Tipografia digitale: la nuova frontiera sostenibile

L’epoca digitale

Digitalizzazione e sostenibilità; due tematiche che viaggiano su binari paralleli e cambiano il nostro modo di vivere, produrre, e comunicare; il digitale fa sempre più parte delle nostre giornate, esso ci supporta in casa, al lavoro, a scuola, in vacanza; a questa metodologia affidiamo ogni necessità.Un supporto ormai irrinunciabile perché la digitalizzazione offre opportunità infinite che incidono sull’economia globale e sui mercati di ogni tipo. Viviamo sempre connessi e questo incide sui diversi metodi ai quali ci appelliamo; ad esempio nel comparto della tipografia, il supporto digitale conferma un futuro totalmente tecnologico, un tempo nessuno era in grado di stampare da sè qualunque tipo di documento, testo, libro e quant’altro, si doveva andare in tipografia, oggi invece ci si affida alla diffusione del web, a store e siti dedicati a queste necessità, ma non è una scelta di tutti. Il mercato della stampa digitale è in forte espansione grazie alla velocità dei metodi e degli strumenti e alla possibile personalizzazione. Ma i vecchi metodi come già detto sono ancora quelli più gettonati. Oggi molte aziende producono componenti di vario tipo con materiali di ultima generazione ma sempre con un occhio attento alla qualità e alla sostenibilità del prodotto finito; tra le tante realtà produttive ad esempio italianrubberroller è un punto di riferimento per chi ha necessità di acquistare prodotti in gomma altamente qualificati e per diversi utilizzi.

Ma i vecchi sistemi sono sempre i migliori?

Nonostante la tecnologia sembra inghiottire tutto, molte delle tecniche che conosciamo e che sono ancora valide sono proprio quelle preferenziali; forse migliorate da un apporto tecnologico moderato, è vero; ma sempre fedeli alle lavorazioni classiche;  la nuova frontiera sostenibile anche nel comparto tipografico invoglia ad un approccio consapevole verso l’ambiente e la natura. Anche nell’ambito della tipografia, la velocità di esecuzione rappresenta un’innovazione per gli utenti, che possono chiedere lavori di qualità a prezzi super economici ma non prodotti di scarsa qualità, ma stampe in alta definizione, realizzazioni grafiche su richiesta anche su grande formato, cancelleria per uffici, biglietti da visita, calendari, brochure e, molto altro ancora.

L’innovazione attraverso la tradizione

In pratica, tutto quello che serve per promuovere un’azienda; o per pubblicizzare un’attività autonoma. La tipografia “vecchio stampo” resta comunque un punto di riferimento; in effetti sono ancora molte le persone che prediligono i normali servizi di stampe e copisteria; ovvero la tipografia classica. Per questo motivo sono ancora tantissime le realtà legate ai tradizionali metodi di stampa; con la differenza che oggi è tutto più accessibile e veloce e anche meno costoso. L’innovazione attraverso la tradizione, getta le basi per usufruire del meglio che ci viene dal passato, ma con l’aggiunta di una solida realtà moderna, che comprende anche la produzione degli strumenti più idonei e di alto profilo utili a disparati comparti.

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L’evoluzione deldesign delle scarpette da calcio

In principio fu il calcio, lo sport più bello del mondo e qui disponibile con le migliori quote.  Poi ogni evoluzione a esso connessa e non da meno l’evoluzione dei kit sportivi e l’importanza delle scarpe da calcio. Le scarpe da calcio si sono evolute negli ultimi 100 anni in maniera significativa e seguire la loro evoluzione vuol dire seguire l’evoluzione della tecnologia e del design applicata nel campo delle calzature. La storia inizia realmente nel 1500 ai tempi del calcio inglese e di Enrico VIII. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti sino agli anni cruciali del secolo scorso quando la grande svolta del 1949 arrivò ai piedi dei giocatori di calcio. Tutto cambia con il brevetto dei tacchetti di gomma di Adolf Dassler che nel 1954 rivoluzionò il mondo delle scarpe sportive. La storia è quella di Adidas e del suo fondatore dove “Adi” sta proprio ad indicare il soprannome dell’inventore e di una impresa di calzature che non ha bisogno di tante presentazioni.

I mondiali del 1954 passaggio storico

Le scarpe di “Adi” debuttarono proprio nel mondiale del 1954 e da qui parte la rivoluzione settoriale. In casa nostra bisogna aspettare il 1977 quando diadora brevetta le prime scarpe da calcio colorate e nel 1990 Nike debutta nel settore offrendo un contributo più che significativo per la storia delle calzature sportive da calcio, sia a livello estetico che a livello puramente tecnico e funzionale. Oggi si ha il meglio da tutto questo, con scarpe che consentono aderenza, controllo del pallone, leggerezza e agilità. Oltre au fattore estetico capace di accontentare ogni gusto. Ma è al 1954 e all’Adidas di Adolf Dessler che dobbiamo tutto questo. Un evento storico ricorda proprio l’avvenuta rivoluzione “sul campo”: il miracolo di Berna. In quella partita i tedeschi vinsero grazie a quelle scarpe di calcio superiori a quelle degli avversari che permettevano un ottimo controllo del pallone, ribaltando un’iniziale 0 a 2 al finale di 3 a 2.

 

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L’evoluzione e la storia dei completi di calcio

Tante le evoluzioni dei completi di calcio nel corso del tempo. All’inizio, nei primi anni del novecento, ‘abbigliamento da calcio non era considerato parte essenziale per il match, e ne risultava minimal e quasi “rozzo”. Il passare del tempo e l’innovazione tecnologica hanno però fatto si che tessuti utilizzati e resa ne formassero ottimi prodotti. L’equipaggiamento calcistico oggi è un fattore saldo di riconoscibilità di una squadra e l’innovazione ha contribuito a migliorarne le prestazioni  con magliette sempre più leggere e scarpini performanti. Le variazioni, rispetto agli albori del football, sono state così grandi da far quasi pensare che il calcio dei primi anni del Novecento fosse uno sport diverso rispetto a quello attuale. Ecco alcuni dei principali cambiamenti nei materiali e nei tessuti del kit calcistico che si sono verificati durante l’ultimo secolo.

La tecnica e lo stile

Inizialmente non esistevano nemmeno le magliette da calcio, e i componenti di una squadra erano riconoscibili da una fascia dello stesso colore che indossavano ad un braccio. La prima squadra professionistica ad usare le magliette da calcio fu il Blackburn Rovers, che utilizzò indumenti con i colori bianco azzurri. Ma i completi risultavano ancora pesanti, di lana, ingombranti, scomodi.  Per vedere i numeri sulle maglie, invece bisogna aspettare il 1933 e a finale di coppa d’Inghilterra tra Everton e Manchester City, rivali anche quest’anno in Premier, campionato disponibile al sito https://www.sitesbookmakers.com/ . E per i numeri dall’1 all’11 si dovrà aspettare addirittura il 1946. Negli anni Cinquanta in Sud America furono introdotte le divise con i tessuti sintetici. In Europa nel frattempo debuttavano i primi scarpini con i tacchetti, introdotti dalla tedesca Adidas durante gli anni Cinquanta.

Gi anni d’oro per l’evoluzione

Oltre all’ingresso in massa degli sponsor, i completino iniziavano ad essere studiati per riprodurre ombre, effetti vari e chiaro scuro. I colori divennero più sgargianti dando vita a completino appariscenti, tutto come negli anni 80, ma dal 90 ad oggi l’equipaggiamento calcistico è molto diverso rispetto agli inizi, tanto in leggerezza quanto in qualità dei materiali. Le divise calcistiche moderne sono leggerissime, traspiranti e in grado di allontanare il sudore dal corpo. Il poliestere e le microfibre sintetiche, come il Treetech, hanno sostituito lana e cotone, rendendo i completi confortevoli alla pelle del calciatore. In sostanza, solo il colore dello stemma è rimasto uno degli elementi legati al disegno originale del club.

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