestiva come quella che parte dai Laghi della Lavagnina e che consente di abbinare alla salita verso la vetta del Monte Tobbio anche la visita dei Laghi scoprendo l’angolo appartato e selvaggio della valle del Gorzente, che si trova tra i Laghi e gli Eremiti.

Per chi non pratica escursionismo ma vuole arrivare al Monte Tobbio può percorrere sia la strada panoramica partendo dal comune di Bosio che arrivare al paese di Voltaggio, risalendo la provinciale della Val Lemme (SP 160) con l’automobile, per poi attraversare il sentiero 403 che si trova in piazza Garibaldi (al centro del paese).  Molto interessante per la diversità di ambienti è la salita “integrale” dal Lago della Lavagnina che si raggiunge dal Valico degli Eremiti percorrendo la Valle del Gorzente: tramite questo percorso si raggiunge il monte Tobbio cogliendo gli aspetti più significativi dell’Area protetta del Parco delle Capanne di Marcarolo. Molto suggestiva, inoltre, è la passeggiata natalizia di notte che i vari CAI provinciali organizzano annualmente la sera del 25 Dicembre partendo dal Valico degli Eremiti. 

Sulla cima del Monte Tobbio è ubicata una chiesetta, del 1897, dedicata a Nostra Signora di Caravaggio: chi riesce a salire fino alla cima del Monte non deve dimenticare di rispettare la tradizione ovvero di  suonare la campana della chiesa e firmare il quaderno degli ospiti. La chiesetta è anche un rifugio d’emergenza di proprietà del Club Alpino Italiano di Novi Ligure. 

Salire sul Monte Tobbio significa fare un’escursione naturalistica per immergersi nella natura delle montagne oltrepadane. Grazie alle particolari condizioni geo-climatiche, infatti, durante la salita al Monte del Parco delle Capanne di Marcarolo è possibile ammirare aree di rimboschimento a pino nero (Pinus nigra) con un’abbondante presenza di sorbo montano (Sorbus aria) e nel periodo tra la primavera e l’autunno convivono specie mediterranee come l’erica (Erica arborea), la profumatissima dafne (Dafne cneorum), il ricercato narciso selvatico (Narcissus poeticus) e specie alpine come l’astro alpino e l’erica carnea.

Gli ambienti diversi, l’abbondanza di acqua e i bassi livelli di inquinamento sono tutti fattori favorevoli che consentono anche la sopravvivenza di numerose specie animali come poiana, capriolo, tritone, gambero di fiume, merlo acquaiolo e il rapace, simbolo del Parco naturale. 

Oltre alla varietà di vegetazione, chi raggiunge la cima del Monte Tobbio può ammirare, se la giornata è limpida, anche un panorama spettacolare con una vista a  360° che  spazia dalla catena alpina di Liguri, Marittime e Cozie (una leggenda dice che in giornate particolarmente favorevoli si arrivano a scorgere anche i Monti del Trentino) alla pianura padana, agli Appennini fino ai vicini Monti di Leco e Figne con vista sui laghi del Gorzente e, in lontananza, la Madonna della Guardia. Volgendo lo sguardo a Sud, dalla cima del Monte si arriva anche a scorgere il Mar Ligure, distante solo 18 km in linea d’aria, e addirittura, qualche fortunato è riuscito a intravedere anche uno scorcio della Corsica. 

PARCO CAPANNE DI MARCAROLO: DOVE MANGIARE?

PARCO CAPANNE DI MARCAROLO: DOVE MANGIARE?

Il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo è un’area naturale protetta istituita nel 1979. Il Parco si trova in Piemonte e si estende per circa 95mila Km arrivando al confine con la Liguria. Chi vuole trascorrere una giornata all’insegna della natura e di panorami spettacolari tra i boschi non può fare una tappa al Parco delle Capanne: tanti i percorsi da percorrere con la moto, a piedi (si consigliano scarpe da trekking o da ginnastica per la presenza di rocce), in bicicletta o a cavallo. 

Il Parco delle Capanne di Marcarolo è raggiungibile sia da chi soggiorna in Liguria, in quanto dista circa 10 km dal Mar Ligure ed è a metà strada tra Genova e Novi Ligure, che in Piemonte, in particolare l’area naturalistica comprende i comuni della provincia di Alessandria come Bosio, Lerma, Voltaggio, e offre la possibilità di immergersi in una natura lussureggiante ed ancora incontaminata. Chi si reca al Parco delle Capanne di Marcarolo può effettuare bellissime camminate con diversi livelli di difficoltà, rinfrescarsi nelle acque del torrente Gorzente, ammirarne i laghi e gli splendidi castagni secolari, visitare l’ecomuseo di cascina Moglioni o fare un tuffo nella storia con il sacrario dei Martiri della Benedicta e godere della cucina grazie a più punti di ristoro ideali per tutti i gusti e per tutte le tasche. 

Parco Capanne di Marcarolo: dove mangiare?

Sono circa 29 le strutture che offrono ristoro ai visitatori del Parco delle Capanne: agriturismi, bar, ristoranti e pizzerie. Per chi sceglie il lato ligure del Parco può gustare un’ottima cucina a Cascina Foi Restaurant consigliato su Tripadvisor per i cibi semplici e casarecci: l’antica cascina ristrutturata è ideale per un pranzo conviviale con amici dopo un’escursione al Sacrario della Benedicta, distante un centinaio di  metri dal ristorante.  Tra i piatti consigliati di Cascina Foi già provati da altri clienti ci sono gli gnocchi tradizionali col pesto, da provare anche quelli all’ortica, fettuccine al sugo di cervo, zuccotto di polenta annegato nella fonduta  poi carni cotte alla brace, capriolo e selvaggina, e lo strudel di mele. Il rapporto qualità prezzo è molto buono e la location è consigliata per chi vuole trascorrere qualche ora immersa in una natura lussureggiante godendo di ottimi piatti e di una vista mozzafiato.

Un altro ristorante consigliato per chi si trova nel cuore del Parco Naturale Regionale delle Capanne di Marcarolo, in particolare ai piedi del Monte Tobbio dell’Appennino piemontese ai confini con la Liguria, è  Baita Rio Gorzente. La Baita prende il nome dal torrente Gorzente che scorre nei pressi del Monte Tobbio ed è un ottimo punto di appoggio per il turismo naturalistico e per chi pratica trekking o escursionismo. La struttura è aperta da Aprile fino a Ottobre ed è consigliata per chi desidera campeggiare nel Parco, fare escursioni, ascoltare buona musica e mangiare prodotti tipici locali e bevande artigianali come la birra artigianale Pasturana, ottimi vini e digestivi prodotti dalla casa. Altri punti di ristoro consigliati sono Trattoria degli Olmi e Antica Trattoria del Canto nei pressi di Bosio (Alessandria), Osteria Vallebona a Campo Ligure. Per chi, invece, vuole fare un picnic nel Parco ci sono tante aree attrezzate con tavoli e focolari. I posti ideali per la gita fuoriporta nel Parco delle Capanne sono nei pressi di  Ovada, nella zona compresa tra il laghi di Lavagnina, vicino al torrente Gorzente nei pressi del sacrario dei Martiri della Benedicta e al guado sul torrente Lemme. 

Comunque, tutto il parco delle Capanne è attrezzato ed è valorizzato con agriturismi, bar, ristoranti, aree sosta per camper e servizi per il trekking. 

1 of 2
12