Trucchi e segreti del mestiere: ecco come eliminare i graffi da un parquet rovinato

Il tuo bel parquet rovinato grida vendetta! Qualcuno, incautamente, l’ha riempito di graffi e non hai trovato niente di meglio da fare se non occultare il punto danneggiato sotto un tappeto o un mobile. E perché mai nascondere un così bel pavimento? Puoi benissimo riparare il danno, se sei fortunato senza spendere un occhio della testa e senza richiedere l’aiuto di tecnici specializzati. Insomma: tentar non nuoce. Ecco i nostri suggerimenti in proposito.

Trucchi e segreti del mestiere: ecco come eliminare i graffi da un parquet rovinato

Quando hai scelto di mettere il parquet in casa lo hai fatto perché questo particolare tipo di pavimentazione dona agli ambienti un aspetto elegante e sofisticato e perché il legno, per qualche strana ragione, rende gli appartamenti più accoglienti di quanto effettivamente non siano. Chi te l’ha venduto però ti ha subito avvisato: “Mettere il parquet non è soltanto una scelta costosa, ma anche un impegno costante”. Questo genere di pavimento infatti richiede una periodica manutenzione che, se omessa, può tradursi in danni più o meno facili da riparare.

Tra questi, a farla da padroni sono sicuramente i graffi. Il legno del resto è un materiale molto delicato ed è quindi soggetto a mostrare nel tempo qualche acciacco. Tranquillo, abbiamo per te una bella notizia: qualcuno ha scoperto delle tecniche utili ad eliminare dalla sua superficie piccoli graffi, ovviamente non troppo diffusi e non troppo marcati. Insomma: pronto a dire addio al parquet rovinato? Qui di seguito troverai tutte le possibili tecniche risolutive.

Strumenti per rimuovere i graffi dal parquet rovinato: gli spray specifici

Forse non lo sai ancora, ma è ormai semplice reperire in commercio degli appositi spray antigraffio per parquet rovinato. Questi prodotti possono essere utilizzati su danni di lieve entità, su graffi non troppo profondi insomma. La loro azione è semplicemente quella di colorare la zona incriminata mimetizzando il danno. Scegliendo di acquistare uno spray specifico per la riparazione del parquet rovinato però dovrai prestare molta attenzione al colore del prodotto. Dovrai ovviamente scegliere quello la cui tinta più si avvicini alla cromia del tuo pavimento onde evitare un poco gradevole effetto Arlecchino!

Parquet graffiato? Prova la carta abrasiva

Un’altra soluzione potrebbe essere rappresentata dalla carta abrasiva. Come? “Grattugiare” il tuo prezioso parquet? Ebbene sì! I graffi più evidenti infatti richiedono un trattamento decisamente più aggressivo rispetto alla riverniciatura di cui sopra. Scegli una trama fine, qualcosa di non eccessivamente spesso se non vuoi rischiare di arrecare ulteriori danni al tuo parquet rovinato.

Agisci levigando in maniera molto delicata la zona interessata e fermati soltanto quando quegli odiosi graffi che tanto disturbavano la tua vista saranno del tutto spariti. Fatto ciò, ti renderai conto che sicuramente una parte del lucido originariamente presente sul pavimento è andata perduta. Rimedia passando sulla zona interessata della cera per il legno. In alternativa puoi anche provare utilizzando questo elettrodomestico https://trovaiprezzimigliori.it/lucidatrici-per-pavimenti-migliori/

A volte è necessario l’intervento di un esperto per riparare un parquet graffiato…

Nemmeno in questo modo hai ottenuto i risultati sperati? La cura si è rivelata peggiore del malanno per via della tua scarsa manualità? Beh, a volte bisogna rassegnarsi: un parquet rovinato, almeno in certi casi, può tornare come nuovo soltanto grazie alle sapienti mani di un tecnico. Ciò accade per esempio quando i graffi sono troppi ed anche particolarmente importanti.

Come procederà l’esperto di turno? Molto probabilmente ricorrerà alla tecnica della levigatura. Armato cioè di un apposito attrezzo levigante con meccanismo rotante, rimuoverà dal pavimento ogni tipo di graffio abradendolo. In genere questa tecnica consta di 5 fasi ben distinte che il tecnico replicherà dopo un’attenta analisi del parquet e dopo averti invitato ad eliminare dal suo campo d’azione ogni possibile ostacolo.

La prima fase consiste nella così detta sgrassatura. L’operaio, armato di levigatrice con superficie abrasiva, inizierà a lisciare il parquet. Viene poi la fase della levigatura che, per mezzo di ulteriori supporti utili ad abradere il legno, renderà la superficie del pavimento particolarmente liscia. Segue quindi la stuccatura, fase nella quale si procederà alla correzione di piccoli e grandi difetti visibili sui listelli del parquet rovinato. Che si tratti di pori, di fessure o di altre imperfezioni poco importa: il tecnico saprà come intervenire.

A questo punto il parquet è pronto per la carteggiatura, operazione che richiederà l’uso di una carta vetrata a grana molto fine. Il ciclo si conclude quindi con la fase di finitura, ossia quando il tecnico potrà finalmente procedere a riverniciare ed ad incerare la superficie. Insomma: una bella avventura fortunatamente conclusasi nel migliore dei modi, ossia con un parquet rovinato tornato agli antichi fasti!

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Il paravento: come arredare casa in modo elegante e funzionale

Quando si pensa a un complemento d’arredo ci vengono subito alla mente librerie o tavolini di design, soprammobili chic o sedie e scrivanie dell’ultimo artista moderno diventato famoso per il suo stile inconfondibile.

Il nostro primo pensiero non tiene conto, invece, di un arredo che unisce una forte componente funzionale con quella estetica, dando alla casa un tocco di originalità e al tempo stesso richiamando antichi sentori.

Stiamo parlando del separé, più comunemente noto come paravento.

La storia del separé

Il separé nasce in Cina durante la dinastia Hang (200 a.C.) ed è stato fin da subito simbolo di ricchezza e regalità. Veniva usato, infatti, per dividere e abbellire i grandi templi o il palazzo dell’imperatore.

I primi paravento racchiudevano dipinti raffiguranti antichi miti e leggende, oppure scene della vita di palazzo. I materiali utilizzati erano molto pregiati, in quanto commissionati da sovrani o nobili che non badavano a spese.

In poco tempo i separé si diffusero in Giappone, dove diventarono delle vere e proprie opere d’arte, con funzioni molto più rituali che pratiche.

Solo durante il tardo Medioevo si diffusero in Europa, ma fu durante il Settecento che iniziarono a essere importati i pezzi più belli e preziosi dall’oriente.

A partire dall’Ottocento persero pian piano la loro importanza, soprattutto a causa dell’introduzione dei mezzi di riscaldamento. Nei primi anni del Novecento, tuttavia, alcuni artisti e designer ne esaltarono gli aspetti decorativi e ricominciarono a diffondersi nelle nostre case.

Paraventi da esterno e da interno

Come abbiamo detto, negli ultimi anni i paraventi sono tornati alla ribalta, soprattutto grazie alla loro capacità di unire la bellezza con una funzione pratica.

Fondamentalmente, ne esistono due tipi principali: da esterno e da interno, a seconda del luogo dove decidiamo di utilizzarli.

All’interno dell’abitazione il separé può essere utilizzato per separare un grande open space, senza bisogno di ristrutturazioni molto costose che rischiano di essere anche troppo definitive rispetto all’utilizzo di un semplice complemento d’arredo che può essere spostato in qualsiasi momento.

Per quanto riguarda l’esterno, il paravento potrebbe avere la funzione di garantire la privacy. Il giardino infatti confina spesso con vicini curioso e impiccioni e se vuoi prendere un caffe con gli amici potresti aver bisogno di proteggerti da occhi indiscreti.

Se volete acquistare un paravento direttamente online, o altri complementi d’arredo, vi consigliamo di visitare il sito vidaxl.it, dove troverete tutto quello che vi serve per rendere la vostra casa il vostro piccolo angolo di paradiso (questa è la categoria dedicata ai separé: https://www.vidaxl.it/g/4163/separe).

Qualche idea per l’utilizzo del paravento

Esistono molti modi per utilizzare un paravento e vogliamo mostrarvene qualcuno.

La prima idea potrebbe essere quella di creare grazie a un separé un angolo lettura o addirittura un vero e proprio studio. Non sempre infatti abbiamo abbastanza metratura per permetterci una vera e propria stanza dove poter lavorare in pace.

In nostro aiuto arriva il paravento, che ci permetterà di ottenere un piccolo spazio all’interno di una stanza più grande, come una sala, completamente separato del resto della casa.

Certo, non sarà insonorizzato come una stana chiusa, ma con l’aiuto di qualche altro arredo, come una consolle allungabile che occupa poco spazio e una sedia, avremo la privacy che ci serve per leggere o lavorare senza distrazioni.

Una seconda idea molto pratica è quella di separare la zona living dalla cucina. Gli appartamenti e le case moderne infatti sono caratterizzate da grandi open space, dove cucina e sala non sono separati in due stanze.

Anche in questo caso il paravento fa al caso nostro per separare con un arredo di design molto elegante due zone della casa adibite a funzioni molto diverse.

Una terza situazione dove il separé diventa molto utile è quella dove bisogna separare l’ingresso dalla zona living. In questi casi è consigliabile utilizzare un paravento trasparente in modo tale da far passare la luce e non oscurare troppo la stanza.

L’obiettivo in questi casi, infatti, è quello di mantenere l’ambiente luminoso e al tempo stesso spazioso. Il paravento infatti non è troppo ingombrante

Il quarto consiglio che vogliamo darvi invece riguarda la possibilità di creare una vera e propria zona sgabuzzino, dove mettere elettrodomestici (aspirapolvere, scope o altri oggetti) o altre cose che volete nascondere alla vista.

Come ultima considerazione ci spostiamo nella zona notte. Sia in camera da letto che in bagno potreste avere la necessità di creare una zona protetta.

La situazione classica è la vasca da bagno, che potreste voler coprire per garantire maggiore privacy a chi si sta facendo il bagno. Oppure potreste voler creare una zona nella stanza da letto dove potersi spogliare senza timori che qualcuno, passando, possa mettervi in imbarazzo.

Qualunque sia la ragione, il paravento è perfetto per risolvere i tuoi problemi legati allo spazio e alla flessibilità degli ambienti. Speriamo di avervi dato dei buoni consigli e che possiate arredare casa con il vostro paravento nel migliore dei modi.

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Divano di pelle o ecopelle? Vantaggi e svantaggi

Molte famiglie che scelgono di cambiare il divano ci riflettono bene prima di fare una scelta. Il divano in pelle è visto ancora come un arredo troppo delicato per chi ha figli piccoli in casa, o animali, vediamo di capire se è davvero così.

Divano in pelle, quali sono i pro e contro

Se normalmente si pensa a quanto possa essere saggio acquistare un divano in pelle, quando si hanno bambini piccoli o animali in casa la riflessione deve necessariamente essere ancora più approfondita. Il divano in pelle, ovviamente, ha una resa estetica di grande rilievo, conferisce eleganza e calore in qualsiasi angolo della casa decidiamo di metterlo.

Non solo, si sposa bene con una grande varietà d’arredi, da quelli più classici a quelli di design, proprio perché oggi viene declinato in tutti questi stili. I costi, com’è facile suppore, non sono bassi, ma del resto, soprattutto quando si tratta di un divano di qualità, non ci si può aspettare nulla di diverso.

La spesa ha quindi un certo peso nella scelta del divano. Ma il divano in pelle piace e piace perché ha il gusto della tradizione, ha un sentore di infanzia in famiglia, del calore del Natale, trasmette quell’idea intrinseca di valori e calore che tanto ci fanno sentire sempre a casa nostra.

Al contrario di quanto si possa pensare, un divano in pelle ha una vita decisamente più lunga di quella di un divano in ecopelle. Si tratta infatti di una materiale naturale, lavabile e resistente. Ci sono diversi prodotti che consentono di ottenere una pulizia perfetta, anche in caso di macchie aggressive, come potrebbe essere lo scarabocchio di un bambino.

Se poi si vuole rinnovare il colore della pelle, magari perché il colore originale non piace più o perché i è un po’ rovinato, si può facilmente ricorrere a un Angelus paint, una vernice per pelle che consente di ridare nuova vita al materiale e, di conseguenza, al divano.

Divano in ecopelle, si o no?

Molti pensano che un divano in ecopelle sia una scelta non solo più economica, ma anche più disimpegnativa. È facile immaginare che un divano in pelle sintetica sia più semplice da pulire e da riportare all’originale bellezza senza troppa fatica.

In realtà la verità è un’altra. L’idea che possa rovinarsi un divano che non è in vera pelle e che, soprattutto, abbia un costo nettamente inferiore, mette a tacere eventuali dubbi. Purtroppo, in caso di macchie persistenti, il materiale in ecopelle tende ad assorbire lo sporco o l’inchiostro, quindi sarà notevolmente più difficile mandare via le macchie.

Certamente un vantaggio alquanto evidente è il prezzo. Un divano in ecopelle, anche con una buona estetica, ha dei costi decisamente inferiori a quelli di un divano in vera pelle. Il ragionamento da fare, per una scelta senza pentimento, è quanto tempo vogliamo che duri il nostro divano.

Se l’idea è quella di avere un complemento d’arredo che potremmo cambiare dopo qualche mese o pochi anni, allora probabilmente l’idea di un divano in simil-pelle non è del tutto sbagliata. Diversamente, se pensiamo di tenere il nostro divano il più a lungo possibile, allora non c’è molto da giraci attorno, la scelta deve ricadere su un prodotto di elevata qualità che, a dirla tutta, non è poi nemmeno così fragile e delicato come lo si dipinge.

Manutenzione del divano in pelle

Ovviamente un divano in vera pelle necessita di una manutenzione costante per restare il più a lungo. Il divano in pelle ha bisogno di essere pulito con regolarità, con prodotti non aggressivi e possibilmente specifici. Il prodotto deve essere scelto in base alla tipologia di pelle, quindi se è protetta o non protetta.

Normalmente, la pelle non protetta tende ad assorbire i liquidi e le macchie, meno che nel caso del divano in ecopelle, quindi in base a questa caratteristica dovremo scegliere dei prodotti idonei.

Se ci sono dei gatti in casa, purtroppo, il divano è a rischio, meglio foderarlo con un copridivano e fare attenzione che il gatto non lo scambi, come spesso avviene, con un tiragraffi.

Come abbiamo detto in precedenza, per quanto riguarda la colorazione, si può cambiare con i prodotti specifici in modo abbastanza semplice.

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Divani in pelle: come e perché sceglierli su misura

Un bellissimo divano in pelle su misura, realizzato esclusivamente secondo le esigenze del singolo, potrebbe rappresentare la soluzione ideale per tutti coloro che sono alla ricerca di dare un nuovo look, più sofisticato e senza tempo, alla propria area giorno.

Quando si tratta di trasformare il proprio spazio vitale, è importante tenere a mente alcuni aspetti, poiché le zone living sono il vero cuore della casa. È assolutamente comprensibile se acquistare il proprio divano sembra una sfida, soprattutto quando si tratta di scegliere tra un divano su misura oppure uno standardizzato.

Qualora si intenda puntare su divani in pelle, la gamma pressoché infinita di combinazioni possibili tra materiali e design può rendere la scelta ancora più complessa. Essendo il fulcro di una casa, scegliere un divano in pelle può apparire perciò una vera e propria sfida.

A volte, ci si scoraggia proprio perché i divani già disponibili nei negozi di arredamento sembrano non valorizzare il proprio ambiente living.

All’interno del nostro approfondimento andremo a esplorare tutti gli elementi da prendere in considerazione quando si sceglie un divano in pelle, capendo perché un modello su misura può essere la soluzione ideale in molti casi.

Quali sono i vantaggi dell’acquistare un divano in pelle su misura?

Un mobilificio che offre un servizio completamente su misura, nel quale scegliere il colore, lo stile e il design di un divano tra centinaia di opzioni disponibili potrebbe creare confusione in quanti sono abituati ai negozi standardizzati.

In realtà, grazie alla formazione di personale specializzato e, spesso, a un servizio gratuito di campioni di tessuti e campioni, si potrà contare su strumenti concreti per la personalizzazione dello spazio living della propria casa.

I vantaggi di un divano in pelle su misura includono il fatto che si può ordinare qualsiasi tipo di pelle, dall’estetica antica o moderna. A prescindere che si tratti di una chaise longue, un divano in pelle, una sedia in pelle o un divano componibile, la scelta di colori e tipologie si adatta a budget diversi.

Tra tutte le tipologie, una versione personalizzata dei divani Chesterfield può contribuire a portare eleganza all’interno di un ambiente, eppure non rappresenta la sola opzione. Il grande punto di forza dei divani in pelle su misura, infatti, si ritrova nella loro capacità di adattarsi alla perfezione al contesto arredativo e alle dimensioni della stanza nella quale saranno inseriti.

Tra gli altri vantaggi di scegliere un divano in pelle su misura, va notato assolutamente l’aspetto relativo alla salute e all’igiene. Questi modelli sono ipoallergenici, il che significa che sono ideali per chi soffre di allergie, poiché la pelle non permette ad alcun agente batterico o patogeno esterno, tra cui acari della polvere, fibre e altri allergeni domestici, di intaccare il divano come invece accade nei modelli in tessuto.

Conclusione sui divani in pelle

Un divano in pelle su misura può essere costruito non solo per rispecchiare la personalità degli abitanti di una casa, bensì anche per risultare più facile da pulire e da mantenere.

Inoltre, i divani in pelle su misura sono indubbiamente progettati per essere di lunga durata, come del resto gran parte dei complementi d’arredo personalizzati, arrivando a durare molto più lungo di un divano in tessuto standard.

In definitiva, i divani in pelle su misura sono un complemente d’arredo adatto a quanti vogliono creare uno stile di arredamento altamente individuale e unico nel suo genere.

Fonte delle informazioni: https://www.divanisantambrogio.it/divani_pelle/

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I vantaggi di un armadio moderno scorrevole

L’armadio ad ante scorrevoli è una soluzione sempre più richiesta per la camera da letto, così come per altre zone dell’abitazione. Quale valore può aggiungere un armadio moderno scorrevole ai tuoi ambienti e quali vantaggi presenta rispetto ai modelli tradizionali?

Vediamo insieme i 3 principali punti di forza di un armadio ad ante scorrevoli.

Spazi sfruttati al massimo

Senza le classiche ante a battente, l’armadio scorrevole può essere installato anche in contesti di dimensioni contenute, consentendoti di utilizzare al meglio tutto lo spazio in casa. Qualora optassi per un armadio ad ante ante scorrevoli a muro, soluzione pratica ma anche molto moderna e raffinata, potrai anche sfruttare i vani già presenti nelle pareti.

Comodità e funzionalità

L’assenza di maniglie è un altro plus degli armadi ad ante scorrevoli, che comporta un duplice beneficio: questi modelli possono essere utilizzati con più facilità da bambini, persone anziane e con disabilità e non c’è il rischio di urtare la maniglia e ferirsi (eventualità molto frequente soprattutto nelle stanze piccole e strette).

Per soddisfare le proprie esigenze personali, è anche possibile personalizzare la struttura interna dell’armadio, andando a definire vani su misura.

Inoltre, negli armadi ad ante scorrevoli si possono integrare facilmente uno o più specchi, una funzionalità molto apprezzata e comoda soprattutto nella zona notte/guardaroba. Gli specchi, inoltre, riflettono sia la luce naturale che quella artificiale e in questo modo fanno apparire la camera più grande, diventando a loro volta un vero e proprio elemento d’arredo.

Stile moderno e curato in ogni dettaglio

Gli armadi scorrevoli solitamente sono caratterizzati da uno stile moderno, elegante ed esteticamente piacevole, soprattutto se confrontati con soluzioni più tradizionali. Queste caratteristiche e la possibilità di personalizzare colori e finiture ti permettono di inserirli senza difficoltà all’interno dei tuoi ambienti, creando un effetto finale molto equilibrato e armonico.

Possiamo affermare quindi che l’armadio ad ante scorrevoli è un’opzione moderna molto valida che coniuga stile e funzionalità e che, essendo salvaspazio, si può adattare senza difficoltà a ambienti di diverse tipologie e conformazioni.

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Come arredare al meglio una casa di piccole dimensioni

Casa piccola? Niente paura!

L’idea di arredare la vostra casa vi spaventa? A complicare le cose vi è il fatto che la nostra abitazione non è molto grande? Effettivamente ci sono delle linee guida che si possono seguire per arredare con intelligenza la nostra piccola dimora. Partiamo comunque con il dire che una casa piccola offre i suoi vantaggi. Innanzitutto è facile da mantenere in buono stato e da pulire. Non avendo tanto spazio a disposizione, tendiamo ad evitare di accumulare oggetti che non ci servono. Se arredata bene, poi, può presentarsi davvero accogliente e graziosa.

Ottimizzare gli spazi

Partiamo subito dicendo che una delle sfide che maggiormente si presenta a chi desidera arredare una casa non molto grande è quella di sfruttare al meglio gli spazi. A tal riguardo, dovremo essere bravi ad ottimizzare l’utilizzo di angoli e pareti, utilizzando mensole, testiere per il letto ed altri ripiani, per riporre o esporre i nostri oggetti in maniera ordinata. Spesso infatti, una casa piccola viene associata all’immagine di una casa in cui tutto è ammassato alla rinfusa a causa dello spazio ridotto.

Quindi non economizziamo nella realizzazione di ripiani e mensole in legno, ma anche in materiali più economici, per sfruttare al massimo gli spazi.

Un altro problema che potrebbe presentarsi è legato al ricambio d’aria ed alla poca luce in alcune zone della casa. Per chiudere e delimitare delle piccole zone dedicate, pertanto, potrebbe essere utile ricorrere a delle partizioni in vetro, che magari possono essere chiuse con delle tende. In tal modo facilitiamo sia il passaggio della luce che dell’aria.

Inganniamo l’occhio con gli specchi e con il colore giusto

Gli specchi sono degli alleati indiscussi per “ingannare” l’occhio e conferire maggiore luminosità agli interni, contribuendo a farli sembrare più grandi di quello che in realtà non sono. Possiamo optare per degli specchi semplici e sobri, ma anche per dei modelli dalla personalità più marcata, in piena sintonia con lo stile da noi scelto.

La scelta del colore è fondamentale. Gli studi degli esperti confermano che alcuni colori in particolare contribuiscono a far sembrare un interno più ampio e spazioso, mentre altri tendono a creare la sensazione di “soffocamento”. In un’abitazione dagli spazi ridotti sono sicuramente consigliabili colori luminosi. Il bianco, o comunque un colore chiaro e luminoso, può essere la scelta più consona.

Forse la superficie della casa non sarà molto estesa. Ma che dire della sua altezza? Ci sono tantissime case che non superano i 25 metri di superficie, ma che presentano un’altezza superiore ai 3,50 mt. Perché non sfruttarli con un bel soppalco in legno, andando a realizzare lì la nostra camera da letto o il nostro studio? Si tratta infatti di zone della casa che non richiedono una grande altezza, visto che vi trascorreremo il nostro tempo sdraiati o seduti. In questo modo, però, avremo raddoppiato o quasi la superficie della nostra piccola dimora!

Con un po’ di criterio, si può realizzare una casa carina ed accogliente, a prescindere dalle sue dimensioni. Altri suggerimenti su come migliorare l’ambiente in cui viviamo si possono trovare sul sito www.notiziarioimmobiliare.it.

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Cucina stile contemporaneo: perché sceglierla in un contesto di arredo classico

Esiste una differenza notevole tra lo stile di arredo contemporaneo e quello moderno. Per questo motivo, prima di chiarire perché scegliere una cucina stile contemporaneo da inserire in un contesto di arredo classico, andiamo a vedere la precisa diversificazione tra le due terminologie.

Differenza tra cucina stile contemporaneo e cucina stile moderno

Seppur i termini “contemporaneo” e “moderno” vengano utilizzati molto spesso come sinonimi, nel settore dell’arredamento non lo sono affatto. Una cucina moderna è quella che si pone in completo antagonismo ai modelli più classici, con originalità e prendendo spunto dai canoni di design più recenti, con forme e colori che la rendono quasi futuristica.

La cucina stile contemporaneo, al contrario, viene costruita con un approccio stilistico riconducibile all’epoca in corso, ma non sempre possiede caratteristiche peculiari dello stile moderno. Anzi, nella realtà dei fatti, molto spesso si tendono a costruire delle linee elaborate allo scopo di creare un’atmosfera calda ed accogliente, avvicinando più lo stile contemporaneo a quello un po’ più classico.

Nelle cucine contemporanee, un materiale molto utilizzato è il legno: le sue venature ed il senso di calore trasmesso aiutano a ricreare un’atmosfera di convivialità e senza tempo.

Perché scegliere una cucina stile contemporaneo in un contesto classico

Se hai un abitazione che richiama un po’ il contesto classico, arredare la cucina in stile contemporaneo può essere certamente la soluzione giusta per ricreare un ambiente super elegante.

Già questo è sicuramente un buon motivo per preferire questo stile di arredo ad un altro più moderno, ma non è tutto qui: la contemporaneità degli elementi che comporranno la tua cucina ti aiuterà a costruire un contesto abitativo non scontato.

Bada bene, però. Non è affatto semplice creare un arredamento contemporaneo. Basta anche solo un elemento sbagliato od un sovraffollamento di oggetti per fallire completamente nella missione di arredo.

La tendenza dell’essere umano di accumulare qualsiasi cosa può rivelarsi controproducente quando si cerca di arredare la propria cucina. Non è necessario riempire tutti gli spazi vuoti: l’arredo va sempre ben dosato per evitare un sovraccarico di elementi.

Le caratteristiche di una cucina in stile contemporaneo

Lo stile contemporaneo ben si adatta a contesti abitativi classici, anche se questo non significa che non possa essere applicato in abitazioni dalle linee più moderne.

Una cucina in stile contemporaneo si contraddistingue per la predominanza di colori caldi: bianchi 9010, beige, caramello e legni moderni con venature vive. Ovviamente possono poi essere inserite delle personalizzazioni all’interno del contesto abitativo per sottolinearne l’eleganza, quali tra gli altri dei rivestimenti in materiali lucidi o semi lucidi, delle lavorazioni decorative, dei tendaggi morbidi e luxury dai tessuti importanti e così via dicendo.

Il bello dello stile contemporaneo è che l’effetto finale può risultare più o meno classico a seconda dei dettagli che si decide di inserire all’interno di tutto il contesto.

A conti fatti, una scelta di arredo molto versatile che ben si adatta a qualsiasi esigenza abitativa.

 

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Perché rivolgersi ad uno studio architettura

Affidarsi ad uno studio architettura è indispensabile per trasformare gli spazi in valore grazie alle competenze dei progettisti, i quali, sensibili alle richieste del cliente sono capaci di trovare le soluzioni perfette per rendere ogni tipo di spazio piacevole e funzionale.

L’architettura è strumento privilegiato indispensabile per alimentare un immaginario fatto di prestigio, stile e raffinatezza; un elemento che diventa, dunque, imprescindibile nella realizzazione di showroom o negozi. Grazie alla progettazione minuziosa dei professionisti di uno studio di architettura, work spaces di qualunque metratura e dalle diverse caratteristiche strutturali, possono diventare spazi funzionali, così come gli spazi residenziali, con un adeguato progetto, possono essere resi accoglienti e pratici.

Per vivere al meglio all’interno di uno spazio, sia questo residenziale o lavorativo, la realizzazione di un progetto da parte di uno studio architettura diventa, oggi, imprescindibile al fine di ottenere un risultato volto alla massima valorizzazione dello spazio.

Cosa può fare uno studio architettura

Avere il supporto e la guida dei professionisti di uno studio architettura permette di:

  • Eliminare gli eventuali errori che un occhio inesperto non vedrebbe.
  • Affidandosi ai progettisti è possibile ottenere un migliore studio degli spazi ed una riduzione dei tempi di realizzazione.
  • Grazie ad uno studio architettura, inoltre, si ha la possibilità di ricevere e valutare proposte di innovazioni e tecnologie di qualità frutto delle conoscenze e dell’esperienza professionale che solo professionisti del settore possono suggerire.
  • Poiché l’architetto è sempre aggiornato riguardo alla legislazione di riferimento, affidarsi a questa figura professionale diventa, inoltre, una garanzia di vedere gestire i lavori nella maniera corretta grazie alle competenze su cui è possibile contare.
  • In ultima analisi, affidarsi ad uno studio architettura significa scegliere un risultato di qualità, ma anche un risparmio in termini di tempo e conseguentemente di denaro speso.

Gli steps del progetto

Quando si decide di affidarsi ad uno studio architettura, alla base del progetto ci sarà il dialogo tra il progettista e il committente. È da quì che avrà vita il progetto che dovrà essere il frutto dei desideri del cliente unitamente alle migliori soluzioni per realizzarli. Le soluzioni proposte, infatti, devono tener conto di ciò che è possibile fare e delle proposte alternative elaborate, per ottenere il miglior risultato sempre in linea con i desideri espressi dal committente.

A seguito dell’iniziale disegno che viene realizzato dall’architetto, dopo aver deciso le esigenze da rispettare, i tempi ed i costi per i lavori, si passa, dunque, all’elaborazione del progetto con un render. Attraverso questo il committente ha così modo di vedere lo spazio abitativo o lavorativo che sia, modellato in 3D e può visionare in concreto i diversi spazi, i volumi e tutti gli elementi che caratterizzeranno i diversi vani.

Una volta ottenuta l’approvazione del progetto da parte del committente si procede con l’inizio dei lavori, che verranno seguiti in ogni aspetto dallo studio architettura fino ad ultimazione degli stessi.

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Arredamento etnico, uno stile che varia tra colori e originalità

Dovete ristrutturare la vostra abitazione? Volete completamente rivoluzionare gli arredi che avete da trent’anni in casa? Allora l’arredamento etnico può rappresentare davvero un’ottima soluzione, soprattutto per via del fatto che propone tanti materiali ed elementi che sono assolutamente originali e innovativi.

Per cambiare gli arredi, negli ultimi anni sono state lanciate numerose applicazioni che offrono tanti consigli e soluzioni davvero interessanti, soprattutto per riuscire a trovare la corretta combinazione tra spazi ed esigenze estetiche. L’uso delle app per navigare e svolgere tante attività ha rivoluzionato anche altri settori, come quello del gambling online. Ci sono tanti siti per giocare alle lotterie online a cui si può accedere ormai direttamente tramite il proprio device mobile, magari sfruttando un’apposita applicazione.

L’arredamento etnico e i principali materiali che vengono impiegati

L’arredamento etnico sembra essere sempre più apprezzato, anche in virtù del fatto che vengono proposti sul mercato dei complementi d’arredo che vengono creati con dei spettacolari materiali naturali. A partire da oggetti decisamente originali e più frivoli, fino ad arrivare ad una serie di elementi più tradizionali, che vengono usati spesso nella vita di tutti i giorni.

Il fascino dell’etnico è sempre vivo nel mondo dell’arredamento, soprattutto tra tutti coloro che amano l’estetica e il mondo del bello. Sempre più di frequente, i complementi d’arredo etnici portano novità, sia dal punto di vista della cultura che per quanto riguarda la sensibilità, all’interno della propria abitazione.

La personalizzazione dello spazio di casa, inserendo lampade, ma anche tappeti e tende che sono caratterizzati da uno stile tipicamente etnico, rende l’ambiente decisamente più affascinante e anche avvolgente. Poi, attualmente, i complementi d’arredo più diffusi vengono creati in legno, cristallo, vetro, ceramica, pietra e metallo.

Anche la biancheria della casa dallo stile etnico sta andando molto di moda, soprattutto per via del fatto che riescono a donare un ottimo impatto tra modernità e senso antico. Le lenzuola di lino, quindi, vengono riproposte con grande vigore, dal momento che riescono a conservare intatto il collegamento tra uno stile antico e la comodità di un materiale che si può usare in tutte le stagioni.

Un altro punto di forza dell’arredamento etnico è indubbiamente rappresentato dal colore. Sia i tendaggi che le stoffe che vengono impiegate per la copertura dei divani, così come per il rivestimento delle poltrone, sono caratterizzati da una serie di tinte tipicamente etniche, che diventano protagonisti nell’arredamento dello spazio casalingo.

Il tappeto nuovo protagonista dello stile etnico

Il tappeto, al giorno d’oggi, è indubbiamente uno dei grandi protagonisti e lo stile etnico lo mette ancora più in risalto. Rispetto a qualche decennio fa, infatti, non viene più ritenuto esclusivamente un semplice dettaglio all’interno di un’abitazione. Il tappeto, ormai, ha un suo ruolo ben preciso e ha acquistato sempre più importanza nell’arredamento casalingo.

Il tappeto moderno, infatti, riesce a trasmettere spesso e volentieri un vero e proprio messaggio di stile. Sul mercato se ne possono trovare di tutti i tipi, così come di ogni colore e forma stilizzata. Lo stile etnico, dal punto di vista della scelta dei materiali, propone nella maggior parte dei casi delle soluzioni di tappeti creati con fibre naturali e vegetali. Quindi, non troviamo solo ed esclusivamente il legno, la lana e la seta, ma pure il bambù, la iuta, vari pellami e il cuoio. Questi materiali riescono a incidere notevolmente anche dal punto di vista della bioarchitettura, dato che consentono di ridurre l’accumulo di umidità casalingo.

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Bagno piccolo: come arredarlo e farlo sembra più grande?

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Parola d’ordine: ottimizzare ogni centimetro quadrato del nostro bagno. Un’impresa impossibile? Niente affatto! Arredare un bagno piccolo è semplice e divertente, basta utilizzare qualche astuzia e seguire una manciata di consigli utili per rendere pratica, funzionale e, perché no, anche bella da vedere una delle stanze più vissute della nostra casa.

Sfruttare lo spazio

Il punto principale dal quale partire è la comprensione che ogni oggetto o mobile del bagno deve servire a qualcosa. Questo è il segreto per capire come arredare un piccolo bagno. Ad esempio, è buona norma inserire sotto al lavabo un mobile ampio e capiente oppure, dietro lo specchio, un armadietto di medie dimensioni, utile per riporre piccoli oggetti come forbicine o pinzette per le sopracciglia.

La regola per non sbagliare? Ogni oggetto deve rispondere a un solo requisito, l’organizzazione, il punto fondamentale per una sala da bagno perfetta, funzionale ma soprattutto bella!

8 astuzie per arredare un bagno piccolo

“Questione di feeling” recitava una vecchia canzone. Nel caso dell’arredo bagno è semplicemente una questione di furbizia per non ritrovarsi a lavare i denti con un piede nella vasca e uno nel water!
Otto piccole astuzie ci possono aiutare a gestire lo spazio e la nostra libertà di movimento anche nel più angusto dei bagni!

Giochiamo con i colori

Mettiamoci l’anima in pace, i muri non possiamo certo buttarli giù. Armiamoci allora di buon gusto e di una tavola di colori complementari facilmente reperibile sul web. Le tonalità chiare sono perfette per regalare un effetto trompe l’oeil. Dilatano lo spazio, regalano l’illusione di confini più ampi e gestibili.

L’idea vincente? Giocare l’intero arredo sull’abbinamento bianco e beige. Non solo il bagno sembrerà più grande ma l’insieme apparirà elegante, raffinato e tremendamente cool!

Vasca o doccia?

Un dilemma degno del miglior Amleto! Se abbiamo a disposizione un piccolo bagno, la scelta non può che ricadere sulla doccia, pratica, funzionale e soprattutto adatta agli spazi ristretti. Evitiamo le cabine e scegliamo una porta scorrevole oppure una tenda tra le tante proposte moda presenti in commercio.

L’idea più trendy del momento? La doccia italiana, abile interprete di qualsiasi spazio e perfetta per arredare con eleganza anche il bagno più piccolo. Per evitare, in virtù della sua struttura, schizzi di acqua ovunque, è sufficiente installare uno schermo scorrevole capace di isolare la doccia.

La colonna bagno

Come abbiamo già sottolineato, arredare il bagno piccolo vuol dire sfruttare ogni centimetro a nostra disposizione. Niente di meglio quindi che acquistare una colonna bagno, accessibile da entrambi i lati, e che non sia né troppo larga né troppo profonda.

La sua utilità? Ci permette di organizzare al meglio lo spazio e ci dona la possibilità di tenere in ordine e a portata di mano cosmetici e asciugamani. Non occorre acquistare modelli super costosi. Anche una semplice scaffalatura in legno aperta può diventare una pratica e comoda colonna!

Mobili angolari

Il mobile angolare è perfetto per arredare un bagno piccolo e sfruttare anche gli angoli più impensati. Inoltre, grazie alle linee fluide, regala movimento e armonia all’intera stanza. Funzionale, sì, ma anche l’occhio vuole la sua parte!

Porte scorrevoli

La porta scorrevole ci permette di guadagnare centimetri preziosi. In commercio ne possiamo trovare di ogni foggia e colore. L’importante è armonizzarla con il resto della casa e sceglierla abbastanza robusta e resistente.

I radiatori

Un’astuzia vincente è rappresentata dalla possibilità di scegliere radiatori che siano anche portasciugamani. In un colpo solo teniamo, a portata di viso e mani, le salviette e contemporaneamente riscaldiamo la stanza.

Il radiatore in questo caso può trasformarsi in un pregevole oggetto d’arredo. Gli ultimi modelli infatti sono addirittura a forma di libro per un bagno moderno e decisamente bello!

I mobili? Li appendiamo!

Liberare lo spazio sul pavimento è un altro punto fondamentale per capire come arredare un bagno piccolo. Una necessità non solo per consentire operazioni di pulizia più semplici e veloci, ma anche un’astuzia per regalare ai nostri occhi la sensazione di uno spazio più ampio. Per questo motivo i mobili verticali sono la soluzione vincente.

Il criterio è quanto mai applicabile al mobile da inserire sotto il lavabo: basta sfogliare una rivista di settore per comprendere immediatamente la sensazione di leggerezza (e praticità) offerta da questa soluzione.

Meno è meglio

Less is more dicono gli inglesi! Un principio che serve ad arredare anche in modo perfetto il più piccolo dei bagni. Partiamo da un presupposto: nella sala da bagno deve regnare l’ordine, soprattutto se gli spazi a disposizione sono limitati.
Togliamo il superfluo e lasciamo solo quello che è veramente essenziale. Curiamo i materiali, i piccoli dettagli, togliendo tutto ciò che può creare disordine e confusione.

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