Parchi e riserve naturali in Piemonte

Parchi e riserve naturali in Piemonte – Proposte didattiche per l’educazione ambientale

Parchi e riserve naturali in Piemonte – Proposte didattiche per l’educazione ambientale

Il Parco Fluviale del Po tratto vercellese/alessandrino e la Riserva Naturale del Torrente Orba sono inseriti in un vasto comprensorio territoriale costituito da ambienti naturali  di estrema ricchezza, tutti strettamente legati ai corsi d’acqua, quali lanche, risaie,  stagni,  ghiareti del fiume, gerbidi, boschi ripari fino alle pendici collinari del Monferrato che si affacciano sul fiume. Ovviamente, in presenza di tale e tanta varietà di ambienti, anche le presenze faunistiche diventano un elemento di enorme valore ambientale. Da non dimenticare l’importante azione esercitata  dalle piene dei corsi d’acqua che oggi, come in passato, costituiscono un elemento di vitalità ambientale delle due aree, nelle quali si raccolgono le acque dei più importanti fiumi e torrenti xxx dell’arco alpino occidentale e dell’appennino ligure-piemontese. Ulteriori elementi di ricchezza del territorio sono rappresentati dalle tracce degli eventi storici e dai numerosi esempi di insediamenti ancora presenti, attraverso i quali è ancora oggi possibile seguire o meglio, studiare, i complessi meccanismi di trasformazione che il territorio ha subito nel tempo. Utilizzando opportunamente le risorse messe a disposizione dal territorio, le attività e i programmi proposti dal Parco consentono di conoscere attentamente l’ambiente naturale senza però dimenticare i grandi temi ambientali e l’inevitabile impatto umano, e permettono anche di esaminare in modo critico la successione degli eventi storici, accompagnandoci serenamente in un mondo fatto di sensazioni, poesia, silenzi e osservazioni accurate. Uno degli aspetti meno conosciuti, ma sicuramente di maggior valore dato dalla presenza del Parco, è senza dubbio l’elevato livello di biodiversità esistente. Questa caratteristica ha assunto oggi un valore inestimabile, in quanto il territorio che circonda il Parco è stato sistematicamente impoverito nel corso degli anni, per far posto alle coltivazioni intensive che hanno occupato ogni spazio ed eliminato tutto ciò che non rientrava nel ciclo produttivo. Questo valore inestimabile ha consentito di costruire, nel corso degli anni, una serie di percorsi educativi, inizialmente rivolti alla scoperta e alla conoscenza delle numerose sfaccettature della biodiversità (insegnamento delle scienze naturali all’aperto), che col tempo  però si sono gradualmente sviluppati fino a proporre, mediante semplici attività,  la conoscenza dei complicati meccanismi delle attività sostenibili, del cambiamento delle abitudini della vita di tutti i giorni, del rispetto di tutte le forme di vita e degli ambienti che le ospitano. L’uomo (nel nostro caso il ragazzo) non è più al centro dell’universo con la facoltà di dominare creando e distruggendo, ma diventa essere vivente consapevole che il proprio futuro dipende esclusivamente dal suo armonico inserimento in un sistema universale dove non esistono padroni.

 

Gli Alberi: la Vita

La “Festa dell’ Albero”, al di là degli ovvi obiettivi di sensibilizzazione generale, porta con sé  un articolato progetto di educazione ambientale in collaborazione con l’associazione Legambiente, destinato ad interessare le scuole elementari e medie del Parco per almeno un paio di anni. L’idea di fondo è abbastanza semplice: mettere a dimora  un nuovo albero con la collaborazione dei ragazzi ed “usare” questo piccolo rito propiziatorio, per avviare un discorso di  più vasto respiro, sostenuto “sul campo”, da tante piccole attività pratiche per conoscere, sentire, toccare, adottare e farsi carico di quel nuovo pezzo di bosco. Il Parco propone di intervenire in quelle zone nelle quali già da alcuni anni ha avviato interventi di ricostituzione degli  ambienti naturali. Nel corso dell’anno scolastico, le classi interessate, oltre ad eseguire la vera e propria piantumazione degli alberi, saranno coinvolte in una serie di attività pratiche  finalizzate a creare un legame affettivo con “un pezzo di natura”, partendo  proprio da quei piccoli  alberi messi a dimora. L’idea del Parco dunque è quella di stimolare l’interesse dei ragazzi ”occupando” nuovi spazi naturali e soprattutto prendendosene cura nel tempo, elaborando magari piccoli progetti di ricostituzione ambientale  con la “firma” della scuola e dei suoi protagonisti. E’ un modo diverso di impossessarsi del territorio del quale tutti noi facciamo parte.

 

Alla scoperta della storia  del mare a quadretti
La trasformazione del territorio nel tempo, le coltivazioni agricole dal medioevo fino ai giorni nostri e l’ambiente naturale fluviale saranno gli argomenti guida che predominano in questa proposta didattica. La visita alla Grangia di Pobietto, antica dipendenza rurale dell’Abbazia di Lucedio, sarà uno dei tasselli principali che ci farà comprendere al meglio il concetto di tempo attraverso i cambiamenti del territorio e la successione delle coltivazioni fino ai giorni nostri. Il complesso rurale, situato vicino al grande fiume, racchiude tra le sue mura, ancora visibili in alcune parti dell’insediamento più antico, la storia della vita dei videos porno gratis degli frati Cistercensi che a partire dal periodo medievale iniziarono il grande lavoro di trasformazione del territorio, durato molti secoli e ancora oggi non terminato. Lasciandosi la grangia alle spalle, si raggiungerà la sponda dl fiume dove sarà possibile immergersi nei fitti boschi della Riserva Naturale e ammirare lo spettacolo della collina i cui boschi ospitano una consistente colonia di aironi.

 

Sotto il cielo in compagnia delle stelle
Un  fazzoletto di terra ricco di piccole piante, alti fiori, colorati insetti e sassi di mille forme  saranno gli elementi essenziali per questa proposta didattica adatta ai bambini della scuola materna e del primo ciclo della scuola elementare. La proposta si pone l’obiettivo di esplorare, nel corso delle stagioni, una piccola porzione di bosco naturale. Si andrà alla ricerca e si osserverà la vita dei piccoli animali, soprattutto insetti, cercandoli tra le numerose piante presenti, le colorate erbe, ascoltando i suoni e annusando i profumi. Tutti questi elementi ci forniranno la chiave per scoprire le numerose meraviglie del mondo naturale e le più elementari regole della vita sul nostro Pianeta. Il tutto sarà svolto attraverso attività pratiche che coinvolgeranno tutti gli studenti e i numerosi incontri “casuali” con esperti speciali renderanno l’escursione più avventurosa e dinamica. L’attività proseguirà con l’osservazione in laboratorio e la classificazione degli esemplari. E’ prevista inoltre un’uscita serale della durata di tre ore che ci permetterà di percorrere gli stessi luoghi per riscoprire la vita, i suoni e le sensazioni nel mondo naturale di notte, osservando il cielo e le stelle e familiarizzando con la notte e con i suoi misteriosi avvenimenti.

 

Il Po, il tempo e l’uomo
Il programma è tutto dedicato al nostro fiume ed affronta temi legati all’ambiente fluviale e alle problematiche connesse ad esso. Si conosceranno approfonditamente le caratteristiche del fiume sia sotto l’aspetto naturalistico (flora, fauna e ambienti fluviali) sia sotto l’aspetto antropico (regimentazione delle acque, interventi colturali, urbanizzazione), per poi analizzarne le modificazioni nel tempo e nello spazio attraverso l’osservazione sul campo  e l’uso delle carte topografiche. Si affronteranno i diversi aspetti dell’inquinamento fluviale e quindi anche  delle conseguenze degli ultimi eventi alluvionali e nel contempo le modalità di recupero e di intervento sulle aree degradate. I ragazzi avranno l’occasione di affrontare per la prima volta con l’aiuto di esperti il complesso mondo delle norme per la tutela e la conservazione del territorio e quindi anche del Sistema delle Aree Protette Regionali.

 

Acqua una risorsa da salvare
Fra tutti i problemi che caratterizzano l’ambiente che ci circonda, quello dell’acqua è forse il meno conosciuto ma certamente  fra i più gravi. Dopo l’aria, l’acqua è la sostanza più comune sulla Terra ed è il fattore determinante che permette lo sviluppo della vita sul nostro pianeta. Essa riveste la superficie terrestre in uno strato sottile e prezioso. La maggior parte dell’acqua è salata (97%), e solo una piccola parte di quel che rimane  è utilizzabile dagli esseri viventi. Molta non riusciamo neppure a vederla, ad esempio alcune delle nostre case poggiano su immensi depositi di acqua. Ma le disponibilità di acqua dolce non sono inesauribili. La quantità di acqua dolce disponibile non è distribuita in modo uniforme in tutte le zone del mondo di video porno, i consumi di acqua sono aumentati vertiginosamente ed è sempre crescente la quantità di acqua inquinata oramai inutilizzabile. Tutti gli organismi viventi a partire da quelli unicellulari fino a quelli più complessi, uomo compreso, sono costituiti  in gran parte da acqua e tutti i processi biologici sul pianeta hanno l’acqua come “ingrediente” fondamentale. L’agricoltura e l’allevamento non potrebbero esistere senza acqua.  Una grossa parte dei processi industriali  che hanno determinato il nostro attuale  livello di sviluppo e di civiltà, sono basati sulla presenza dell’acqua, e si potrebbe continuare ancora a lungo con altri esempi. Nella vita di tutti i giorni diamo per scontata l’esistenza dell’acqua  e anche i processi educativi  (nella scuola, in famiglia, nelle istituzioni) non hanno mai dato la giusta importanza a questa risorsa. Questo programma didattico si propone di aprire una finestra sulla realtà della risorsa acqua  e di tutti i suoi numerosi e gravi problemi poco conosciuti, facendo riferimento alla realtà del nostro territorio che è caratterizzato da una forte presenza  di acqua: i fiumi Po, Tanaro e Sesia,  il torrente Orba, le risaie e il conseguente sistema irriguo.

Studi e ricerche all’interno dei parchi

Studi e ricerche all’interno dei parchi

La realizzazione e la promozione di studi e ricerche scientifiche rappresentano una delle finalità istitutive del Parco. Le informazioni scientifiche sono, oltretutto, la premessa per impostare su solide basi ecologiche le attività di pianificazione, gestione e monitoraggio del territorio porno.

Ciò è tanto più vero per un parco, come il nostro, che si estende su un’area significativamente antropizzata, ove le zone di elevato interesse naturalistico convivono, fianco a fianco, ad aree alterate dall’attività umana, presentandosi spesso disgiunte in piccoli frammenti.

Alcune ricerche sono svolte direttamente dal personale dall’Ente-Parco, altre da collaboratori scientifici e da università o istituti di ricerca, sovente con la realizzazione di tesi di laurea, tirocini o di stages, supportati dalle strutture del Parco.

Come presumibile tra gli studi prevalgono quelli riguardanti gli aspetti biologici, ma non sono trascurati i titoli rivolti alle materie idrogeologiche, territoriali, storiche e sociali. Attualmente sono in attività due stazioni di inanellamento, una gestita direttamente dal Parco ed una dal GPSO (Gruppo Piemontese Studi Ornitologici), mentre viene svolto con continuità il monitoraggio permanente dell’avifauna e lo studio delle dinamiche vegetazionali degli ambienti fluviali.

Oltre agli studi preliminari alla redazione dei piani del parco, le ricerche più significative svolte in passato e/o tuttora in corso riguardano:

– gli aspetti faunistici, con approfondimenti su specie o gruppi particolari come occhione (Burinus oedicnemus), airone rosso (Aredea purpurea), tasso (Meles meles), nutria (Myocastor coypus), carabidi, su singoli siti come il biotopo di Fontana Gigante o la Garzaia di Valenza, o problematiche particolari come la relazione tra cormorani e ittiofauna;

– la qualità delle acque valutata con metodi biologici e la qualità della fascia fluviale definita con l’Indice di Funzionalità Fluviale; la vegetazione e la flora degli ambienti fluviali e collinari; la sperimentazioni di varie modalità colturali per la ricostituzione dei boschi naturali.

Il Biotopo “Palude di San Genuario” in provincia di Vercelli

Il Biotopo “Palude di San Genuario” in provincia di Vercelli

Il Biotopo “Palude di San Genuario” costituisce una delle poche interruzioni al continuum costituito dalla piana risicola vercellese. Il territorio del sito (con la proposta di ampliamento) si estende per 425 ha, con una forma allungata in senso est-ovest, in corrispondenza di un antico terrazzo fluviale alla base del quale si colloca la testata di alcune risorgive. In ragione delle peculiari caratteristiche pedologiche, nell’ambito di tale area sono comprese porzioni di territorio porno storicamente marginali per gli usi agricoli.

L’area è l’unico sito in Piemonte, e uno dei pochi a livello nazionale, dove nidificano contemporaneamente Tarabuso (Botaurus stellaris), Airone rosso (Ardea purpurea) e Falco di palude (Circus aeruginosus), specie legate ad ambienti di canneto di una certa estensione ed estremamente localizzate in Italia, oltre a Tarabusino (Ixobrychus minutus). Il sito è luogo di svernamento di Airone bianco maggiore (Egretta alba), nonché di sosta e alimentazione di numerosi Ardeidi quali: Nitticora (Nycticorax nycticorax), Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides), Airone cenerino (Ardea cinerea), Garzetta (Egretta garzetta) e Airone bianco maggiore (Egretta alba); viene segnalata la presenza di Moretta tabaccata (Aythya nyroca), che nell’area potrebbe trovare un sito idoneo alla nidificazione. E’ presente una delle poche popolazioni note a livello regionale di Testuggine palustre (Emys orbicularis).

Il Biotopo si trova in un comprensorio territoriale in cui sono presenti il Sistema delle Aree protette della Fascia fluviale del Po, il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino e il Biotopo di Fontana Gigante. Attraverso interventi di gestione attiva è possibile connettere ecologicamente questi siti tra loro ripristinando, così, una piccola porzione degli ecosistemi primari della Pianura Padana.

L’area è inserita anche nell’elenco delle ZPS (Zona di Protezione Speciale per gli Uccelli, ai sensi della Direttiva 79/409/CEE) proposto dalla Regione Piemonte con delibera della Giunta Regionale n. 37 del 29/11/1999; le zone proposte come ZPS sono state trasmesse dal Ministero dell’Ambiente alla Commissione europea in data 3 agosto 2000, in risposta alla procedura d’infrazione 93/2165.

Parte della zona è tutelata come “Oasi di protezione della fauna” della Provincia di Vercelli; viene individuata come tale dal Piano Faunistico-Venatorio della Provincia di Vercelli. Una convenzione tra il Comune di Fontanetto Po e l’Ente-Parco ha affidato a quest’ultimo filme porno la gestione dell’area dell’ex allevamento Alma: si tratta della porzione di maggior interesse naturalistico del sito. L’area del SIC rientra nell’elenco dei siti che la Regione Piemonte ha individuato, in base alla Legge Regionale 3/4/1995, n. 47, per la tutela dei biotopi. Attualmente, l’Ente-Parco sta curando la documentazione per la formalizzazione del provvedimento istitutivo.

La sola conservazione delle attuali caratteristiche del sito non garantirebbe la conservazione della biodiversità: solo la gestione attiva finalizzata al ripristino e, soprattutto, alla connessione del biotopo con aree circostanti a elevata naturalità potrà garantire la tutela e l’incremento della biodiversità nel biotopo stesso. In tal modo, si contribuirà anche alla costituzione di una rete ecologica che ripristini almeno una piccola parte degli ecosistemi primari della Pianura Padana.

A tal fine, l’Ente-Parco acquisirà in gestione diretta una serie di terreni, sia attraverso accordi con Amministrazioni comunali e privati sia attraverso acquisti. Gli interventi di gestione previsti consentiranno la conservazione del sito e l’incremento del livello di naturalità e biodiversità degli ambienti presenti. In particolare, si incrementerà l’estensione e lo sviluppo del querco-carpineto medioeuropeo, del canneto e dei popolamenti vegetali di acque correnti. Verranno effettuati interventi atti a stabilizzare e ad aumentare la variabilità ambientale del sito (in particolare differenziando ambienti umidi a diverse profondità di acqua), in modo da assicurare habitat idonei per la sosta, la nidificazione e l’alimentazione delle specie animali d’interesse comunitario. La progettazione e la realizzazione degli impianti finalizzati all’ampliamento delle formazioni arboree planiziali si orienteranno prioritariamente alla scelta di aree che garantiscano la possibilità di ridurre l’isolamento ecologico del sito creando corridoi ecologici di collegamento con altre aree forestate vicine. Inoltre, si intraprenderanno azioni atte a favorire il miglioramento dell’integrità ecologica dei canali e videos xxx dei fontanili presenti nell’area.
Tarabuso.

Si ritiene, inoltre, fondamentale accrescere la sensibilità delle popolazioni locali verso la necessità di mantenere zone umide naturali, quali habitat essenziali per la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali considerate prioritarie a livello regionale, nazionale e comunitario. La sensibilizzazione ed il coinvolgimento delle popolazioni locali sarà attuato grazie allo svolgimento di attività di promozione e divulgazione, nonché attraverso la predisposizione di strutture per una fruizione qualificata dell’area: fine ultimo è quello di costruire, nelle popolazioni locali, la consapevolezza del grande valore naturalistico del sito. Le strutture per la ricezione permetteranno la costituzione di un Centro di studio per la valorizzazione delle zone umide.