Trucchi e segreti del mestiere: ecco come eliminare i graffi da un parquet rovinato

Il tuo bel parquet rovinato grida vendetta! Qualcuno, incautamente, l’ha riempito di graffi e non hai trovato niente di meglio da fare se non occultare il punto danneggiato sotto un tappeto o un mobile. E perché mai nascondere un così bel pavimento? Puoi benissimo riparare il danno, se sei fortunato senza spendere un occhio della testa e senza richiedere l’aiuto di tecnici specializzati. Insomma: tentar non nuoce. Ecco i nostri suggerimenti in proposito.

Trucchi e segreti del mestiere: ecco come eliminare i graffi da un parquet rovinato

Quando hai scelto di mettere il parquet in casa lo hai fatto perché questo particolare tipo di pavimentazione dona agli ambienti un aspetto elegante e sofisticato e perché il legno, per qualche strana ragione, rende gli appartamenti più accoglienti di quanto effettivamente non siano. Chi te l’ha venduto però ti ha subito avvisato: “Mettere il parquet non è soltanto una scelta costosa, ma anche un impegno costante”. Questo genere di pavimento infatti richiede una periodica manutenzione che, se omessa, può tradursi in danni più o meno facili da riparare.

Tra questi, a farla da padroni sono sicuramente i graffi. Il legno del resto è un materiale molto delicato ed è quindi soggetto a mostrare nel tempo qualche acciacco. Tranquillo, abbiamo per te una bella notizia: qualcuno ha scoperto delle tecniche utili ad eliminare dalla sua superficie piccoli graffi, ovviamente non troppo diffusi e non troppo marcati. Insomma: pronto a dire addio al parquet rovinato? Qui di seguito troverai tutte le possibili tecniche risolutive.

Strumenti per rimuovere i graffi dal parquet rovinato: gli spray specifici

Forse non lo sai ancora, ma è ormai semplice reperire in commercio degli appositi spray antigraffio per parquet rovinato. Questi prodotti possono essere utilizzati su danni di lieve entità, su graffi non troppo profondi insomma. La loro azione è semplicemente quella di colorare la zona incriminata mimetizzando il danno. Scegliendo di acquistare uno spray specifico per la riparazione del parquet rovinato però dovrai prestare molta attenzione al colore del prodotto. Dovrai ovviamente scegliere quello la cui tinta più si avvicini alla cromia del tuo pavimento onde evitare un poco gradevole effetto Arlecchino!

Parquet graffiato? Prova la carta abrasiva

Un’altra soluzione potrebbe essere rappresentata dalla carta abrasiva. Come? “Grattugiare” il tuo prezioso parquet? Ebbene sì! I graffi più evidenti infatti richiedono un trattamento decisamente più aggressivo rispetto alla riverniciatura di cui sopra. Scegli una trama fine, qualcosa di non eccessivamente spesso se non vuoi rischiare di arrecare ulteriori danni al tuo parquet rovinato.

Agisci levigando in maniera molto delicata la zona interessata e fermati soltanto quando quegli odiosi graffi che tanto disturbavano la tua vista saranno del tutto spariti. Fatto ciò, ti renderai conto che sicuramente una parte del lucido originariamente presente sul pavimento è andata perduta. Rimedia passando sulla zona interessata della cera per il legno. In alternativa puoi anche provare utilizzando questo elettrodomestico https://trovaiprezzimigliori.it/lucidatrici-per-pavimenti-migliori/

A volte è necessario l’intervento di un esperto per riparare un parquet graffiato…

Nemmeno in questo modo hai ottenuto i risultati sperati? La cura si è rivelata peggiore del malanno per via della tua scarsa manualità? Beh, a volte bisogna rassegnarsi: un parquet rovinato, almeno in certi casi, può tornare come nuovo soltanto grazie alle sapienti mani di un tecnico. Ciò accade per esempio quando i graffi sono troppi ed anche particolarmente importanti.

Come procederà l’esperto di turno? Molto probabilmente ricorrerà alla tecnica della levigatura. Armato cioè di un apposito attrezzo levigante con meccanismo rotante, rimuoverà dal pavimento ogni tipo di graffio abradendolo. In genere questa tecnica consta di 5 fasi ben distinte che il tecnico replicherà dopo un’attenta analisi del parquet e dopo averti invitato ad eliminare dal suo campo d’azione ogni possibile ostacolo.

La prima fase consiste nella così detta sgrassatura. L’operaio, armato di levigatrice con superficie abrasiva, inizierà a lisciare il parquet. Viene poi la fase della levigatura che, per mezzo di ulteriori supporti utili ad abradere il legno, renderà la superficie del pavimento particolarmente liscia. Segue quindi la stuccatura, fase nella quale si procederà alla correzione di piccoli e grandi difetti visibili sui listelli del parquet rovinato. Che si tratti di pori, di fessure o di altre imperfezioni poco importa: il tecnico saprà come intervenire.

A questo punto il parquet è pronto per la carteggiatura, operazione che richiederà l’uso di una carta vetrata a grana molto fine. Il ciclo si conclude quindi con la fase di finitura, ossia quando il tecnico potrà finalmente procedere a riverniciare ed ad incerare la superficie. Insomma: una bella avventura fortunatamente conclusasi nel migliore dei modi, ossia con un parquet rovinato tornato agli antichi fasti!

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I posti imperdibili durante una vacanza in Puglia

Le ricchezze della Puglia

Se abbiamo deciso di trascorrere le nostre vacanze estive in Puglia, allora difficilmente rimarremo delusi. Non è un caso che questa regione compaia così spesso nella lista dei posti da visitare almeno una volta nella vita su alcune delle riviste di turismo più blasonate.

Con i suoi oltre 800 km di costa, possiamo dire che il mare rappresenta uno dei punti di forza del territorio. Alcune delle città più belle si trovano sulla costa. Ma così come andremo a vedere in questo articolo, la Puglia possiede tanti tesori nascosti anche nell’entroterra. Andiamo a scoprirli assieme.

Il Gargano, lo sperone d’Italia

Partendo da Nord incontriamo questo promontorio che accoglie al suo interno la Foresta Umbra, una vasta porzione di macchia mediterranea dichiarata Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO. La costa del Gargano è un vero spettacolo, con la natura che cresce rigogliosa a ridosso del mare. Sul litorale troviamo diverse calette che accedono al mare, di un blu intenso, e con le montagne che spesso si stagliano a strapiombo nell’acqua. Tra le città più rappresentative abbiamo Vieste e Peschici, le due perle del Gargano, città romantiche e senza tempo.

Alberobello e i suoi Trulli

Qui possiamo trovare qualcosa di unico al mondo. Entrare nel centro di Alberobello è un po’ come visitare un villaggio fermo nel tempo, quasi fiabesco. I trulli sono delle costruzioni tipiche realizzate interamente con delle pietre a secco. Hanno una base circolare ed il tetto conico, cosa che ha spinto molti ad assomigliarle a delle tende indiane pietrificate. Per quanto possano sembrare instabili e poco resistenti, si tratta in realtà di costruzioni piuttosto solide, che sono in piedi da centinaia di anni. Il centro storico di Alberobello è entrato anch’esso a far parte dei siti patrimonio dell’UNESCO.

Ostuni, la città bianca

Questa città di circa 30.000 abitanti sorge su tre colli, ed offre un panorama bellissimo sia verso il mare adriatico, a soli 8 km, che sulle Murge. Viene definita la città bianca o la città presepe. Sin dall’antichità, infatti, le abitazioni erano verniciate fino al tetto con la calce bianca. Questo a motivo delle facile reperibilità del materiale, ma anche per il fatto che il bianco tende a donare maggiore luce e luminosità. Il mare vicino ad Ostuni è particolarmente bello, di color turchese chiaro, e sono tantissimi i turisti che ogni anno prenotano le loro case vacanze ad Ostuni, per visitare questo gioiello sulla costa.

Lecce, la Firenze del Sud

Se non abbiamo ancora avuto modo di visitare il capoluogo del Salento, allora non rimandiamo oltre. Passeggiare per le strade di Lecce ci permetterà di entrare in contatto con lo stile architettonico ed artistico tipico del territorio, il Barocco Leccese. Rimarremo affascinati nell’ammirare la ricchezza di dettagli che impreziosisce le facciate delle chiese, dei balconi e dei palazzi storici nobiliari. Il centro storico è anche pieno di botteghe dove si lavora la cartapesta, con gli artigiani che hanno elevato ad arte questo mestiere antichissimo.

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I benefici di utilizzare una scopa elettrica per le pulizie di casa.

Scopriamoli insieme

Quando ci ritroviamo a pulire i pavimenti, è necessario rimuovere tracce di polvere, capelli e sporcizia solida prima di procedere al lavaggio.

Ecco quindi la necessità di munirsi di una scopa elettrica, molto più pratica ed efficace di un modello tradizionale.

Ma non solo, la scopa elettrica risulta anche più maneggevole e facile da usare rispetto ad un’aspirapolvere, che per grandezza e fattezze tecniche è anche maggiormente ingombrante da conservare.

Benefici delle scope elettriche – Vediamoli da vicino

Come anticipato le scope elettriche sono molto comode da usare e a prescindere che siano dotate o meno di filo, l’utilizzo è sicuramente più rapido rispetto alle pesanti aspirapolveri.

Pertanto il primo vantaggio appartenente alle scope elettriche, è proprio la praticità di utilizzo.

Questi elettrodomestici inoltre, se privi di cavo, consentono d’intervenire anche negli spazi più stretti e lontani dalle prese elettriche, garantendo una pulizia molto più ampia.

Per chi fosse interessato all’argomento, su internet è possibile visionare la migliore scopa elettrica.

Un altro beneficio apportato dalle scope elettriche è l’adattabilità alla pulizia di numerose superfici, in quanto spesso in dotazione sono presenti bocchette di varia tipologia.

A differenza delle scope tradizionali, quelle elettriche permettono inoltre di effettuare e terminare la pulizia nell’arco di poco tempo, aspirando molto più sporco.

Le setole della scopa tradizionale infatti, seppur dure non riescono a rimuovere la stessa quantità di sporcizia prelevata dalla scopa elettrica, in quanto quest’ultima è dotata di un impianto che permette l’aspirazione profonda di ciò che incontra.

Struttura e design di una scopa elettrica

Solitamente le scope elettriche hanno una scocca compatta e non troppo ingombrante a livello di dimensioni.

I materiali con cui vengono fabbricate solitamente sono molto resistenti, in modo da reggere bene urti e maltrattamenti che a volte, per sbadatezza, possono accadere.

I design più belli appartengono senza ombra di dubbio alle scope elettriche senza filo, che hanno un’impugnatura a martello capace di far giostrare l’intero dispositivo con pochissimo sforzo.

Alcune strutture inoltre, permettono alla scopa di rimanere in posizione verticale senza bisogno di usufruire di appoggi. Una caratteristica utilissima per chi deve pulire ambienti molto ampi.

Come avviene la raccolta dello sporco nelle scope elettriche

In commercio esistono due tipologie di scope elettriche: con sacchetto o con serbatoio ciclonico.

Le scope con sacchetto, solitamente hanno costi leggermente più inferiori rispetto a quelle con serbatoio ciclonico, ed in media hanno anche una capacità maggiore.

Le scope elettriche con serbatoio ciclonico tuttavia risultano più convenienti dal punto di vista energetico, in quanto richiedono energia minore per lavorare a potenze elevate.

Nelle scope con sacchetto, la sporcizia va ad accumularsi proprio in quest’ultimo, mentre quelle con serbatoio ciclonico richiedono semplicemente di essere svuotate con più frequenza.

Entrambe le tipologie però, sono munite di un sistema di filtraggio capace di trattenere varie identità di sporco, in particolare i filtri HEPA riescono ad aspirare qualsiasi tipo di particella.

Come scegliere una scopa elettrica?

Se si è indecisi sul modello di scopa elettrica da comprare, bisogna sicuramente capire:

-Quale potenza scegliere, in base all’utilizzo più o meno frequente che si pensa di fare.

– Quale design ci piace di più, se con o senza cavo di alimentazione.

– Quale alimentazione ci risulta più pratica tra quella a batteria e quella tramite cavo.

– Qual è il budget che abbiamo a disposizione.

Ecco quindi che abbiamo parlato di un argomento molto vasto e ricco di dettagli, che se compresi bene, porteranno sicuramente all’acquisto di una scopa elettrica perfettamente in linea con le proprie esigenze.

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Come scegliere una ditta per spedizioni affidabile

Cosa valutare quando scegliamo lo spedizioniere

Abbiamo intenzione di inviare un pacco regalo ai nostri parenti che vivono lontano? Oppure viviamo all’estero e desideriamo tanto ricevere un pacco contenente alcune cose di cui abbiamo bisogno? Oggi come oggi la spedizione di pacchi è diventata davvero un’operazione semplicissima. Grazie alla possibilità di effettuare una spedizione online, si può trovare facilmente una ditta che farà arrivare il nostro pacco praticamente ovunque ed in tutta sicurezza. Ma visto che ci sono tante ditte di trasporti, come facciamo a scegliere quella che fa maggiormente al caso nostro? in questo articolo andremo a vedere quali fattori dovremmo considerare ogni qualvolta dobbiamo scegliere una ditta di spedizioni.

La possibilità di tracciare il proprio pacco

Una delle comodità maggiori offerte da chi decide di spedire via web potrebbe essere quella di poter tracciare il proprio pacco. Sapere in qualsiasi momento lo stato della spedizione è un modo per poter stare tranquilli, soprattutto quando la distanza che deve percorrere è piuttosto grande. Molte ditte di spedizioni serie ed affidabili mettono a disposizione un numero di tracking che dovremo semplicemente copiare ed inserire nella barra di ricerca inerente al tracciamento della spedizione.

Tempi di consegna

Soprattutto se abbiamo una certa urgenza che il pacco arrivi a destinazione dovremmo assicurarci che lo spedizioniere effettui una consegna espresso, in modo che in un arco di tempo di 48 possa arrivare in qualunque località in Italia. Per quanto riguarda le spedizioni all’estero, i tempi di consegna potrebbero essere un po’ più lunghi, ma di solito non dovrebbero superare i 4-5 giorni.

La reputazione del corriere

CI sono ditte di trasporti che offrono i loro servizi a pochissimo prezzo ma che mettono a disposizione un servizio molto scadente. Per conoscere la reputazione del corriere non dovremmo fare altro che leggere le recensioni rilasciate da altri clienti che hanno già utilizzato il servizio. A nessuno di noi piacerebbe vedere arrivare il proprio pacco già aperto e rendersi conto che qualcosa è stato sottratto.

La presenza di un numero verde da contattare

Una delle esperienze più frustranti che potrebbero capitarci è quella di riscontrare che ci sono dei problemi con la nostra consegna, forse perché è in ritardo e sembra non voglia più arrivare a destinazione, e non riuscire a comunicare con il personale addetto all’assistenza tecnica. Uno spedizioniere affidabile deve poter mettere a disposizione dei propri clienti un numero verde che sia facile da contattare ed i cui operatori siano in grado di fornire risposte esaurienti relative allo stato della consegna.

Un’assicurazione di base e la possibilità di stilare un’assicurazione extra

Una ditta di trasporti che si rispetti mette a disposizione dei propri clienti un’assicurazione di base sui prodotti che sono contenuti nel pacco. Nel caso in cui la merce che viene trasportata dovesse essere di particolare valore, allora sarà nostra premura quella di interessarci del massimale messo a disposizione ed eventualmente richiedere una copertura assicurativa più elevata.

La possibilità di programmare il ritiro

Un servizio che sempre più ditte di spedizioni mettono a disposizione dei clienti è quella di poter programmare il ritiro del pacco direttamente a domicilio. Questo è davvero un bel vantaggio, soprattutto in questo periodo in cui dobbiamo limitare i nostri spostamenti a causa della pandemia di covid-19. Il servizio diventa ancora più apprezzato nel caso in cui il pacco da spedire è particolarmente ingombrante o pesante. In tal caso non sarà più una nostra preoccupazione quella di trovare un mezzo di trasporto adatto a portarlo presso un punto di ritiro. Sarà il corriere stesso che si presenterà a casa nostra e si farà carico del nostro pacco.

 

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A cosa serve un Purificatore Aria e per chi può essere utile

I benefici di un purificatore

Uno degli elettrodomestici che sta riscontrando maggiore successo è il Purificatore Aria. La recente ondata di Coronavirus ha generato in molti la convinzione che questa possa essere la soluzione definitiva per proteggere l’ambiente da ogni contaminazione. In realtà, non ci sono prove che i purificatori intervengano in questo senso e pertanto la prevenzione contro il Covid-19 deve per forza di cose passare da un’altra strada.

Questo però non significa che questo elettrodomestico sia privo di valore ed utilità, anzi. Così come andremo a vedere, può contribuire di molto al benessere nostro e dei nostri familiari, soprattutto in alcuni casi specifici. Andiamo prima di tutto a vedere a cosa serve e come funziona.

Un purificatore d’aria viene essenzialmente utilizzato in luoghi chiusi dove non può avvenire facilmente un ricircolo d’aria pulita. Diversi lo utilizzano ad esempio nelle zone della casa prive di finestre nelle vicinanze. Può essere utile anche nel periodo invernale, quando aprire le finestre può significare far abbassare di molto la temperatura interna, con il rischio di ammalarsi.

Grazie alla presenza di un filtro, che può essere di diverso genere, esso trattiene alcune sostanze microscopiche potenzialmente nocive, quali acari, pollini, microbi, restituendo all’ambiente aria purificata, fresca e pulita.

Per chi si rivela utile

Va da sé che si può rivelare particolarmente utile quando in casa qualcuno soffre a causa di un’allergia ai pollini, per via dell’asma o di altri problemi respiratori. E’ utile anche quando in casa c’è qualche fumatore e si vuole contrastare il cattivo odore causato dal fumo. Grazie al filtro HEPA, un filtro particolarmente potente, vengono trattenuti il 99% dei batteri e dei microorganismi dannosi. Se in casa c’è qualcuno che ha un sistema immunitario piuttosto basso, grazie all’utilizzo di un buon purificatore, si vanno a diminuire le possibilità di contagiare gli altri membri della famiglia.

Come sceglierlo

Quali sono alcuni parametri utili nella scelta del Purificatore Aria Migliore? Innanzitutto dovremmo tener conto della grandezza della stanza in cui dovremo utilizzarlo. Un piccolo purificatore farà fatica a lavorare bene in un ambiente piuttosto ampio come possono essere il salotto o la cucina, mentre potrebbe essere più indicato per la cameretta o il bagno.

Il design. Se non siamo tendenzialmente attenti ad abbinare ogni elemento che va a far parte dell’arredamento di una stanza, possiamo anche saltare questo punto. La maggioranza dei purificatori hanno un design piuttosto semplice, dalla forma comune, come un qualsiasi altro elettrodomestico. E’ utile sapere comunque che esistono in commercio dei modelli che curano particolarmente l’estetica, con la possibilità di scegliere tra diversi pannelli decorativi quello con il colore che più ci piace.

La scarsa rumorosità è un altro elemento importante di cui tener conto, soprattutto se lo si vuole utilizzare in una stanza dove vogliamo risposarci o dormire.

Infine teniamo conto che quando ci informeremo sul prezzo, dovremo anche calcolare quali saranno i costi per la sua manutenzione nel lungo periodo.

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Il paravento: come arredare casa in modo elegante e funzionale

Quando si pensa a un complemento d’arredo ci vengono subito alla mente librerie o tavolini di design, soprammobili chic o sedie e scrivanie dell’ultimo artista moderno diventato famoso per il suo stile inconfondibile.

Il nostro primo pensiero non tiene conto, invece, di un arredo che unisce una forte componente funzionale con quella estetica, dando alla casa un tocco di originalità e al tempo stesso richiamando antichi sentori.

Stiamo parlando del separé, più comunemente noto come paravento.

La storia del separé

Il separé nasce in Cina durante la dinastia Hang (200 a.C.) ed è stato fin da subito simbolo di ricchezza e regalità. Veniva usato, infatti, per dividere e abbellire i grandi templi o il palazzo dell’imperatore.

I primi paravento racchiudevano dipinti raffiguranti antichi miti e leggende, oppure scene della vita di palazzo. I materiali utilizzati erano molto pregiati, in quanto commissionati da sovrani o nobili che non badavano a spese.

In poco tempo i separé si diffusero in Giappone, dove diventarono delle vere e proprie opere d’arte, con funzioni molto più rituali che pratiche.

Solo durante il tardo Medioevo si diffusero in Europa, ma fu durante il Settecento che iniziarono a essere importati i pezzi più belli e preziosi dall’oriente.

A partire dall’Ottocento persero pian piano la loro importanza, soprattutto a causa dell’introduzione dei mezzi di riscaldamento. Nei primi anni del Novecento, tuttavia, alcuni artisti e designer ne esaltarono gli aspetti decorativi e ricominciarono a diffondersi nelle nostre case.

Paraventi da esterno e da interno

Come abbiamo detto, negli ultimi anni i paraventi sono tornati alla ribalta, soprattutto grazie alla loro capacità di unire la bellezza con una funzione pratica.

Fondamentalmente, ne esistono due tipi principali: da esterno e da interno, a seconda del luogo dove decidiamo di utilizzarli.

All’interno dell’abitazione il separé può essere utilizzato per separare un grande open space, senza bisogno di ristrutturazioni molto costose che rischiano di essere anche troppo definitive rispetto all’utilizzo di un semplice complemento d’arredo che può essere spostato in qualsiasi momento.

Per quanto riguarda l’esterno, il paravento potrebbe avere la funzione di garantire la privacy. Il giardino infatti confina spesso con vicini curioso e impiccioni e se vuoi prendere un caffe con gli amici potresti aver bisogno di proteggerti da occhi indiscreti.

Se volete acquistare un paravento direttamente online, o altri complementi d’arredo, vi consigliamo di visitare il sito vidaxl.it, dove troverete tutto quello che vi serve per rendere la vostra casa il vostro piccolo angolo di paradiso (questa è la categoria dedicata ai separé: https://www.vidaxl.it/g/4163/separe).

Qualche idea per l’utilizzo del paravento

Esistono molti modi per utilizzare un paravento e vogliamo mostrarvene qualcuno.

La prima idea potrebbe essere quella di creare grazie a un separé un angolo lettura o addirittura un vero e proprio studio. Non sempre infatti abbiamo abbastanza metratura per permetterci una vera e propria stanza dove poter lavorare in pace.

In nostro aiuto arriva il paravento, che ci permetterà di ottenere un piccolo spazio all’interno di una stanza più grande, come una sala, completamente separato del resto della casa.

Certo, non sarà insonorizzato come una stana chiusa, ma con l’aiuto di qualche altro arredo, come una consolle allungabile che occupa poco spazio e una sedia, avremo la privacy che ci serve per leggere o lavorare senza distrazioni.

Una seconda idea molto pratica è quella di separare la zona living dalla cucina. Gli appartamenti e le case moderne infatti sono caratterizzate da grandi open space, dove cucina e sala non sono separati in due stanze.

Anche in questo caso il paravento fa al caso nostro per separare con un arredo di design molto elegante due zone della casa adibite a funzioni molto diverse.

Una terza situazione dove il separé diventa molto utile è quella dove bisogna separare l’ingresso dalla zona living. In questi casi è consigliabile utilizzare un paravento trasparente in modo tale da far passare la luce e non oscurare troppo la stanza.

L’obiettivo in questi casi, infatti, è quello di mantenere l’ambiente luminoso e al tempo stesso spazioso. Il paravento infatti non è troppo ingombrante

Il quarto consiglio che vogliamo darvi invece riguarda la possibilità di creare una vera e propria zona sgabuzzino, dove mettere elettrodomestici (aspirapolvere, scope o altri oggetti) o altre cose che volete nascondere alla vista.

Come ultima considerazione ci spostiamo nella zona notte. Sia in camera da letto che in bagno potreste avere la necessità di creare una zona protetta.

La situazione classica è la vasca da bagno, che potreste voler coprire per garantire maggiore privacy a chi si sta facendo il bagno. Oppure potreste voler creare una zona nella stanza da letto dove potersi spogliare senza timori che qualcuno, passando, possa mettervi in imbarazzo.

Qualunque sia la ragione, il paravento è perfetto per risolvere i tuoi problemi legati allo spazio e alla flessibilità degli ambienti. Speriamo di avervi dato dei buoni consigli e che possiate arredare casa con il vostro paravento nel migliore dei modi.

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Divano di pelle o ecopelle? Vantaggi e svantaggi

Molte famiglie che scelgono di cambiare il divano ci riflettono bene prima di fare una scelta. Il divano in pelle è visto ancora come un arredo troppo delicato per chi ha figli piccoli in casa, o animali, vediamo di capire se è davvero così.

Divano in pelle, quali sono i pro e contro

Se normalmente si pensa a quanto possa essere saggio acquistare un divano in pelle, quando si hanno bambini piccoli o animali in casa la riflessione deve necessariamente essere ancora più approfondita. Il divano in pelle, ovviamente, ha una resa estetica di grande rilievo, conferisce eleganza e calore in qualsiasi angolo della casa decidiamo di metterlo.

Non solo, si sposa bene con una grande varietà d’arredi, da quelli più classici a quelli di design, proprio perché oggi viene declinato in tutti questi stili. I costi, com’è facile suppore, non sono bassi, ma del resto, soprattutto quando si tratta di un divano di qualità, non ci si può aspettare nulla di diverso.

La spesa ha quindi un certo peso nella scelta del divano. Ma il divano in pelle piace e piace perché ha il gusto della tradizione, ha un sentore di infanzia in famiglia, del calore del Natale, trasmette quell’idea intrinseca di valori e calore che tanto ci fanno sentire sempre a casa nostra.

Al contrario di quanto si possa pensare, un divano in pelle ha una vita decisamente più lunga di quella di un divano in ecopelle. Si tratta infatti di una materiale naturale, lavabile e resistente. Ci sono diversi prodotti che consentono di ottenere una pulizia perfetta, anche in caso di macchie aggressive, come potrebbe essere lo scarabocchio di un bambino.

Se poi si vuole rinnovare il colore della pelle, magari perché il colore originale non piace più o perché i è un po’ rovinato, si può facilmente ricorrere a un Angelus paint, una vernice per pelle che consente di ridare nuova vita al materiale e, di conseguenza, al divano.

Divano in ecopelle, si o no?

Molti pensano che un divano in ecopelle sia una scelta non solo più economica, ma anche più disimpegnativa. È facile immaginare che un divano in pelle sintetica sia più semplice da pulire e da riportare all’originale bellezza senza troppa fatica.

In realtà la verità è un’altra. L’idea che possa rovinarsi un divano che non è in vera pelle e che, soprattutto, abbia un costo nettamente inferiore, mette a tacere eventuali dubbi. Purtroppo, in caso di macchie persistenti, il materiale in ecopelle tende ad assorbire lo sporco o l’inchiostro, quindi sarà notevolmente più difficile mandare via le macchie.

Certamente un vantaggio alquanto evidente è il prezzo. Un divano in ecopelle, anche con una buona estetica, ha dei costi decisamente inferiori a quelli di un divano in vera pelle. Il ragionamento da fare, per una scelta senza pentimento, è quanto tempo vogliamo che duri il nostro divano.

Se l’idea è quella di avere un complemento d’arredo che potremmo cambiare dopo qualche mese o pochi anni, allora probabilmente l’idea di un divano in simil-pelle non è del tutto sbagliata. Diversamente, se pensiamo di tenere il nostro divano il più a lungo possibile, allora non c’è molto da giraci attorno, la scelta deve ricadere su un prodotto di elevata qualità che, a dirla tutta, non è poi nemmeno così fragile e delicato come lo si dipinge.

Manutenzione del divano in pelle

Ovviamente un divano in vera pelle necessita di una manutenzione costante per restare il più a lungo. Il divano in pelle ha bisogno di essere pulito con regolarità, con prodotti non aggressivi e possibilmente specifici. Il prodotto deve essere scelto in base alla tipologia di pelle, quindi se è protetta o non protetta.

Normalmente, la pelle non protetta tende ad assorbire i liquidi e le macchie, meno che nel caso del divano in ecopelle, quindi in base a questa caratteristica dovremo scegliere dei prodotti idonei.

Se ci sono dei gatti in casa, purtroppo, il divano è a rischio, meglio foderarlo con un copridivano e fare attenzione che il gatto non lo scambi, come spesso avviene, con un tiragraffi.

Come abbiamo detto in precedenza, per quanto riguarda la colorazione, si può cambiare con i prodotti specifici in modo abbastanza semplice.

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Divani in pelle: come e perché sceglierli su misura

Un bellissimo divano in pelle su misura, realizzato esclusivamente secondo le esigenze del singolo, potrebbe rappresentare la soluzione ideale per tutti coloro che sono alla ricerca di dare un nuovo look, più sofisticato e senza tempo, alla propria area giorno.

Quando si tratta di trasformare il proprio spazio vitale, è importante tenere a mente alcuni aspetti, poiché le zone living sono il vero cuore della casa. È assolutamente comprensibile se acquistare il proprio divano sembra una sfida, soprattutto quando si tratta di scegliere tra un divano su misura oppure uno standardizzato.

Qualora si intenda puntare su divani in pelle, la gamma pressoché infinita di combinazioni possibili tra materiali e design può rendere la scelta ancora più complessa. Essendo il fulcro di una casa, scegliere un divano in pelle può apparire perciò una vera e propria sfida.

A volte, ci si scoraggia proprio perché i divani già disponibili nei negozi di arredamento sembrano non valorizzare il proprio ambiente living.

All’interno del nostro approfondimento andremo a esplorare tutti gli elementi da prendere in considerazione quando si sceglie un divano in pelle, capendo perché un modello su misura può essere la soluzione ideale in molti casi.

Quali sono i vantaggi dell’acquistare un divano in pelle su misura?

Un mobilificio che offre un servizio completamente su misura, nel quale scegliere il colore, lo stile e il design di un divano tra centinaia di opzioni disponibili potrebbe creare confusione in quanti sono abituati ai negozi standardizzati.

In realtà, grazie alla formazione di personale specializzato e, spesso, a un servizio gratuito di campioni di tessuti e campioni, si potrà contare su strumenti concreti per la personalizzazione dello spazio living della propria casa.

I vantaggi di un divano in pelle su misura includono il fatto che si può ordinare qualsiasi tipo di pelle, dall’estetica antica o moderna. A prescindere che si tratti di una chaise longue, un divano in pelle, una sedia in pelle o un divano componibile, la scelta di colori e tipologie si adatta a budget diversi.

Tra tutte le tipologie, una versione personalizzata dei divani Chesterfield può contribuire a portare eleganza all’interno di un ambiente, eppure non rappresenta la sola opzione. Il grande punto di forza dei divani in pelle su misura, infatti, si ritrova nella loro capacità di adattarsi alla perfezione al contesto arredativo e alle dimensioni della stanza nella quale saranno inseriti.

Tra gli altri vantaggi di scegliere un divano in pelle su misura, va notato assolutamente l’aspetto relativo alla salute e all’igiene. Questi modelli sono ipoallergenici, il che significa che sono ideali per chi soffre di allergie, poiché la pelle non permette ad alcun agente batterico o patogeno esterno, tra cui acari della polvere, fibre e altri allergeni domestici, di intaccare il divano come invece accade nei modelli in tessuto.

Conclusione sui divani in pelle

Un divano in pelle su misura può essere costruito non solo per rispecchiare la personalità degli abitanti di una casa, bensì anche per risultare più facile da pulire e da mantenere.

Inoltre, i divani in pelle su misura sono indubbiamente progettati per essere di lunga durata, come del resto gran parte dei complementi d’arredo personalizzati, arrivando a durare molto più lungo di un divano in tessuto standard.

In definitiva, i divani in pelle su misura sono un complemente d’arredo adatto a quanti vogliono creare uno stile di arredamento altamente individuale e unico nel suo genere.

Fonte delle informazioni: https://www.divanisantambrogio.it/divani_pelle/

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Quali precauzioni prendere in casa quando c’è un bambino

Una casa a misura di bambino

Arredare una casa può non essere un compito semplice. Le difficoltà possono crescere laddove sia in arrivo un bambino. I bambini tendono infatti ad essere estremamente curiosi, a sperimentare e ad esplorare tutte le zone della casa. Il problema è che spesso non si rendono conto dei pericoli legati ad alcuni oggetti o ad alcuni comportamenti.

Piuttosto che lasciarsi vincere dall’ansia e pensare al peggio, bisogna pensare che si può intervenire in maniera preventiva, anticipando alcune situazioni potenzialmente pericolose e prendendo delle precauzioni che possono rendere la nostra abitazione un luogo più sicuro per i nostri piccoli.

Vediamo quali sono alcune di queste.

Alcune semplici ma importanti precauzioni

Prima di intervenire, sarebbe utile effettuare una “ricognizione”  per capire dove intervenire. Possiamo quindi abbassarci ed osservare tutto ciò che è alla portata di nostro figlio, mettendoci nello stesso tempo nei suoi panni, pensando senza inibizioni, eliminando cioè i limiti di sicurezza imposti dal nostro cervello adulto, che i nostri piccoli non hanno ancora sviluppato.

Partiamo parlando delle superfici. I bimbi tendono a mettere in bocca ogni cosa che cade. Piuttosto che lavare il pavimento con prodotti chimici aggressivi, potremmo optare per un lavaggio mediante scopa a vapore. Scegliere la migliore scopa a vapore adatta alle nostre esigenze ci permetterà comunque di eliminare germi e batteri pericolosi, di pulire per bene le superfici, e di farlo in maniera piuttosto veloce.

Probabilmente la cucina è la stanza della casa più pericolosa. Pentole e padelle dovrebbero essere posizionate sui fornelli più vicino al muro, e non vicino ai bordi, per evitare che il bambino si rovesci addosso qualcosa di bollente. Anche il forno dovrebbe possedere un vetro atermico. In alternativa dovrebbe comunque essere posizionato ad un’altezza per lui irraggiungibile.

E’ comunque buona norma non lasciare mai da soli i nostri piccoli in questa stanza. Osserviamo tutti gli oggetti  che potrebbero rovesciarsi addosso e teniamoli al chiuso dietro gli sportelli. Fissiamo il televisore o qualsiasi altro elettrodomestico potrebbe rappresentare un pericolo.

In bagno dovremmo prestare particolare attenzione ai prodotti utilizzati per la pulizia della casa. E’ sempre meglio tenerli chiusi in un armadietto con serratura o lucchetto. Il bagnetto deve essere fatto sempre in compagnia di un adulto. Non dovremmo mai lasciare il bambino da solo quando la vasca è piena.

Se abbiamo scale o scalini, facciamo in modo che siano sempre ben illuminati e sgombri da oggetti  di vario genere che possono rappresentare un impedimento.

Gli spigoli rappresentano un altro pericolo. Possiamo utilizzare dei paraspigoli posizionati ai bordi del tavolo o dei mobili che si trovano alla sua altezza e che gli consentiranno di muoversi liberamente.

Un consiglio sempre valido, ma che si può applicare soprattutto quando in casa ci sono dei bambini, è quello di posizionare dei rilevatori di fumo o di monossido di carbonio. Sono strumenti che non costano molto e che si rivelano efficaci per impedire gravi incidenti domestici.

Non serve vivere continuamente con l’ansia che possa accadere qualcosa di brutto, ma se ci prenderemo il tempo per pensare come i nostri piccoli e per prendere qualche precauzione, potremo vivere più tranquillamente.

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I vantaggi di un armadio moderno scorrevole

L’armadio ad ante scorrevoli è una soluzione sempre più richiesta per la camera da letto, così come per altre zone dell’abitazione. Quale valore può aggiungere un armadio moderno scorrevole ai tuoi ambienti e quali vantaggi presenta rispetto ai modelli tradizionali?

Vediamo insieme i 3 principali punti di forza di un armadio ad ante scorrevoli.

Spazi sfruttati al massimo

Senza le classiche ante a battente, l’armadio scorrevole può essere installato anche in contesti di dimensioni contenute, consentendoti di utilizzare al meglio tutto lo spazio in casa. Qualora optassi per un armadio ad ante ante scorrevoli a muro, soluzione pratica ma anche molto moderna e raffinata, potrai anche sfruttare i vani già presenti nelle pareti.

Comodità e funzionalità

L’assenza di maniglie è un altro plus degli armadi ad ante scorrevoli, che comporta un duplice beneficio: questi modelli possono essere utilizzati con più facilità da bambini, persone anziane e con disabilità e non c’è il rischio di urtare la maniglia e ferirsi (eventualità molto frequente soprattutto nelle stanze piccole e strette).

Per soddisfare le proprie esigenze personali, è anche possibile personalizzare la struttura interna dell’armadio, andando a definire vani su misura.

Inoltre, negli armadi ad ante scorrevoli si possono integrare facilmente uno o più specchi, una funzionalità molto apprezzata e comoda soprattutto nella zona notte/guardaroba. Gli specchi, inoltre, riflettono sia la luce naturale che quella artificiale e in questo modo fanno apparire la camera più grande, diventando a loro volta un vero e proprio elemento d’arredo.

Stile moderno e curato in ogni dettaglio

Gli armadi scorrevoli solitamente sono caratterizzati da uno stile moderno, elegante ed esteticamente piacevole, soprattutto se confrontati con soluzioni più tradizionali. Queste caratteristiche e la possibilità di personalizzare colori e finiture ti permettono di inserirli senza difficoltà all’interno dei tuoi ambienti, creando un effetto finale molto equilibrato e armonico.

Possiamo affermare quindi che l’armadio ad ante scorrevoli è un’opzione moderna molto valida che coniuga stile e funzionalità e che, essendo salvaspazio, si può adattare senza difficoltà a ambienti di diverse tipologie e conformazioni.

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