Come scegliere i migliori letti in legno

Dormire bene è una delle priorità di ognuno perché è da questo che dipenderanno le sorti della giornata che inizierà. C’è poco da fare, dormire su un letto scomodo e poco confortevole avrà ripercussioni su molti altri aspetti della nostra vita.

Ciò significa che è indispensabile investire in prodotti di qualità e realizzati con materie prime naturali. Una delle opzioni più interessanti è quella dei letti in legno, da sempre sinonimo di comfort e durevolezza.

C’è da dire che il letto oltre a essere un elemento prezioso per il relax e il benessere della schiena, è anche un dettaglio centrale nella stanza sia per quanto riguarda i volumi che l’impatto visivo. Ed è per questo motivo che è necessario saper fare la scelta giusta per noi così come per il design.

Del resto non è un segreto che il legno esprima una bellezza senza tempo, perfetta con le sue venature, le sue imperfezioni, la sua antichità. Ogni legno si addice a una tipologia di ambiente. I legni chiari sono perfetti per una camera da letto giovane e minimal, quelli più scuri per un ambiente più ricercato.

Il consiglio è quello di acquistare letti in legno massello o massiccio di provenienza certificata, con l’utilizzo di vernici naturali a base di acqua e trattate con sostanze naturali in modo che non siano presenti elementi tossici.

Regole per la scelta

La prima regola da seguire è quella della qualità. Un letto in legno deve essere esteticamente bello, deve piacere, ma anche essere costruito con materiali di qualità. Per essere certi prima dell’acquisto delle sue caratteristiche è importante chiedere tutte le informazioni necessarie al venditore in modo da non incorrere in brutte sorprese una volta a casa.

Un altro parametro da non sottovalutare è la provenienza del legno, alcune aziende utilizzano legname proveniente da zone a rischio senza accertarsi della fonte e che il prezioso materiale non sia prelevato arrecando danno al nostro pianeta.

Il budget è l’altra regola preziosa da non sottovalutare. Inutile pensare di acquistare un modello di letto in legno se questo non rientra nel budget che abbiamo a disposizione. Il mercato ormai offre numerose proposte di qualità adatte a tutte le tasche, perché rischiare?

Pensare alle dimensioni della stanza prima della scelta. Un letto troppo grande o troppo piccolo non esalterà le effettive caratteristiche della zona notte. La dimensione però riguarda anche il numero di persone che lo utilizzeranno e la loro altezza. Per questo motivo spesso si ricorre a letti fatti su misura.

Perché un letto in legno

Il letto in legno è sempre la scelta migliore per la sua durata e la sua qualità, robusta e confortevole. Il suo materiale totalmente naturale permette a questa soluzione di adeguarsi a ogni tipo di necessità delle persone e dell’ambiente. Senza contare l’atmosfera calda, accogliente e familiare che si respira scegliendo il legno, da sempre materiale nobile.

Il limite è il colore? Niente affatto, la tinta è personalizzabile, quindi perfettamente adattabile a ciò di cui il nostro spazio ha bisogno sempre senza tradire la sua natura fatta di venature, nodi, fiammature e piccole imperfezioni tipiche del legno vero e di qualità.

Per tutti questi motivi un letto così pensato sarà in grado di regalare relax e un design perfetto.

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Bonus luce e gas 2019, come avere lo sconto? Ecco le novità

Anche quest’anno è stato confermato il bonus luce e gas, introdotto dal governo italiano già dal 2009. Si tratta di un sostegno per le famiglie in difficoltà economica che si sostanzia in uno sconto annuale sulle bollette della luce e del gas naturale.
Oltre alle informazioni che troverete di seguito, si consiglia di tenere d’occhio il sito www.taglialabolletta.it, in prima linea per ciò che riguarda il risparmio e le agevolazioni sotto tutti gli aspetti.

Il bonus e il reddito familiare

Il bonus è un sostegno al reddito concesso dallo Stato italiano che può essere richiesto solo se si possiedono alcuni requisiti, tra i quali il primo tra tutti è una situazione reddituale bassa attestata dal modello ISEE. Il reddito familiare in questo caso è il requisito essenziale per l’ottenimento del bonus, che può essere richiesto solo da coloro i quali abbiano:

  • un modello ISEE non superiore agli 8.107,5 € annui;
  • un modello ISEE non superiore ai 20.000,00 € annui quando si hanno tre figli a carico.

Il patrimonio mobiliare del richiedente non deve superare i 6.000,00 € e questo dato cresce di 2.000,00 € se si ha un secondo figlio e viene elevato ulteriormente dal terzo figlio in poi di 1.000,00 € per ogni figlio, fino al raggiungimento della soglia massima di 10.000,00 €.
Per ottenere la certificazione bisogna presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) 2019 completa del valore ISEE, che viene rilasciata dagli uffici dell’INPS in circa dieci giorni lavorativi.
La documentazione relativa al bonus sociale deve essere consegnata al CAF (Centro di Assistenza Fiscale) che provvederà poi ad inoltrarla al Comune di appartenenza. La valutazione dei requisiti avviene tramite il SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche) che provvederà ad avvertire il beneficiario circa l’accoglimento della richiesta.

Nella lettera di comunicazione è anche indicata la data di inizio dello sconto nonché l’indicazione dell’importo che spetta al singolo cliente. Nella stessa nota scritta dal SGAte ci sono inoltre i termini di scadenza del bonus e i tempi per potere procedere al rinnovo. Di norma la documentazione completa in ogni sua parte deve essere consegnata per una nuova richiesta entro due mesi dalla scadenza.
È opportuno tenere presente i tempi burocratici necessari per presentare la propria domanda in tempo, anche se la consegna della documentazione in ritardo non comporta una decadenza del beneficio, ma solo una posticipazione negli sconti che avranno luogo comunque per un periodo di dodici mesi.

Il bonus è rinnovabile ogni anno, quindi, anche se è stato ottenuto un anno, ciò non comporta l’esclusione dal bonus per gli anni successivi. Il legislatore, infatti, ha ritenuto fondamentale assicurare alle famiglie un aiuto non sporadico, ma un sostegno continuato per i nuclei che si trovano in uno stato di difficoltà. Il bonus è assicurato solo per le famiglie che abbiano un reddito basso e non per tutti ed è stata inoltre prevista una diversa condizione reddituale per le famiglie numerose.

Il bonus luce e gas per le famiglie con figli a carico

Il reddito è più alto per coloro i quali abbiano un nucleo familiare con almeno tre figli a carico. La legge stabilisce nel dettaglio quale sia il limite economico perché un figlio possa definirsi fiscalmente a carico dei genitori.
Il reddito annuo del figlio non deve superare i 2.840,51 € al lordo degli oneri deducibili e sono considerati a carico anche i figli che non convivono con i genitori, compresi coloro che vivono all’estero, purché non superino il reddito stabilito dalla legge.
Ai fini dell’accettazione del bonus non è rilevante l’età del figlio o il suo titolo di studio o che sia impegnato con un tirocinio gratuito. Il sostegno per le famiglie è quindi di vasta copertura.
La nuova legge di bilancio del 2019 ha però modificato alcuni parametri e dal prossimo anno la normativa prevede che:

  • fino ai 24 anni un figlio, per essere considerato a carico, deve avere un reddito che non superi i 4.000,00 €;
  • dai 25 anni in poi un figlio è a carico fiscale dei genitori solo se il suo reddito non supera i 2.840,51 €.

È bene tenere presente che si possono richiedere anche entrambi i bonus che pertanto sono cumulabili quando sussistono i requisiti di ammissibilità per entrambi. In questo caso bisogna presentare due domande distinte.

Gli altri requisiti per il bonus luce

Il bonus sia della luce che del gas può essere richiesto solo dalle famiglie in difficoltà attraverso la certificazione dell’apposito modello ISEE. Dall’agevolazione sono escluse le imprese, pertanto esso è limitato ai clienti domestici, con esclusione anche dei professionisti. Oltre a questo requisito ci sono altri elementi che sono indispensabili per l’ottenimento dell’aiuto governativo per il bonus luce:

  • per i nuclei familiari che non superano le quattro persone, il contatore installato nella propria residenza deve erogare fino a 3 kw;
  • per i nuclei familiari che superano le quattro persone residenti il contatore può erogare fino a 4 kw.

Un’attenzione particolare è riservata a coloro i quali hanno in casa una persona che vive in un particolare stato di disagio fisico, che richiede per la sopravvivenza l’uso di apparecchiature elettromedicali. In questo caso è necessario presentare una certificazione che viene rilasciata dalla ASL competente. La documentazione deve contenere non solo il tipo di malattia invalidante, ma anche la necessità di utilizzo del tipo di apparecchiatura e il domicilio presso il quale questa è installata nonché la data in cui è iniziato l’uso.

I requisiti indispensabili per il bonus gas naturale

La situazione reddituale che dà diritto al bonus gas è la stessa relativa a quella del bonus luce. Anche in questo caso possono richiederlo solo i nuclei familiari con esclusione di tutti i tipi di impresa, comprese quelle individuali. Il contatore non può avere una potenza termica superiore a G6. Tale potenza è segnalata dal contatore interno all’abitazione e quindi sarà molto facile rilevarla. Normalmente gli apparecchi ad uso domestico, anche quelli che sostengono una caldaia, hanno una potenza termica pari a G4 per cui il limite è piuttosto ampio.

Lo sconto è previsto solo per i clienti del gas naturale, per cui ne sono esclusi coloro i quali hanno un impianto GPL o una fornitura a gas in bombola. Se il gas naturale viene erogato attraverso un impianto condominiale si può ugualmente usufruire di questa agevolazione. In questo caso, se l’utente non ha un contratto diretto con la società del gas naturale, il bonus può essere inviato tramite un bonifico domiciliato di Poste Italiane, con il quale si può comunque ottenere il sostegno di cui si ha diritto.

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Design minimal: ecco tutto quello che c’è da sapere

Lo stile d’arredo minimal e il suo design tipicamente popolare stanno andando affermandosi nelle case degli italiani. Questo arredo è facile da imitare prendendo spunto dalle più comuni riviste: basta schiarire le pareti, optare per complementi d’arredo nitidi e l’impressione minimalista sarà tipica di casa nostra. Tuttavia, al fine di ricostruire un design organico e minimalista bisogna rispettare alcuni semplici ma fondamentali principi.

La tipica funzionalità nel minimalismo

Lo stile minimalista è un movimento che si è affermanto a partire dalla cultura popolare per poi passare al riconoscimento del design per la casa a partire dagli anni ’20. E nostante il tempo che passa, ancora oggi viene considerato uno degli stili più innovativi. Il minimalismo è stato etichettato come il pioniere del design lungimirante, e ad oggi non si fa corrompere dalla fantasia. La decorazione minimalista si fonda soprattutto sulle necessità: questo significa che ogni singolo oggetto deve essere funzionale.

Prendiamo come esempio di stanza un soggiorno ad ambiente aperto con la cucina: qui i mobili devono essere ampliamente limitati magari tenendo degli sgabelli da bar in prossimità dell’isola della cucina dove si può pranzare. I  lampadari devono essere delicati e gli unici accessori riconisciuti possono concentrarsi su uno, massimo due pezzi di ceramica purché servano a scopi pratici. In una stanza minimalista, anche i pezzi decorativi devono realizzare uno scopo.

Come decorare in chiave minimalista

Dopo aver individuato l’essenziale di cui ha bisogno una stanza, all’interno del nostro arredamento, bisogna considerare le forme di ogni pezzo. Esse dovrebbero essere quelle base: quadrati e rettangoli. In tal verso vanno bene le linee più comuni usate nel design: orizzontale, verticale, diagonale, a zig-zag e curvo.

Facciamo in questo contesto un piccolo preambolo: gli appartenenti al movimento De Stijl, iniziato nel 1917 e considerato il predecessore del minimalismo, amavano queste forme di semplificazione e le usavano per raggiungere l’essenza principale dell’arte. Nello stile minimal non è importante essere così severi nella scelta delle forme, ma basterà rispettare le linee e le forme delle basi per unificare il tutto. Rendere tutto omogeneo è necessario per dare quel tocco essenziale alla stanza nel suo insieme. Se mancano i dettagli astratti l’occhio si stimolerà alla fantasia.

La camera da lettoad esempio dovrebbe vedere piazze e rettangoli dominare all’interno della stanza. La struttura del letto dovrebbe essere costituita da due lastre quadrate parallele. Potremmo inserire, volendo, come complementi una panca, purché le pareti siano tutte di forma rettangolare. In contrasto con ciò si potrebbero azzardare delle forme più avventurose per i piedi del comodino magari di forma curva o addirittura a zig-zag.

La camera da letto decorata in stile minimalista significa avere maggiore libertà di incorporare decori sperimentali, come ad esempio una trama tessuta stranamente che può accentuare invece di dominare l’atmosfera nella stanza.

Pareti e mobili: un connubio perfetto

Minimal vuol dire avere una stanza armoniosa, non una frastagliata. Motivo per cui si dovrebbero bilanciare pareti giocose e sfondi con caratteri jolly, grazie alla scelta di mobili che fanno un tutt’uno con lo sfondo. Le forme del soffitto, quindi in alto, si adattano a linee snelle che scompaiono nelle pareti.

Inoltre, sebbene semplice, una casa minimalista non dovrebbe mai trasmettere freddezza, né dovrebbe essere poco accogliente. Motivo per cui si scelgono calcestruzzo e legno come  due tra le opzioni di pavimentazione più popolari per il design minimal.

L’architetto minimalista Mies van der Rohe ha messo in risalto i materiali da costruzione considerati moderni nella prima metà del XX secolo, come ad esempio acciaio industriale e vetro, per la loro natura semplice.

Il colore nello stile minimalista

Tinteggiare uno spazio minimalista con sfumature modeste come il bianco, il beige e il grigio è il must di questo stile, ma volendo ci si può anche avventurare oltre la monotonia monocromatica.

I colori primari come il giallo e il blu vanno bene solo se si allontanano dalle loro sfumature più pure. Essi infatti sono in grado di rendere la casa più contemporanea del minimalista se richiamano nuance troppo accese che poi si discostano dal design del minimalismo.

La cucina, come titolo esemplificativo è un luogo particolarmente bello per seprimentare colori più brillanti. Negli spazi minimalisti, il tavolo da pranzo e la cucina vanno nella stessa zona, quindi non si dovrebbe optare per un’area troppo sterile in cui ci si riunisce per parlare e mangiare. La cucina può ad esempio richiamare sfumature di giallo in un modo che sia in grado di adattarsi allo schema minimalista. Lo stesso colore va richiamato all’interno di armadi e scaffali presenti tra i complementi d’arredo.

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Arredamento scandinavo: tutti i segreti per un design ad hoc

Lo stile scandinavo ha avuto un boom negli ultimi anni, in quanto è stato in grado di influenzare tutto il modo di concepire le regole di designe e arredo. La sua popolarità arriva più o meno tra gli anni ’40 e ’50, e di lì a poco ha inziato ad imporsi quasi prepotentemente nelle nostre case, soprattutto per quel che concerne l’illuminazione e l’aspetto degli accessori per la casa.

L’equilibrio delle forme

Un primo approccio compiuto dal tipico design scandinavo inerisce al perfetto equilibrio tra forma e funzionalità. La sinuosità delle linee del design Scandic pone molto l’accento su complementi d’arredo che non solo devono essere belli ma devono avere anche una forma impeccabile e soprattutto devono essere tali da poter essere scelti da tutti.

Non solo i colori ma anche le trame degli arredi e per giunta lle luci, ogni cosa ha la sua importanza all’interno dello stile scandinavo.

I colori degli stili scandinavi

Gli interni scandinavi sono molto famosi in quanto hanno la caratteristica di essere poco adornati e molto semplici e questo si ripercuote anche nelle nuances di colori che vengono tipicamente utilizzate. Le tonalità tipicamente Scandic sono quasi sempre di origine monocromatica con grigi morbidi incorporati per ricreare un’atmosfera dall’eleganza minimal. La natura nordica richiama pure tutti i colori del paesaggio tipico, come quello degli abeti verdi profondi, o come i toni del legno e le pelli marrone chiaro: ci vuole pur sempre un tocco di calore in così tanto monocolore.

Negli interni più moderni dello stile nordico, stanno cominciando a imporsi delle tonalità pastello morbide per dare un tocco di colore e giocosità. Il rosa pallido, il delicato uovo blu anatra e i lavaggi di verde menta sono nuance ideali per dipingere le pareti e per la scelta di particolari come lenzuola, cuscini e tappeti.

La scelta degli interni in uno stile “freddo”

Il design interno di questo peculiare stile mette in risalto il connubio ideale tra le finiture molto eleganti e ingegnerizzate e i classici materiali naturali che sono tipici della tradizione. Questo insieme di particolari molto moderni misti a quelli che sono stati utilizzati nel design per centinaia di anni, come legno, pelle e lana, fanno sì che venga posto in essere un interno equilibrato, elegante, ma al tempo stesso caldo e invitante.

Si possono incorporare pure altri materiali contemporanei come le finiture in cemento e metallo. Il rame e l’ottone restano molto importanti nel design nordico e funzionano anche abbastanza bene, in quanto ideali per l’illuminazione a sospensione e per quella da tavolo.

L’importanza delle luci

L’illuminazione è in queste situazioni il punto focale degli interni scandinavi, perché la tecnologia si mischia al design e talvolta riesce a dare anche un nuovo tocco estetico di Scandic. Lampade a sospensione, plafoniere e lampade da tavolo con trame eccitanti in contrasto con il resto dello spazio sonoil tocco di eleganza che contraddistingue questo stile.

Ad esempio il noto pendente Artichoke di Poul Henningsen è un perfetto emblema per la tradizione di Scandic, ed è stato ideato per migliorare la funzionalità ottimizzando la diffusione della luce senza essere troppo abbagliante.

L’illuminazione deve essere sempre molto calda e invitante onde evitare un poco equilibrio di luce: in tal verso aggiungere un accessorio in rame rappresenta la scelta perfetta. Anche la luce naturale è un elemento importante negli interni scandinavi, quindi mai evitare che ci sia mancanza di raggi solari nelle stanze di casa nostra

Fantasie trame da interior design

Quello che occorre precisare poi è che i mobili scandinavi donano la medesima carica di enfasi sia nella forma che nella funzionalità e molti modelli classici richiamano un pò la tradizione centenaria. Si mettono comunque in risalto le linee pulite, ma allo stesso tempo forti con delle forme architettoniche che vengono enfaticamente combinate ai materiali e alle trame utilizzate.

Infine giova evidenziare che l’abbellimento non è strettamente necessario e quasi manca all’interno del classico design di Scandic. Questo perché la parola d’ordine è sempre minimal, con una particolare attenzione ai tocchi finali. Questi ultimi vengono pirtati in casa attraverso l’uso di ceramiche tattili, cuscini materici e lanci di maglia grossa. Inoltre non dovrebbe mai mancare un esplicito riferimento alla  vita vegetale e alla natura che partecipano attivamente a definire il look. Molta deve essere la cura riposta nei complementi e negli accessori dello stile Scandic che spesso viene completato da peculiari tavoli, cloches in vetro e ripiani impilati, ideal per mettere in risalto sia accessori che accenti accuratamente selezionati.

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Come arredare la stanzetta per un neonato

Quando una donna aspetta un bambino, la vita cambia radicalmente. Una volta che il pancino comincia a crescere, i neo mamma e papà iniziano a chiedersi come dovranno riorganizzare il tempo  e gli spazi. Proprio la questione spazio e cameretta diventa un tasto tenero e sensibile a cui prestare attenzione. Mobili, colori delle pareti, giochi, peluche, culle. Insomma c’è tanto a cui dare importanza, in arrivo del piccolo pargoletto

La questione di colori e mobili

Il discorso colori e nuance ci dovrebbe spingere alla scelta di tonalità neutre, sia per le pareti sia per i mobili: questo vuol ire che andranno bene il beige e il giallo al fine di rimanere seri ma al tempo stesso trasmettere allegria trattandosi di stanza per un piccolo. Questa scelta si giustifica su due fronti: in primis perché la camera potrà valere anche per un prossimo figlio, magari di sesso diverso, e poi perché sarà il bimbo una volta cresciuto a decorare la sua stanza come più gli aggrada.

La questione mobile, culla, lettino e quant’altro. La prima cosa da scegliere è un lettino con riduzione per neonati. In tal modo quando crescerà avrà direttamente un letto a una piazza.

Per quel che concerne la questione fasciatoio il consiglio è sempre quello di tenerlo non in stanza ma in bagno, in quanto sin da bambini i piccolini devono avere una massima percezione degli spazi organizzati. Nel bagno ci si lava, la camera invece serve per giocare o per dormire. Se il bagno non fosse abbastanza grande, c’è una soluzione salva spazio, ovvero il fasciatoio con le rotelle, o anche quelli a muro.

Attenzione agli spazi

Per una maggiore efficienza e prestazione della cameretta si possono seguire semplici e pratiche regole. Secondo gli esperti, si potrebbe addibire la zona gioco anche a zona studia per quando il piccolo crescerà e andrà a scuola. O ancora accanto alla zona ci sarebbe bisogno di una finestra per far filtrare la luce naturale.

Nella zona opposta della cameretta va messo l’armadio, magari sullo stesso lato della porta. La culla, e un domani il lettino, invece, va messa al centro della camera con la testiera attaccata alla parete, così da suddividere idealmente lo spazio tra lato giorno e lato notte. Se la stanza è piccola, però, mettere invece il letto in lungo per recuperare spazio.

Nella cameretta dei piccolini c’è necessarietà di evitare la moquette o i tappeti sul pavimento. Gli interior designer sono convinti che essi siano poco igienici anche perché raccolgono la polvere e fanno male perché viene respirata dai bambini. L’opzione migliore sarebbe il parquet, perché è conduttore di temperatura calda. In linea di massima comunque bisogna tenere conto del fatto che in quella stanza i neonati cresceranno e quindi ci vuole un pavimento che non si rovini.

Per quanto concerne le luci, si dovrebbe optare per quella dimmerabile, cioè regolabile di intensità. Quando si deve andare a dormire quindi arriva il momento di abbassarla in tutta la stanza, ma senza avere zone di buio alternate a quelle di luce. Per fare la cameretta più confortevole si può accendere un’abat-jour, magari decorata a tema, sopra il settimino.

Ristrutturazione  e mobili low cost

La stanza dei più piccoli si deve adattare alla loro età, ma va tenuto conto che i bambini crescono in fretta e non possiamo scegliere un arredamento costoso che con l’età che avanza sarà diventato inopportuni. Motivo per cui quei pochi complementi ideali per gli spazi dei pargoletti potranno essere scelti nella categoria del low cost, ovvero tra i mobili economici che non subiranno un’ingiustizia nell’essere sostituiti. Il solo elemento che richiede una spesa maggior ein ogni caso è l’armadio, quindi magari sceglierlo in un colore neutro, magari bianco. Quello lo si potrà tenere anche quando i piccoli cresceranno

Un discorso similare può essere fatto anche in caso di ristrutturazione di un appartamento, ifacendo tuttavia attenzione a qualche passaggio ulteriore. In quel caso sarebbe bene tenere in considerazione di un ulteriore elemento ovvero quello dell’accesso alla stanza stessa: il consiglio è quello di tenere la porta ad una distanza di circa 70 centimetri da uno dei muri laterali e di tenere l’armadio immediatamente vicino, così che la porta lo faccia rimpicciolire, creando una zona armadio appositamente dedicata.

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Letto a Baldacchino: eleganza intramontabile

Uno dei modelli di letto evergreen che non tramonta mai è quello a baldacchino. La sua storia è ricca di tradizioni, senza contare le origini che sono davvero antiche. Stante a qualche elemento più particolare ricavanti dai ritrovamenti storici, c’è chi fa risalire la nascita del baldacchino al Medioevo, quando con questo termine si voleva indicare l’insieme dei drappi di seta importati da Baghdad.

Per quanto concerne la parte linguistica, il termine ha origini dal latino “baldekinus” che rievoca per assonanza la parola “Baldacco“, nome tedesco della città di Baghdad, antica Babilonia. Ivi nell’anni Mille, avveniva lo scambio commerciale di stoffe di elevato pregio e valore. In Occidente erano tessuti sconosciuti fino a quando non li importarono le repubbliche marinare, che accrebbero i tesori delle cattedrali con i nomi di “Baldekino” o di “Baudaquen“.

Un pò di storia

Il baldacchino nel 1200 ha cominciato a indicare un drappo, dalla forma quadrata o rettangolare, tenuto in piedi da un telaio che svolgeva il compito di dare onore a oggetti sacri, difendere i grandi personaggi come sovrani, imperatori, Cardinali, Vescovi, o anche dare un riparo ai letti dei nobili più esigenti.

In vero i primi esempi di baldacchino come li intendiamo noi oggi, (ovvero una struttura di copertura portante abbinata ad un tamponamento), di tipo architettonico, tardarono molto ad arriva. Per capire le origini di questo elemento si deve tornare indietro nel tempo nella storia. Qualcuno affibia la creazione del baldacchini ai popoli nomadi, altri li riconducono agli ombrelli degli Assiri, o anche alle strutture con quattro colonne elaborate dagli Egiziani. E poi ancora ci sono le nicchie a conchiglie greche e le edicole con timpani romane.

Eccezion fatta per alcuni rari episodi riconducibi al Rinascimento, durante il quale i baldacchini da letto erano chiamati “sparvieri”,( senza contare qualche piccola rappresentazione presente in affreschi realizzati tra il Trecento e il Quattrocento) ancora non era questo il tempo del baldacchino, e ci vuole ancora qualche secolo prima che un modello simile di letto cominci ade essere una moda. La nascita del letto a baldacchino vero e proprio, quindi, si riporta invece a un’epoca succesiva, con molta probailità a cavallo tra il 1500 e il 1600.

Infatti, durante il sedicesimo secolo, contrariamente ai modelli sino ad ora conosciuti, ci si comincia ad affacciare ad un’eccessiva altezza equilibrata da una dimensione più ristretta. Esso aveva delle proporzioni che si avvicinavano di più a quelle dei letti come li conosciamo oggi.

In alcuni casi, cambiavano le dimensioni a seconda delle richieste dei proprietari di casa. Essi si caratterizzano da una testata ricca di cuscini, in maniera tale da rendere più agevole la digestione dei ricchi banchetti signorili durante il riposo in posizione supina.

Il letto a baldacchino oggi

Oggi comunque il letto a baldacchino ha una considerazione somma e opulenta nel mondo del design. Intramontabile il suo aspetto rtegale, si addice bene ad ogni tipologia di arredamento. Tra l’altro richiama molto il concetto di romanticismo e creatività: sin dai suoi albori, ancora non proprio definti, ha sempre avuto ampi consensi e molti apprezzamenti fino a quando la sua diffusione nel 1800 lo rese custode indiscusso di uomini potenti e ricchissimi.

Ci fu un periodo addirittura dove fu dimenticato, ma grazie alla rivisitazione moderna, esso fu rivalutato e divenne di nuovo emblema di charme, grazie alla sua versatilitò e alla sua inconfondibile struttura. La funzione primaria non è più quella di difendere quanto piuttosto di decorare e dare un valore aggiunto al nostro arredo.

Motivo per cui la stoffa orizzontale, che decorava prima le quattro staffe, viene del tutto abolita così da dare quella sansazione di aria e leggerezza che prima mancava. Il baldacchino è un mix di regalità, esotismo, e si addice bene a qualun que tipo di arredo rispondendo alle regole estetiche richieste dal design di oggi.

Oggi i drappeggi sono più opulenti,  presentano dei particolari ricami e delle decorazioni color oro, che fanno rigorosamente pendant con cuscino e copriletto colorati, in modo tale che ci sia un vivo richiamo all’etnico e all’oriente, quando lo si uvole inquadrae in uno stile più moderno. Al contempo una semplice struttura in ferro battuto, fatta di stoffe tinta unita, magari in lino o di altri tessuti naturali, è ideale se lo stile della nostra camera da letto è country o anchee shabby chic. Infine va bene anche nelle rivisitazioni minimal, con baldacchini schematici e geometrici di gusto contemporaneo, in legno wengè dall’effetto cerato.

 

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