Skoda Aziendali

Se hai bisogno di rinnovare la tua flotta aziendale o semplicemente sei alla ricerca di un modo più smart per gestirla?

Oggi hai davanti delle opportunità assolutamente incredibili, perché le migliori case automobilistiche possono offrirti davvero tanto in questo senso: auto di qualità, longeve e dai prezzi contenuti, accompagnate da strumenti di gestione in grado di eliminare qualunque grattacapo.

Se sei alla ricerca della migliore gestione possibile per le tue auto aziendali, continua a leggere, perché parleremo di tutti quelli che sono i criteri che dovrai utilizzare per la scelta del tuo prossimo partner commerciale.

Una scelta di buone auto aziendali non è difficile. Basta sapere come fare.

Una grande casa è sempre la migliore scelta

La migliore scelta che hai a disposizione oggi è quella di rivolgerti ad una grande casa automobilistica. Non badare al presunto risparmio sul breve e sul brevissimo periodo: se sei un bravo imprenditore sai bene che a costi minori in fase di acquisto spesso si accompagnano costi molto maggiori per manutenzione e gestione flotta.

Ricordati inoltre che le migliori case automobilistiche sono anche in grado di offrirti soluzioni personalizzate e ritagliate sulle tue specifiche esigenze.

Manutenzione: è quello il vero punto fondamentale

Che si tratti di una flotta aziendale grande o piccola, il più grande problema che andrai ad incontrare sarà quello della manutenzione, periodica e ordinaria, oppure straordinaria.

Le auto hanno bisogno di piccoli ritocchi, di controlli periodici e talvolta di interventi più importanti.

Gestire le tempistiche dell’officina, le scadenze di legge e le altre questioni collegate può essere estremamente problematico.

Le migliori case automobilistiche possono però darti una grossa mano anche in questo senso, dato che appunto sono oggi disponibili sistemi di gestione completa e automatica, che tolgono alla tua azienda l’onere di occuparsi di queste vicende.

Anche a noleggio, perché il risparmio più essere tanto

Ricordati inoltre che il noleggio è un’opzione decisamente interessante. Puoi sbattere i costi di gestione e soprattutto scegliere formule all-inclusive, che si occupano anche della polizza RCA, della manutenzione ordinaria e straordinaria e anche della eventuale sostituzione del veicolo.

Si tratta di formule di grande interesse per le aziende di ogni dimensione: con queste possiamo infatti stimare costi precisi, mese per mese, senza sorprese e senza che la gestione dell’auto possa trasformarsi in un danno economico enorme per la tua impresa.

Le soluzioni a noleggio o in leasing sono una ottima opportunità. Approfittane!

Efficienza, prestazioni e consumi

Che la tua azienda abbia bisogno di percorrere centinaia di chilometri al giorno con le sue auto aziendali o che sia un’azienda che invece ha bisogno di spostamenti decisamente più modesti, bisogna sempre badare all’efficienza.

Da un lato ci sono obblighi morali di rispetto della natura, che ci impongono di consumare il meno possibile a parità di km percorsi.

Dall’altro un risparmio ancora più importante: il nostro Paese continua ad essere uno di quelli con i costi più elevati per la benzina e risparmiare anche pochi litri a settimana può trasformarsi in un grande risparmio a fine anno in bilancio.

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Non solo pizza: agli italiani piace il fast food d’oltreoceano

Italiani popolo di santi, navigatori e… mangiatori di pizza. Per decenni il popolare piatto nato a Napoli è stata l’incarnazione italica del cibo veloce e senza pensieri, da consumare al tavolo, in strada o da portare a casa per mangiarlo con familiari e amici.

Tutto scorre e tutto cambia però e anche le abitudini alimentari degli italiani – che qualcuno vorrebbe scolpite nella pietra – cambiano a ritmo spedito.

La novità, se così vogliamo definirla, del momento? Un amore viscerale degli italiani per gli hamburger veloci e gustosi, per quei panini incarnazione del cibo a stelle e strisce che, almeno i nostri nonni, guardavano con un certo sospetto.

Le cose, e sono i dati a confermarlo, sono cambiate e gli hamburger hanno conquistato anche quelle città che erano baluardo del cibo all’italiana.

Non più dunque pizza: gli italiani portano a casa (o si fanno direttamente consegnare da un servizio a domicilio) sempre più panini all’americana.

No, non è junk food

Per anni abbiamo cercato – almeno tra i tradizionalisti ad oltranza della tavola – di resistere all’arrivo di queste nuove mode e trend, definendo gli hamburger junk food, cibo spazzatura, qualcosa che non avrebbe mai dovuto mettere piede sulle tavole degli italiani, da sempre attentissimi a quello che mangiano.

Non è però così e a dimostrarlo sono i dati nutritivi che accompagnano gli hamburger delle migliori catene e dei migliori brand: c’è sempre più attenzione per un prodotto meno grasso, meno salato e meno ricco di conservanti e di altri additivi potenzialmente pericolosi.

Si è riusciti, in soldoni, a coniugare l’hamburger con l’attenzione alimentare tipica degli italiani: il risultato? Un successo inarrestabile, che pur non rimpiazzando la pizza nella sua totalità, gli darà sicuramente filo da torcere.

Chi voleva agitare spettri e minacciare di cattiva salute gli italiani decisi a fare il salto – o comunque pronti a provare l’uno e l’altro – ha fallito: gli italiani hanno deciso che gli hamburger possono entrare a far parte della loro dieta.

C’è posto per tutti, per una cucina rinnovata

Cambiano i tempi, cambiano i gusti e cambiano le attitudini, senza che questo voglia dire necessariamente che non ci sarà più spazio per i cibi più tradizionali come la pizza. Ci sarà posto per tutti, dato anche il fatto che si ha sempre meno tempo per cucinare e che dunque ci si rivolge sempre con maggiore frequenza alle consegne a domicilio o al cibo d’asporto.

Con buona pace per i tradizionalisti: dopotutto anche la nostra italianissima pizza, simbolo del cibo veloce d’Italia, ha tra i suoi ingredienti principali quel pomodoro che arrivò, soltanto qualche secolo fa, dalle Americhe.

La cucina italiana, solida e forte, continuerà ad evolversi, a reinterpretare gli input che arrivano da fuori e a riscoprirsi. Una grande tradizione che non ha mai fatto dell’immobilità la sua cifra distintiva.

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Station Wagon – ecco come scegliere la migliore

Come scegliere una buona station wagon? Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un veicolo di questo segmento, spesso utilizzato sia per il tempo libero che per il lavoro? Quali sono le migliori offerte che possiamo trovare oggi sul mercato?

Scopriamolo insieme, in una guida che analizzerà le migliori offerte sul mercato e soprattutto le caratteristiche alle quali dovresti effettivamente prestare attenzione.

Marca: meglio scegliere quelle di certa affidabilità

Quando si sceglie una vettura di questo tipo, che con ogni probabilità sarà anche responsabile in parte del nostro successo lavorativo e commerciale, meglio affidarsi a marchi di chiara fama, che si sono costruiti negli anni una reputazione fatta di affidabilità e sicurezza. Sicuramente meglio non fare tentativi ed esperimenti.

Quando scegliamo una station wagon, dobbiamo esigere soltanto il meglio.

Spazio: conta solo per te

Sul mercato sono presenti diverse soluzioni anche per quanto riguarda spazio interno e di carico. Non farti però ingannare dai numeri: non sempre la soluzione con i volumi più importanti è davvero quella che fa al caso tuo.

Devi compiere, per conto tuo, una valutazione che riguarda l’uso tipico che farai della vettura e decidere di quanto spazio necessiti.

Design: anche l’occhio vuole la sua parte

La station wagon non deve essere necessariamente un’utility car: anche l’occhio vuole, giustamente, la sua parte ed oggi nella scelta sei enormemente facilitato dalla presenza di modelli dalle linee accattivanti.

Scegli anche con il cuore, perché non è solo il cervello a portarti lontano nella tua attività e nel tuo tempo libero.

Motorizzazioni: efficienza e prestazioni

Anche per quanto riguarda le possibili motorizzazioni, meglio volerci vedere chiaro. Oggi puoi scegliere tra soluzioni che ti offrono un’ottima efficienza nei consumi, senza dover per forza di cose compromettere le prestazioni.

Perché la guida può e dovrebbe essere un piacere anche quando si lavora e quando il consumo è una variabile molto importante, forse la più importante, dell’equazione.

Sicurezza: per te e per chi ti aspetta a casa

La sicurezza è la questione fondamentale, soprattutto quando percorri moltissimi chilometri. Oggi trovi moltissimi dispositivi che possono aiutarti a guidare in sicurezza in tutte le migliori auto, con alcuni marchi che continuano a guidare ricerca e sviluppo in questo particolarissimo settore.

Affidati, ancora una volta, ai migliori marchi. Fallo per te che guidi ogni giorno per centinaia di chilometri e fallo anche per chi ti aspetta a casa.

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Anche in Italia è gara di solidarietà tra i privati

Con le pessime abitudini importate nel nostro Paese si potrebbero riempire intere librerie. Diverso però il discorso che vogliamo affrontare oggi, perché finalmente, tra noi italiani, c’è anche chi ha deciso di emulare abitudini ed iniziative che arrivano dall’estero e che possono davvero migliorare le comunità e le città dove viviamo.

Parliamo della crescita in Italia di migliaia di eventi solidali, di dimensioni piccole, medie, grandi o semplicemente enormi, che vengono ormai organizzati lungo tutta la penisola e che si propongono di aiutare a risolvere i problemi più disparati.

Tutti possono contribuire e tutti possono fare la loro parte: la parola d’ordine è aiutare, aiutarsi e stare insieme.

Dal taxista che offre corse gratuite

Partiamo dal piccolo, da un evento solidale che abbiamo registrato qualche giorno fa e che ci ha colpito come segno dell’impegno individuale che può davvero contribuire a cambiare le cose.

È il caso dei taxisti che si sono impegnati ad accompagnare gratuitamente i viaggiatori verso importanti fondazioni per la tutela dei bambini, offrendo la possibilità a tutti – anche a chi non ha mezzi proprio o comunque non potrebbe permettersi una corsa – di raggiungere i luoghi dove ricevere aiuto.

Un piccolo gesto, qualche decina di euro a fine mese in tasca, ma sicuramente qualche vita cambiata per sempre.

Socialità e solidarietà vanno di pari passo

Interessante anche registrare come siano sempre più frequenti iniziative dove ci si ritrova, magari con dei perfetti sconosciuti, a scopi di solidarietà. Il canovaccio è (quasi) sempre lo stesso: un pic-nic, oppure un pranzo o una cena, dove si versano quote che vengono poi raccolte per scopi di solidarietà.

Un’ottima occasione per conoscersi, per incontrare persone con sensibilità simili alla nostra e per raccogliere capitali che, per piccoli o grandi che siano, possono davvero cambiare la vita a qualcuno.

Quando si è in tanti, si può anche fare la storia

La solidarietà privata e dei piccoli privati riesce anche a segnare la storia. Anche nel nostro Paese sono infatti arrivate iniziative che sono riuscite a raggiungere obiettivi importanti, come la restaurazione di scuole, l’ampliamento di ospedali per bambini, l’acquisto di macchinari fondamentali per la salute di una comunità.

Si tratta di eventi ormai sempre più frequenti anche in Italia, piccolo motivo di orgoglio per chi ha sempre creduto che anche nel Belpaese ci sarebbero stati i margini per creare qualcosa di grande, come potrebbe essere un nuovo padiglione per i bambini in ospedale.

Insieme si può, anche quando non si hanno a disposizione grandissimi capitali. Per stare meglio, per far star meglio gli altri e soprattutto per aiutare chi ne ha davvero bisogno.

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Bonus luce e gas 2019, come avere lo sconto? Ecco le novità

Anche quest’anno è stato confermato il bonus luce e gas, introdotto dal governo italiano già dal 2009. Si tratta di un sostegno per le famiglie in difficoltà economica che si sostanzia in uno sconto annuale sulle bollette della luce e del gas naturale.
Oltre alle informazioni che troverete di seguito, si consiglia di tenere d’occhio il sito www.taglialabolletta.it, in prima linea per ciò che riguarda il risparmio e le agevolazioni sotto tutti gli aspetti.

Il bonus e il reddito familiare

Il bonus è un sostegno al reddito concesso dallo Stato italiano che può essere richiesto solo se si possiedono alcuni requisiti, tra i quali il primo tra tutti è una situazione reddituale bassa attestata dal modello ISEE. Il reddito familiare in questo caso è il requisito essenziale per l’ottenimento del bonus, che può essere richiesto solo da coloro i quali abbiano:

  • un modello ISEE non superiore agli 8.107,5 € annui;
  • un modello ISEE non superiore ai 20.000,00 € annui quando si hanno tre figli a carico.

Il patrimonio mobiliare del richiedente non deve superare i 6.000,00 € e questo dato cresce di 2.000,00 € se si ha un secondo figlio e viene elevato ulteriormente dal terzo figlio in poi di 1.000,00 € per ogni figlio, fino al raggiungimento della soglia massima di 10.000,00 €.
Per ottenere la certificazione bisogna presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) 2019 completa del valore ISEE, che viene rilasciata dagli uffici dell’INPS in circa dieci giorni lavorativi.
La documentazione relativa al bonus sociale deve essere consegnata al CAF (Centro di Assistenza Fiscale) che provvederà poi ad inoltrarla al Comune di appartenenza. La valutazione dei requisiti avviene tramite il SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche) che provvederà ad avvertire il beneficiario circa l’accoglimento della richiesta.

Nella lettera di comunicazione è anche indicata la data di inizio dello sconto nonché l’indicazione dell’importo che spetta al singolo cliente. Nella stessa nota scritta dal SGAte ci sono inoltre i termini di scadenza del bonus e i tempi per potere procedere al rinnovo. Di norma la documentazione completa in ogni sua parte deve essere consegnata per una nuova richiesta entro due mesi dalla scadenza.
È opportuno tenere presente i tempi burocratici necessari per presentare la propria domanda in tempo, anche se la consegna della documentazione in ritardo non comporta una decadenza del beneficio, ma solo una posticipazione negli sconti che avranno luogo comunque per un periodo di dodici mesi.

Il bonus è rinnovabile ogni anno, quindi, anche se è stato ottenuto un anno, ciò non comporta l’esclusione dal bonus per gli anni successivi. Il legislatore, infatti, ha ritenuto fondamentale assicurare alle famiglie un aiuto non sporadico, ma un sostegno continuato per i nuclei che si trovano in uno stato di difficoltà. Il bonus è assicurato solo per le famiglie che abbiano un reddito basso e non per tutti ed è stata inoltre prevista una diversa condizione reddituale per le famiglie numerose.

Il bonus luce e gas per le famiglie con figli a carico

Il reddito è più alto per coloro i quali abbiano un nucleo familiare con almeno tre figli a carico. La legge stabilisce nel dettaglio quale sia il limite economico perché un figlio possa definirsi fiscalmente a carico dei genitori.
Il reddito annuo del figlio non deve superare i 2.840,51 € al lordo degli oneri deducibili e sono considerati a carico anche i figli che non convivono con i genitori, compresi coloro che vivono all’estero, purché non superino il reddito stabilito dalla legge.
Ai fini dell’accettazione del bonus non è rilevante l’età del figlio o il suo titolo di studio o che sia impegnato con un tirocinio gratuito. Il sostegno per le famiglie è quindi di vasta copertura.
La nuova legge di bilancio del 2019 ha però modificato alcuni parametri e dal prossimo anno la normativa prevede che:

  • fino ai 24 anni un figlio, per essere considerato a carico, deve avere un reddito che non superi i 4.000,00 €;
  • dai 25 anni in poi un figlio è a carico fiscale dei genitori solo se il suo reddito non supera i 2.840,51 €.

È bene tenere presente che si possono richiedere anche entrambi i bonus che pertanto sono cumulabili quando sussistono i requisiti di ammissibilità per entrambi. In questo caso bisogna presentare due domande distinte.

Gli altri requisiti per il bonus luce

Il bonus sia della luce che del gas può essere richiesto solo dalle famiglie in difficoltà attraverso la certificazione dell’apposito modello ISEE. Dall’agevolazione sono escluse le imprese, pertanto esso è limitato ai clienti domestici, con esclusione anche dei professionisti. Oltre a questo requisito ci sono altri elementi che sono indispensabili per l’ottenimento dell’aiuto governativo per il bonus luce:

  • per i nuclei familiari che non superano le quattro persone, il contatore installato nella propria residenza deve erogare fino a 3 kw;
  • per i nuclei familiari che superano le quattro persone residenti il contatore può erogare fino a 4 kw.

Un’attenzione particolare è riservata a coloro i quali hanno in casa una persona che vive in un particolare stato di disagio fisico, che richiede per la sopravvivenza l’uso di apparecchiature elettromedicali. In questo caso è necessario presentare una certificazione che viene rilasciata dalla ASL competente. La documentazione deve contenere non solo il tipo di malattia invalidante, ma anche la necessità di utilizzo del tipo di apparecchiatura e il domicilio presso il quale questa è installata nonché la data in cui è iniziato l’uso.

I requisiti indispensabili per il bonus gas naturale

La situazione reddituale che dà diritto al bonus gas è la stessa relativa a quella del bonus luce. Anche in questo caso possono richiederlo solo i nuclei familiari con esclusione di tutti i tipi di impresa, comprese quelle individuali. Il contatore non può avere una potenza termica superiore a G6. Tale potenza è segnalata dal contatore interno all’abitazione e quindi sarà molto facile rilevarla. Normalmente gli apparecchi ad uso domestico, anche quelli che sostengono una caldaia, hanno una potenza termica pari a G4 per cui il limite è piuttosto ampio.

Lo sconto è previsto solo per i clienti del gas naturale, per cui ne sono esclusi coloro i quali hanno un impianto GPL o una fornitura a gas in bombola. Se il gas naturale viene erogato attraverso un impianto condominiale si può ugualmente usufruire di questa agevolazione. In questo caso, se l’utente non ha un contratto diretto con la società del gas naturale, il bonus può essere inviato tramite un bonifico domiciliato di Poste Italiane, con il quale si può comunque ottenere il sostegno di cui si ha diritto.

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Dimmi che prato hai e ti dirò che tosaerba scegliere

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La prima cura del giardino: tagliare il prato

Vivere in una casa circondata da un bel prato rappresenta una vera fortuna perché offre uno spazio esterno nel quale adulti e piccini possono trascorrere momenti sereni e spensierati, soprattutto nel periodo estivo. Al fine di mantenere questo comfort occorre prestare le adeguate cure al manto erboso e quindi provvedere spesso al suo taglio. Per questo motivo è indispensabile che tutti i proprietari di una casa circondata da spazio verde abbiano un rasaerba, il cui funzionamento non implica necessariamente un grande sforzo fisico e grandi conoscenze tecniche.

Tipi di tagliaerba

I rasaerba sono dispositivi meccanici che permettono il taglio dell’erba grazie ad un meccanismo che ha come fulcro delle robuste lame. La presenza di ruote nella parte inferiore ne permette lo spostamento, ma il funzionamento vero e proprio viene originato da un motore o da un contributo manuale.

I tosaerba manuali sono i più economici, leggeri e maneggevoli ed occupano poco posto dopo l’utilizzo. La spinta dell’operatore ne permette il funzionamento e proprio per la fatica d’utilizzo vengono consigliati per la cura di prati di piccole dimensioni.

I tosaerba a motore, invece, sono di dimensioni maggiori rispetto ai precedenti, di conseguenza un po’ meno maneggevoli e pratici, ma richiedono molta meno fatica nell’utilizzo e per questo motivo sono consigliati per la cura di prati medio-grandi.

I tagliaerba automatici, infine, sono senza fili. Dei piccoli robot molto moderni che sono in grado di muoversi autonomamente sul prato, evitando gli ostacoli grazie ai sensori e facendo tutto il lavoro senza alcun intervento umano (per il tosaerba automatico: prezzi online cliccando il link).

Questi ultimi tipi di tagliaerba possono essere alimentati da motori di diverso tipo:

  • Motore elettrico: il funzionamento è garantito dal collegamento ad una presa di corrente, ma il filo elettrico ne limita l’utilizzo soltanto all’interno del proprio raggio d’azione.
  • Motore alimentato da batteria: il funzionamento è garantito per tutta la durata dell’autonomia della batteria stessa ed è quindi consigliato averne una di scorta da poter inserire dopo l’esaurimento della prima. Per questo motivo non è consigliatissimo per i prati molto estesi.
  • Motore a scoppio: il tagliaerba è alimentato da un carburante e questo lo rende più inquinante rispetto agli altri. Richiede più manutenzione, ma è anche il più robusto. Può essere semovente o a trattorino: il primo richiede un operatore che, camminando e mantenendo il manubrio, lo indirizzi nella giusta direzione, mentre il secondo offre un comodo posto a sedere durante il suo utilizzo.

Le dimensioni e le caratteristiche del prato incidono direttamente sulla scelta del tosaerba

In base alla classificazione dei tagliaerba appena fatta, si può dire che il secondo fattore che incide direttamente sulla scelta del dispositivo sia il reale scopo di utilizzo, ossia l’estensione e la struttura del prato da tagliare.

I dispositivi vengono così catalogati:

  • Per tagliare prati di piccole dimensioni, sotto i 200mq circa, è sufficiente l’utilizzo di un semplice tosaerba manuale in modo da evitare consumi eccessivi.
  • Per tagliare prati di dimensioni medie, fino ai 500mq circa, ci si può affidare tranquillamente ad un modello alimentato a batteria o a corrente.
  • Per tagliare prati di dimensioni grandi, fino ai 700mq circa, è meglio affidarsi ad un tosaerba semovente con motore a scoppio e per prati sopra i 700mq ad un trattorino.

Il mercato del settore offre anche la possibilità di acquistare un tagliaerba robotizzato, al fine di evitare qualsiasi fatica fisica dell’operatore. Questi dispositivi, completamente automatizzati, provvedono a tagliare l’erba senza bisogno di alcun tipo di supervisione essendo completamente autonomi e in grado di aggirare qualsiasi tipo di ostacolo grazie alla presenza di particolari e innovativi sensori. Questi modelli di tosaerba offrono la possibilità di taglio con mulching, particolare tecnica che si vedrà più avanti e che evita la fatica di dover raccogliere l’erba tagliata.

Dopo tutte queste distinzioni è necessario farne un’altra al fine di poter scegliere il dispositivo di taglio più giusto per ogni specifico bisogno. Si devono quindi suddividere i tosaerba secondo le particolari tipologie di prato da tagliare:

  • Per i prati a foglia sottile e con poche erbe infestanti, è consigliato l’utilizzo di un tosaerba elicoidale che, grazie alle lame assemblate fra loro e unite alle ruote, permette un taglio uniforme come quello tipico dei prati inglesi. Questo tipo di tosaerba è prevalentemente manuale anche se ve ne sono alcuni modelli a motore.
  • Per prati a composizione mista con la possibile presenza di erbe infestanti o sassi e dove l’erba raggiunge una altezza considerevole è consigliato un tosaerba a motore con taglio orizzontale e lama rotante. Il taglio ottenuto non è perfetto come il primo descritto, ma piuttosto grezzo.
  • Per prati molto estesi nei quali si vuole evitare la raccolta manuale dell’erba tagliata è consigliato l’utilizzo di un tosaerba a motore con funzione mulching, particolare caratteristica che permette di sminuzzare l’erba tagliata tramite apposite lame installate sul dispositivo per poi ridistribuirla sul prato. Questa soluzione, oltre ad evitare la fatica di raccogliere l’erba tagliata, ha una componente ecologica importante perché l’erba ridistribuita andrebbe a concimare naturalmente il prato.
  • Per prati disomogenei con molti ostacoli, come ad esempio alberi o piante, è consigliato l’utilizzo di un rasaerba su cuscino daria, per la sua capacità di seguire in maniera ottimale il terreno e alimentato da batteria per potersi muovere più liberamente senza l’ingombro dato dal filo elettrico.

La funzione mulching, descritta poche righe fa, rappresenta il modo più facile ed ecologico per smaltire l’erba tagliata. In sua assenza si può scegliere di rastrellare tutta l’erba tagliata per poi smaltirla in maniera adeguata o acquistare un tosaerba che abbia un contenitore predisposto per trattenere i residui tagliati da svuotare periodicamente.

Quanto detto rappresenta un buon modo per potersi orientare nell’acquisto del giusto rasaerba, ma è anche fondamentale sceglierne un modello di semplice utilizzo e manutenzione, maneggevole, abbastanza silenzioso e soprattutto di una potenza proporzionata alle reali necessità.

Sarebbe infatti alquanto controproducente acquistare un tagliaerba di potenza esagerata per poter tagliare un prato di piccole dimensioni perché si andrebbe incontro ad un aumento inutile dei consumi e dei conseguenti costi.

Dopo aver letto questa semplice panoramica riguardo i tosaerba si sarà sicuramente in grado di affrontare una scelta del dispositivo oculata e giudiziosa. Buon acquisto!

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Il significato dei loghi sulle maglie della Champions League

La competizione più bella del Mondo riparte per la stagione 2018 – 2019 proprio oggi, trova le migliori quote e giochi casino su https://casino.netbet.it/. Il torneo europeo è per livello sportivo e importanza finanziaria, l la competizione più prestigiosa per i club. Nacque nel 1995 come Coppa dei Campioni sino al 1992 per poi prendere il nome di UEFA Champions League nel torneo del 1992 – 1993. La manifestazione negli anni è cresciuta a dismisura, arricchendosi di avvenimenti sportivi e partite che sono entrate di diritto nella storia del calcio. E negli anni, con i vincitori, i premi, la grande sensibilità sui tema del razzismo, lo spettacolo della Champions ha valorizzata  e onorato le squadre con diversi loghi, che anno dopo anno, le squadre partecipanti posso sfoggiare sulle maglie della Champions League, per i meriti conquistati nella precedente o nelle precedenti edizioni. Vediamo insieme i loghi che differenziano le maglie dei giocatori della Champions, edizione dopo edizione.

Multiple Winner Badge

La squadra vincitrice del torneo, dopo la finale, riceve nella cerimonia di premiazione la Champions League. La coppa deve essere riconsegnata al quartier generale della UEFA due mesi prima della finale della stagione successiva. La UEFA consegna comunque una copia della coppa che viene mantenuta dalla società vincitrice. Nella stagione sportiva 2000/01 l’UEFA decide le squadre che possono trattenere il trofeo originale e istituisce, codificandolo, il multiple-winner badge. A questo punto il distintivo dei plurivincitori, appunto Multiple – Winner badge, è il riconoscimento che viene assegnato alle squadre che hanno conquistato per tre volte consecutive o cinque  volte non consecutive la Champions League. Il conteggio viene fatto anche tenendo in considerazione le vittorie avvenute tra il 1955 – 56 e il 1991 – 92, quando la competizione aveva il nome di Coppa dei Campioni. Il logo Multiple Winner Badge, consiste proprio in uno stemma da applicare alle maglie che riproduce il trofeo della competizione. Soloitamente viene applicato sulla manica sinistra sovrastante la scritta RESPECT. Le squadre ad avere questo stemma fino ad oggi sono il Real Madrid con 13 vittorie di cui 5 di fila nelle prime cinque edizioni e 3 nelle ultime, il Milan con 7, il Liverpool con 5 e l’Ajax con 4.

Title Holder Logo

Questo è il logo che viene applicato sulle maglie dei vincitori della precedente edizione, da chi detiene il titolo. Il logo viene applicato sulla manica destra dei giocatori campioni in carica a posto del Competition Logo che invece viene applicato sulle maglie di tutte le squadre partecipanti. Introdotto nella stagione 2004 – 2005 fu indossato la prima volta dai portoghesi del Porto. Il logo può essere sfoggiato solo nelle competizione Champions League e viene fornito unicamente dalla UEFA.

Competiton Logo

Come anticipato precedentemente il Competinion Logo è il logo-simbolo che identifica tute le squadre partecipanti alla Champions League.  Anche inquesto caso è fornito direttamente dalla UEFA e deve apparire sulla manica destra della maglia e anche in questo caso non può essere utilizzato in altre manifestazioni ma sono durante le partite ufficiali di UEFA Champion League.

Respect Logo

Nato nel 2008, il Logo Respect, è stato introdotto nella competizione dal Presidente UEFA Michel Platini, al fine di promuovere il rispetto dentro e fuori dal campo. Un rispetto che coinvolgesse avversari, tecvnici, dirigenti, arbitri e tifoserie, in modo che il calcio potesse essere anche un esempio per i milioni di spettatori. Con gli anni oltre al simbolo, tante iniziative sono state promosse dalla UEFA, contro il razzismo, l’intolleranza e il mancato rispetto della diversità. Questo logo viene applicato sulle maglie dei partecipanti sulla manica sinistra.

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Tipografia digitale: la nuova frontiera sostenibile

L’epoca digitale

Digitalizzazione e sostenibilità; due tematiche che viaggiano su binari paralleli e cambiano il nostro modo di vivere, produrre, e comunicare; il digitale fa sempre più parte delle nostre giornate, esso ci supporta in casa, al lavoro, a scuola, in vacanza; a questa metodologia affidiamo ogni necessità.Un supporto ormai irrinunciabile perché la digitalizzazione offre opportunità infinite che incidono sull’economia globale e sui mercati di ogni tipo. Viviamo sempre connessi e questo incide sui diversi metodi ai quali ci appelliamo; ad esempio nel comparto della tipografia, il supporto digitale conferma un futuro totalmente tecnologico, un tempo nessuno era in grado di stampare da sè qualunque tipo di documento, testo, libro e quant’altro, si doveva andare in tipografia, oggi invece ci si affida alla diffusione del web, a store e siti dedicati a queste necessità, ma non è una scelta di tutti. Il mercato della stampa digitale è in forte espansione grazie alla velocità dei metodi e degli strumenti e alla possibile personalizzazione. Ma i vecchi metodi come già detto sono ancora quelli più gettonati. Oggi molte aziende producono componenti di vario tipo con materiali di ultima generazione ma sempre con un occhio attento alla qualità e alla sostenibilità del prodotto finito; tra le tante realtà produttive ad esempio italianrubberroller è un punto di riferimento per chi ha necessità di acquistare prodotti in gomma altamente qualificati e per diversi utilizzi.

Ma i vecchi sistemi sono sempre i migliori?

Nonostante la tecnologia sembra inghiottire tutto, molte delle tecniche che conosciamo e che sono ancora valide sono proprio quelle preferenziali; forse migliorate da un apporto tecnologico moderato, è vero; ma sempre fedeli alle lavorazioni classiche;  la nuova frontiera sostenibile anche nel comparto tipografico invoglia ad un approccio consapevole verso l’ambiente e la natura. Anche nell’ambito della tipografia, la velocità di esecuzione rappresenta un’innovazione per gli utenti, che possono chiedere lavori di qualità a prezzi super economici ma non prodotti di scarsa qualità, ma stampe in alta definizione, realizzazioni grafiche su richiesta anche su grande formato, cancelleria per uffici, biglietti da visita, calendari, brochure e, molto altro ancora.

L’innovazione attraverso la tradizione

In pratica, tutto quello che serve per promuovere un’azienda; o per pubblicizzare un’attività autonoma. La tipografia “vecchio stampo” resta comunque un punto di riferimento; in effetti sono ancora molte le persone che prediligono i normali servizi di stampe e copisteria; ovvero la tipografia classica. Per questo motivo sono ancora tantissime le realtà legate ai tradizionali metodi di stampa; con la differenza che oggi è tutto più accessibile e veloce e anche meno costoso. L’innovazione attraverso la tradizione, getta le basi per usufruire del meglio che ci viene dal passato, ma con l’aggiunta di una solida realtà moderna, che comprende anche la produzione degli strumenti più idonei e di alto profilo utili a disparati comparti.

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L’evoluzione deldesign delle scarpette da calcio

In principio fu il calcio, lo sport più bello del mondo e qui disponibile con le migliori quote.  Poi ogni evoluzione a esso connessa e non da meno l’evoluzione dei kit sportivi e l’importanza delle scarpe da calcio. Le scarpe da calcio si sono evolute negli ultimi 100 anni in maniera significativa e seguire la loro evoluzione vuol dire seguire l’evoluzione della tecnologia e del design applicata nel campo delle calzature. La storia inizia realmente nel 1500 ai tempi del calcio inglese e di Enrico VIII. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti sino agli anni cruciali del secolo scorso quando la grande svolta del 1949 arrivò ai piedi dei giocatori di calcio. Tutto cambia con il brevetto dei tacchetti di gomma di Adolf Dassler che nel 1954 rivoluzionò il mondo delle scarpe sportive. La storia è quella di Adidas e del suo fondatore dove “Adi” sta proprio ad indicare il soprannome dell’inventore e di una impresa di calzature che non ha bisogno di tante presentazioni.

I mondiali del 1954 passaggio storico

Le scarpe di “Adi” debuttarono proprio nel mondiale del 1954 e da qui parte la rivoluzione settoriale. In casa nostra bisogna aspettare il 1977 quando diadora brevetta le prime scarpe da calcio colorate e nel 1990 Nike debutta nel settore offrendo un contributo più che significativo per la storia delle calzature sportive da calcio, sia a livello estetico che a livello puramente tecnico e funzionale. Oggi si ha il meglio da tutto questo, con scarpe che consentono aderenza, controllo del pallone, leggerezza e agilità. Oltre au fattore estetico capace di accontentare ogni gusto. Ma è al 1954 e all’Adidas di Adolf Dessler che dobbiamo tutto questo. Un evento storico ricorda proprio l’avvenuta rivoluzione “sul campo”: il miracolo di Berna. In quella partita i tedeschi vinsero grazie a quelle scarpe di calcio superiori a quelle degli avversari che permettevano un ottimo controllo del pallone, ribaltando un’iniziale 0 a 2 al finale di 3 a 2.

 

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L’evoluzione e la storia dei completi di calcio

Tante le evoluzioni dei completi di calcio nel corso del tempo. All’inizio, nei primi anni del novecento, ‘abbigliamento da calcio non era considerato parte essenziale per il match, e ne risultava minimal e quasi “rozzo”. Il passare del tempo e l’innovazione tecnologica hanno però fatto si che tessuti utilizzati e resa ne formassero ottimi prodotti. L’equipaggiamento calcistico oggi è un fattore saldo di riconoscibilità di una squadra e l’innovazione ha contribuito a migliorarne le prestazioni  con magliette sempre più leggere e scarpini performanti. Le variazioni, rispetto agli albori del football, sono state così grandi da far quasi pensare che il calcio dei primi anni del Novecento fosse uno sport diverso rispetto a quello attuale. Ecco alcuni dei principali cambiamenti nei materiali e nei tessuti del kit calcistico che si sono verificati durante l’ultimo secolo.

La tecnica e lo stile

Inizialmente non esistevano nemmeno le magliette da calcio, e i componenti di una squadra erano riconoscibili da una fascia dello stesso colore che indossavano ad un braccio. La prima squadra professionistica ad usare le magliette da calcio fu il Blackburn Rovers, che utilizzò indumenti con i colori bianco azzurri. Ma i completi risultavano ancora pesanti, di lana, ingombranti, scomodi.  Per vedere i numeri sulle maglie, invece bisogna aspettare il 1933 e a finale di coppa d’Inghilterra tra Everton e Manchester City, rivali anche quest’anno in Premier, campionato disponibile al sito https://www.sitesbookmakers.com/ . E per i numeri dall’1 all’11 si dovrà aspettare addirittura il 1946. Negli anni Cinquanta in Sud America furono introdotte le divise con i tessuti sintetici. In Europa nel frattempo debuttavano i primi scarpini con i tacchetti, introdotti dalla tedesca Adidas durante gli anni Cinquanta.

Gi anni d’oro per l’evoluzione

Oltre all’ingresso in massa degli sponsor, i completino iniziavano ad essere studiati per riprodurre ombre, effetti vari e chiaro scuro. I colori divennero più sgargianti dando vita a completino appariscenti, tutto come negli anni 80, ma dal 90 ad oggi l’equipaggiamento calcistico è molto diverso rispetto agli inizi, tanto in leggerezza quanto in qualità dei materiali. Le divise calcistiche moderne sono leggerissime, traspiranti e in grado di allontanare il sudore dal corpo. Il poliestere e le microfibre sintetiche, come il Treetech, hanno sostituito lana e cotone, rendendo i completi confortevoli alla pelle del calciatore. In sostanza, solo il colore dello stemma è rimasto uno degli elementi legati al disegno originale del club.

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