Arredamento scandinavo: tutti i segreti per un design ad hoc

Lo stile scandinavo ha avuto un boom negli ultimi anni, in quanto è stato in grado di influenzare tutto il modo di concepire le regole di designe e arredo. La sua popolarità arriva più o meno tra gli anni ’40 e ’50, e di lì a poco ha inziato ad imporsi quasi prepotentemente nelle nostre case, soprattutto per quel che concerne l’illuminazione e l’aspetto degli accessori per la casa.

L’equilibrio delle forme

Un primo approccio compiuto dal tipico design scandinavo inerisce al perfetto equilibrio tra forma e funzionalità. La sinuosità delle linee del design Scandic pone molto l’accento su complementi d’arredo che non solo devono essere belli ma devono avere anche una forma impeccabile e soprattutto devono essere tali da poter essere scelti da tutti.

Non solo i colori ma anche le trame degli arredi e per giunta lle luci, ogni cosa ha la sua importanza all’interno dello stile scandinavo.

I colori degli stili scandinavi

Gli interni scandinavi sono molto famosi in quanto hanno la caratteristica di essere poco adornati e molto semplici e questo si ripercuote anche nelle nuances di colori che vengono tipicamente utilizzate. Le tonalità tipicamente Scandic sono quasi sempre di origine monocromatica con grigi morbidi incorporati per ricreare un’atmosfera dall’eleganza minimal. La natura nordica richiama pure tutti i colori del paesaggio tipico, come quello degli abeti verdi profondi, o come i toni del legno e le pelli marrone chiaro: ci vuole pur sempre un tocco di calore in così tanto monocolore.

Negli interni più moderni dello stile nordico, stanno cominciando a imporsi delle tonalità pastello morbide per dare un tocco di colore e giocosità. Il rosa pallido, il delicato uovo blu anatra e i lavaggi di verde menta sono nuance ideali per dipingere le pareti e per la scelta di particolari come lenzuola, cuscini e tappeti.

La scelta degli interni in uno stile “freddo”

Il design interno di questo peculiare stile mette in risalto il connubio ideale tra le finiture molto eleganti e ingegnerizzate e i classici materiali naturali che sono tipici della tradizione. Questo insieme di particolari molto moderni misti a quelli che sono stati utilizzati nel design per centinaia di anni, come legno, pelle e lana, fanno sì che venga posto in essere un interno equilibrato, elegante, ma al tempo stesso caldo e invitante.

Si possono incorporare pure altri materiali contemporanei come le finiture in cemento e metallo. Il rame e l’ottone restano molto importanti nel design nordico e funzionano anche abbastanza bene, in quanto ideali per l’illuminazione a sospensione e per quella da tavolo.

L’importanza delle luci

L’illuminazione è in queste situazioni il punto focale degli interni scandinavi, perché la tecnologia si mischia al design e talvolta riesce a dare anche un nuovo tocco estetico di Scandic. Lampade a sospensione, plafoniere e lampade da tavolo con trame eccitanti in contrasto con il resto dello spazio sonoil tocco di eleganza che contraddistingue questo stile.

Ad esempio il noto pendente Artichoke di Poul Henningsen è un perfetto emblema per la tradizione di Scandic, ed è stato ideato per migliorare la funzionalità ottimizzando la diffusione della luce senza essere troppo abbagliante.

L’illuminazione deve essere sempre molto calda e invitante onde evitare un poco equilibrio di luce: in tal verso aggiungere un accessorio in rame rappresenta la scelta perfetta. Anche la luce naturale è un elemento importante negli interni scandinavi, quindi mai evitare che ci sia mancanza di raggi solari nelle stanze di casa nostra

Fantasie trame da interior design

Quello che occorre precisare poi è che i mobili scandinavi donano la medesima carica di enfasi sia nella forma che nella funzionalità e molti modelli classici richiamano un pò la tradizione centenaria. Si mettono comunque in risalto le linee pulite, ma allo stesso tempo forti con delle forme architettoniche che vengono enfaticamente combinate ai materiali e alle trame utilizzate.

Infine giova evidenziare che l’abbellimento non è strettamente necessario e quasi manca all’interno del classico design di Scandic. Questo perché la parola d’ordine è sempre minimal, con una particolare attenzione ai tocchi finali. Questi ultimi vengono pirtati in casa attraverso l’uso di ceramiche tattili, cuscini materici e lanci di maglia grossa. Inoltre non dovrebbe mai mancare un esplicito riferimento alla  vita vegetale e alla natura che partecipano attivamente a definire il look. Molta deve essere la cura riposta nei complementi e negli accessori dello stile Scandic che spesso viene completato da peculiari tavoli, cloches in vetro e ripiani impilati, ideal per mettere in risalto sia accessori che accenti accuratamente selezionati.

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Come arredare la stanzetta per un neonato

Quando una donna aspetta un bambino, la vita cambia radicalmente. Una volta che il pancino comincia a crescere, i neo mamma e papà iniziano a chiedersi come dovranno riorganizzare il tempo  e gli spazi. Proprio la questione spazio e cameretta diventa un tasto tenero e sensibile a cui prestare attenzione. Mobili, colori delle pareti, giochi, peluche, culle. Insomma c’è tanto a cui dare importanza, in arrivo del piccolo pargoletto

La questione di colori e mobili

Il discorso colori e nuance ci dovrebbe spingere alla scelta di tonalità neutre, sia per le pareti sia per i mobili: questo vuol ire che andranno bene il beige e il giallo al fine di rimanere seri ma al tempo stesso trasmettere allegria trattandosi di stanza per un piccolo. Questa scelta si giustifica su due fronti: in primis perché la camera potrà valere anche per un prossimo figlio, magari di sesso diverso, e poi perché sarà il bimbo una volta cresciuto a decorare la sua stanza come più gli aggrada.

La questione mobile, culla, lettino e quant’altro. La prima cosa da scegliere è un lettino con riduzione per neonati. In tal modo quando crescerà avrà direttamente un letto a una piazza.

Per quel che concerne la questione fasciatoio il consiglio è sempre quello di tenerlo non in stanza ma in bagno, in quanto sin da bambini i piccolini devono avere una massima percezione degli spazi organizzati. Nel bagno ci si lava, la camera invece serve per giocare o per dormire. Se il bagno non fosse abbastanza grande, c’è una soluzione salva spazio, ovvero il fasciatoio con le rotelle, o anche quelli a muro.

Attenzione agli spazi

Per una maggiore efficienza e prestazione della cameretta si possono seguire semplici e pratiche regole. Secondo gli esperti, si potrebbe addibire la zona gioco anche a zona studia per quando il piccolo crescerà e andrà a scuola. O ancora accanto alla zona ci sarebbe bisogno di una finestra per far filtrare la luce naturale.

Nella zona opposta della cameretta va messo l’armadio, magari sullo stesso lato della porta. La culla, e un domani il lettino, invece, va messa al centro della camera con la testiera attaccata alla parete, così da suddividere idealmente lo spazio tra lato giorno e lato notte. Se la stanza è piccola, però, mettere invece il letto in lungo per recuperare spazio.

Nella cameretta dei piccolini c’è necessarietà di evitare la moquette o i tappeti sul pavimento. Gli interior designer sono convinti che essi siano poco igienici anche perché raccolgono la polvere e fanno male perché viene respirata dai bambini. L’opzione migliore sarebbe il parquet, perché è conduttore di temperatura calda. In linea di massima comunque bisogna tenere conto del fatto che in quella stanza i neonati cresceranno e quindi ci vuole un pavimento che non si rovini.

Per quanto concerne le luci, si dovrebbe optare per quella dimmerabile, cioè regolabile di intensità. Quando si deve andare a dormire quindi arriva il momento di abbassarla in tutta la stanza, ma senza avere zone di buio alternate a quelle di luce. Per fare la cameretta più confortevole si può accendere un’abat-jour, magari decorata a tema, sopra il settimino.

Ristrutturazione  e mobili low cost

La stanza dei più piccoli si deve adattare alla loro età, ma va tenuto conto che i bambini crescono in fretta e non possiamo scegliere un arredamento costoso che con l’età che avanza sarà diventato inopportuni. Motivo per cui quei pochi complementi ideali per gli spazi dei pargoletti potranno essere scelti nella categoria del low cost, ovvero tra i mobili economici che non subiranno un’ingiustizia nell’essere sostituiti. Il solo elemento che richiede una spesa maggior ein ogni caso è l’armadio, quindi magari sceglierlo in un colore neutro, magari bianco. Quello lo si potrà tenere anche quando i piccoli cresceranno

Un discorso similare può essere fatto anche in caso di ristrutturazione di un appartamento, ifacendo tuttavia attenzione a qualche passaggio ulteriore. In quel caso sarebbe bene tenere in considerazione di un ulteriore elemento ovvero quello dell’accesso alla stanza stessa: il consiglio è quello di tenere la porta ad una distanza di circa 70 centimetri da uno dei muri laterali e di tenere l’armadio immediatamente vicino, così che la porta lo faccia rimpicciolire, creando una zona armadio appositamente dedicata.

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Letto a Baldacchino: eleganza intramontabile

Uno dei modelli di letto evergreen che non tramonta mai è quello a baldacchino. La sua storia è ricca di tradizioni, senza contare le origini che sono davvero antiche. Stante a qualche elemento più particolare ricavanti dai ritrovamenti storici, c’è chi fa risalire la nascita del baldacchino al Medioevo, quando con questo termine si voleva indicare l’insieme dei drappi di seta importati da Baghdad.

Per quanto concerne la parte linguistica, il termine ha origini dal latino “baldekinus” che rievoca per assonanza la parola “Baldacco“, nome tedesco della città di Baghdad, antica Babilonia. Ivi nell’anni Mille, avveniva lo scambio commerciale di stoffe di elevato pregio e valore. In Occidente erano tessuti sconosciuti fino a quando non li importarono le repubbliche marinare, che accrebbero i tesori delle cattedrali con i nomi di “Baldekino” o di “Baudaquen“.

Un pò di storia

Il baldacchino nel 1200 ha cominciato a indicare un drappo, dalla forma quadrata o rettangolare, tenuto in piedi da un telaio che svolgeva il compito di dare onore a oggetti sacri, difendere i grandi personaggi come sovrani, imperatori, Cardinali, Vescovi, o anche dare un riparo ai letti dei nobili più esigenti.

In vero i primi esempi di baldacchino come li intendiamo noi oggi, (ovvero una struttura di copertura portante abbinata ad un tamponamento), di tipo architettonico, tardarono molto ad arriva. Per capire le origini di questo elemento si deve tornare indietro nel tempo nella storia. Qualcuno affibia la creazione del baldacchini ai popoli nomadi, altri li riconducono agli ombrelli degli Assiri, o anche alle strutture con quattro colonne elaborate dagli Egiziani. E poi ancora ci sono le nicchie a conchiglie greche e le edicole con timpani romane.

Eccezion fatta per alcuni rari episodi riconducibi al Rinascimento, durante il quale i baldacchini da letto erano chiamati “sparvieri”,( senza contare qualche piccola rappresentazione presente in affreschi realizzati tra il Trecento e il Quattrocento) ancora non era questo il tempo del baldacchino, e ci vuole ancora qualche secolo prima che un modello simile di letto cominci ade essere una moda. La nascita del letto a baldacchino vero e proprio, quindi, si riporta invece a un’epoca succesiva, con molta probailità a cavallo tra il 1500 e il 1600.

Infatti, durante il sedicesimo secolo, contrariamente ai modelli sino ad ora conosciuti, ci si comincia ad affacciare ad un’eccessiva altezza equilibrata da una dimensione più ristretta. Esso aveva delle proporzioni che si avvicinavano di più a quelle dei letti come li conosciamo oggi.

In alcuni casi, cambiavano le dimensioni a seconda delle richieste dei proprietari di casa. Essi si caratterizzano da una testata ricca di cuscini, in maniera tale da rendere più agevole la digestione dei ricchi banchetti signorili durante il riposo in posizione supina.

Il letto a baldacchino oggi

Oggi comunque il letto a baldacchino ha una considerazione somma e opulenta nel mondo del design. Intramontabile il suo aspetto rtegale, si addice bene ad ogni tipologia di arredamento. Tra l’altro richiama molto il concetto di romanticismo e creatività: sin dai suoi albori, ancora non proprio definti, ha sempre avuto ampi consensi e molti apprezzamenti fino a quando la sua diffusione nel 1800 lo rese custode indiscusso di uomini potenti e ricchissimi.

Ci fu un periodo addirittura dove fu dimenticato, ma grazie alla rivisitazione moderna, esso fu rivalutato e divenne di nuovo emblema di charme, grazie alla sua versatilitò e alla sua inconfondibile struttura. La funzione primaria non è più quella di difendere quanto piuttosto di decorare e dare un valore aggiunto al nostro arredo.

Motivo per cui la stoffa orizzontale, che decorava prima le quattro staffe, viene del tutto abolita così da dare quella sansazione di aria e leggerezza che prima mancava. Il baldacchino è un mix di regalità, esotismo, e si addice bene a qualun que tipo di arredo rispondendo alle regole estetiche richieste dal design di oggi.

Oggi i drappeggi sono più opulenti,  presentano dei particolari ricami e delle decorazioni color oro, che fanno rigorosamente pendant con cuscino e copriletto colorati, in modo tale che ci sia un vivo richiamo all’etnico e all’oriente, quando lo si uvole inquadrae in uno stile più moderno. Al contempo una semplice struttura in ferro battuto, fatta di stoffe tinta unita, magari in lino o di altri tessuti naturali, è ideale se lo stile della nostra camera da letto è country o anchee shabby chic. Infine va bene anche nelle rivisitazioni minimal, con baldacchini schematici e geometrici di gusto contemporaneo, in legno wengè dall’effetto cerato.

 

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Letto Matrimoniale con contenitore o senza?

Arredare la nostra casa può essere molto divertente ma quando si tratta di scegliere elementi come il letto si va a scegliere qualcosa che possa portare un reale valore non solo al nostro appartamento ma anche al nostro benessere fisico. Ecco perché oggi vedremo se è bene scegliere un letto matrimoniale con contenitore o senza.

Quando scegliamo di arredare la nostra casa inevitabilmente ci troviamo davanti alla scelta del letto matrimoniale, negli ultimi anni è molto in voga il letto matrimoniale con contenitore tant’è che il mercato italiano si è adeguato a questa esigenza da parte dei consumatori fornendo diverse alternative sia di costruzione che di prezzo.

Al giorno d’oggi trovare un letto contenitore ad un prezzo accessibile a tutti è molto facile e soprattutto ne troviamo di diversi modelli in grado di venire incontro alle esigenze di tutti. Questo prodotto ha sicuramente i suoi molti vantaggi ma anche i suoi contro e dall’altra parte ci troviamo a poterlo confrontare con il classico letto matrimoniale tradizionale che da sempre ci accompagna nelle nostre vite.

Andiamo perciò oggi a scoprire quali sono i pro e i contro di entrambe le scelte.

Letto matrimoniale senza contenitore

Questo elemento possiamo trovarlo in qualsiasi stile dal più moderno al più classico. Viene realizzato in diversi materiali come il legno, il ferro battuto od imbottiti con rivestimento in tessuto, pelle ed ecopelle. Il design perciò è variegato e abbiamo la possibilità di scegliere un modello che ci piaccia particolarmente ad esempio se siamo particolarmente attratti dallo stile moderno possiamo optare per un letto matrimoniale dall’effetto sospeso.

Troviamo inoltre la possibilità di poter acquistare la rete che preferiamo andando a scegliere perciò il modello che ci garantisce il miglior riposo e quindi reti con alza gambe o testa, reti a doghe strette o larghe.

Lo stesso discorso vale per il materasso, essendo un modello standard il letto matrimoniale tradizionale ci permette di adattargli qualsiasi tipologia di materasso e quindi possiamo scegliere tra memory form e lattice ad esempio.

Altro punto a favore essendoci spazio tra il pavimento e la rete abbiamo facilità di eseguire pulizie sotto questa zona del letto. Di contro troviamo l’impossibilità di sfruttare al massimo lo spazio sottostante al letto che in case relativamente piccole può essere un elemento molto prezioso.

Letto Matrimoniale con contenitore

Il letto matrimoniale con contenitore ci limita parecchio. Il design dobbiamo sceglierlo tra i modelli che ci vengono proposti, ce ne sono diversi ma non tantissimi. Lo stile segue per lo più gli stili classico e moderno. Non abbiamo possibilità di scegliere la rete perché ci viene fornita già dal costruttore quindi la scelta di questo prodotto va di pari passo con la scelta del modello.

Sul materasso invece abbiamo una certa libertà di scelta un po’ legata dalle misure del letto matrimoniale con contenitore ma volendo abbiamo la possibilità di acquistarne uno più adatto alle nostre esigenze.

Un punto a sfavore è la difficoltà di pulire il contenitore soprattutto nei modelli che si aprono a 45°. Il suo punto a favore è sicuramente la possibilità di sfruttare al massimo e in modo ordinato lo spazio sottostante a letto consentendoci di riporre coperte, piumoni e vestiti al suo interno e di conservarli senza rovinarli. Ci guadagniamo sicuramente un incredibile quantità di spazio.

In conclusione entrambi i modelli hanno i loro punti a favore ed i loro punti a sfavore, la scelta perciò rimane puramente personale in base alle proprie esigenze: se vuoi maggiore capienza a discapito del design opterai per i letti matrimoniali con contenitore, se invece non hai l’esigenza di sfruttare ogni centimertro della camera e vuoi sbizzarrirti sul design allora opterai per un letto senza contenitore.

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Costi per la sostituzione di tubi del gas: rivolgersi solo a professionisti certificati

Tra i maggiori pericoli presenti in quasi tutte le case c’è il gas: combustibile tanto utile per riscaldare e cucinare quanto micidiale in caso di guasto e di una dispersione nell’ambiente. Per la massima sicurezza è buona cosa preoccuparsi di avere un impianto sempre perfettamente funzionante e di mettere a norma eventuali vecchie installazioni.

Le norme per l’installazione dei tubi del gas

Il gas viene prelevato dal contatore e portato in tutti i punti della casa attraverso una serie di tubazioni che devono essere installate seguendo precise regole. Si può scegliere di posizionare i tubi a vista esternamente oppure sotto traccia all’interno della muratura, sempre rispettando tutte le norme di sicurezza previste. La legge proibisce l’utilizzo di tubazioni e accessori usati, inoltre per la manutenzione e l’installazione è necessario rivolgersi a professionisti abilitati in possesso degli opportuni requisiti tecnici e attestati da un certificato rilasciato dalla Camera di Commercio. A lavori ultimati l’installatore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità per certificare il rispetto di tutte le normative vigenti e di un impianto realizzato a regola d’arte.

I costi per la sostituzione di tubi del gas

Dovendo mettere a norma un vecchio impianto è bene avere un’idea a quanto possano ammontare i costi per la sostituzione di tubi del gas. Come abbiamo visto si tratta di un intervento che richiede un certo grado di professionalità con una spesa finale abbastanza onerosa. Dire a priori una cifra è impossibile, visto i molteplici fattori da dover considerare che incidono sul costo finale. In linea di massima una ristrutturazione completa, con la sostituzione di tutte le tubazioni, può richiedere una cifra compresa tra i 2000 e 5000 euro.

Il tipo di installazione scelta, tra tubi a vista o incassati, comporta costi differenti che aumentano se si decide di posizionare l’impianto sotto traccia. In questo caso servirà aggiungere, alla spesa dell’idraulico, quella di un’impresa edile per la opere di muratura. I costi per la sostituzione di tubi del gas comprendono anche le spese per l’allacciamento alla caldaia e alla cucina che da sole possono anche raggiungere i 1000 euro a seconda dei casi.

Come richiedere un preventivo

Visto l’ampio range di oscillazione dei costi per la sostituzione dei tubi del gas, è quanto mai opportuno richiedere più preventivi da poter confrontare. Un consiglio è di scartare a priori offerte molto basse che si discostano dalla media e che potrebbero nascondere l’utilizzo di materiali di scarsa qualità e competenze non adeguate. Con il gas non si scherza ed è necessario rivolgersi a personale altamente qualificato per avere la garanzia della massima sicurezza. Un ottimo metodo per ricercare idraulici e aziende specializzate nel settore è attraverso internet. Certo serve tempo e pazienza per inviare le varie richieste e attendere le risposte. C’è però la possibilità di eliminare tutti questi passaggi sfruttando i servizi offerti da Instapro. Sul sito si può inviare una sola richiesta che sarà inoltrata a
d una serie di professionisti opportunamente selezionati in base a requisiti quali serietà e competenze. L’utente non dovrà far altro che aspettare di ricevere le offerte da valutare con calma senza impegno ed eventualmente contattare l’azienda con la proposta ritenuta migliore. Con Instapro si eliminano inutili ed estenuanti ricerche, si ha la garanzia di avvalersi solo di professionisti affidabili e il tutto senza costi aggiuntivi.

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Dimmi che prato hai e ti dirò che tosaerba scegliere

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La prima cura del giardino: tagliare il prato

Vivere in una casa circondata da un bel prato rappresenta una vera fortuna perché offre uno spazio esterno nel quale adulti e piccini possono trascorrere momenti sereni e spensierati, soprattutto nel periodo estivo. Al fine di mantenere questo comfort occorre prestare le adeguate cure al manto erboso e quindi provvedere spesso al suo taglio. Per questo motivo è indispensabile che tutti i proprietari di una casa circondata da spazio verde abbiano un rasaerba, il cui funzionamento non implica necessariamente un grande sforzo fisico e grandi conoscenze tecniche.

Tipi di tagliaerba

I rasaerba sono dispositivi meccanici che permettono il taglio dell’erba grazie ad un meccanismo che ha come fulcro delle robuste lame. La presenza di ruote nella parte inferiore ne permette lo spostamento, ma il funzionamento vero e proprio viene originato da un motore o da un contributo manuale.

I tosaerba manuali sono i più economici, leggeri e maneggevoli ed occupano poco posto dopo l’utilizzo. La spinta dell’operatore ne permette il funzionamento e proprio per la fatica d’utilizzo vengono consigliati per la cura di prati di piccole dimensioni.

I tosaerba a motore, invece, sono di dimensioni maggiori rispetto ai precedenti, di conseguenza un po’ meno maneggevoli e pratici, ma richiedono molta meno fatica nell’utilizzo e per questo motivo sono consigliati per la cura di prati medio-grandi.

I tagliaerba automatici, infine, sono senza fili. Dei piccoli robot molto moderni che sono in grado di muoversi autonomamente sul prato, evitando gli ostacoli grazie ai sensori e facendo tutto il lavoro senza alcun intervento umano (per il tosaerba automatico: prezzi online cliccando il link).

Questi ultimi tipi di tagliaerba possono essere alimentati da motori di diverso tipo:

  • Motore elettrico: il funzionamento è garantito dal collegamento ad una presa di corrente, ma il filo elettrico ne limita l’utilizzo soltanto all’interno del proprio raggio d’azione.
  • Motore alimentato da batteria: il funzionamento è garantito per tutta la durata dell’autonomia della batteria stessa ed è quindi consigliato averne una di scorta da poter inserire dopo l’esaurimento della prima. Per questo motivo non è consigliatissimo per i prati molto estesi.
  • Motore a scoppio: il tagliaerba è alimentato da un carburante e questo lo rende più inquinante rispetto agli altri. Richiede più manutenzione, ma è anche il più robusto. Può essere semovente o a trattorino: il primo richiede un operatore che, camminando e mantenendo il manubrio, lo indirizzi nella giusta direzione, mentre il secondo offre un comodo posto a sedere durante il suo utilizzo.

Le dimensioni e le caratteristiche del prato incidono direttamente sulla scelta del tosaerba

In base alla classificazione dei tagliaerba appena fatta, si può dire che il secondo fattore che incide direttamente sulla scelta del dispositivo sia il reale scopo di utilizzo, ossia l’estensione e la struttura del prato da tagliare.

I dispositivi vengono così catalogati:

  • Per tagliare prati di piccole dimensioni, sotto i 200mq circa, è sufficiente l’utilizzo di un semplice tosaerba manuale in modo da evitare consumi eccessivi.
  • Per tagliare prati di dimensioni medie, fino ai 500mq circa, ci si può affidare tranquillamente ad un modello alimentato a batteria o a corrente.
  • Per tagliare prati di dimensioni grandi, fino ai 700mq circa, è meglio affidarsi ad un tosaerba semovente con motore a scoppio e per prati sopra i 700mq ad un trattorino.

Il mercato del settore offre anche la possibilità di acquistare un tagliaerba robotizzato, al fine di evitare qualsiasi fatica fisica dell’operatore. Questi dispositivi, completamente automatizzati, provvedono a tagliare l’erba senza bisogno di alcun tipo di supervisione essendo completamente autonomi e in grado di aggirare qualsiasi tipo di ostacolo grazie alla presenza di particolari e innovativi sensori. Questi modelli di tosaerba offrono la possibilità di taglio con mulching, particolare tecnica che si vedrà più avanti e che evita la fatica di dover raccogliere l’erba tagliata.

Dopo tutte queste distinzioni è necessario farne un’altra al fine di poter scegliere il dispositivo di taglio più giusto per ogni specifico bisogno. Si devono quindi suddividere i tosaerba secondo le particolari tipologie di prato da tagliare:

  • Per i prati a foglia sottile e con poche erbe infestanti, è consigliato l’utilizzo di un tosaerba elicoidale che, grazie alle lame assemblate fra loro e unite alle ruote, permette un taglio uniforme come quello tipico dei prati inglesi. Questo tipo di tosaerba è prevalentemente manuale anche se ve ne sono alcuni modelli a motore.
  • Per prati a composizione mista con la possibile presenza di erbe infestanti o sassi e dove l’erba raggiunge una altezza considerevole è consigliato un tosaerba a motore con taglio orizzontale e lama rotante. Il taglio ottenuto non è perfetto come il primo descritto, ma piuttosto grezzo.
  • Per prati molto estesi nei quali si vuole evitare la raccolta manuale dell’erba tagliata è consigliato l’utilizzo di un tosaerba a motore con funzione mulching, particolare caratteristica che permette di sminuzzare l’erba tagliata tramite apposite lame installate sul dispositivo per poi ridistribuirla sul prato. Questa soluzione, oltre ad evitare la fatica di raccogliere l’erba tagliata, ha una componente ecologica importante perché l’erba ridistribuita andrebbe a concimare naturalmente il prato.
  • Per prati disomogenei con molti ostacoli, come ad esempio alberi o piante, è consigliato l’utilizzo di un rasaerba su cuscino daria, per la sua capacità di seguire in maniera ottimale il terreno e alimentato da batteria per potersi muovere più liberamente senza l’ingombro dato dal filo elettrico.

La funzione mulching, descritta poche righe fa, rappresenta il modo più facile ed ecologico per smaltire l’erba tagliata. In sua assenza si può scegliere di rastrellare tutta l’erba tagliata per poi smaltirla in maniera adeguata o acquistare un tosaerba che abbia un contenitore predisposto per trattenere i residui tagliati da svuotare periodicamente.

Quanto detto rappresenta un buon modo per potersi orientare nell’acquisto del giusto rasaerba, ma è anche fondamentale sceglierne un modello di semplice utilizzo e manutenzione, maneggevole, abbastanza silenzioso e soprattutto di una potenza proporzionata alle reali necessità.

Sarebbe infatti alquanto controproducente acquistare un tagliaerba di potenza esagerata per poter tagliare un prato di piccole dimensioni perché si andrebbe incontro ad un aumento inutile dei consumi e dei conseguenti costi.

Dopo aver letto questa semplice panoramica riguardo i tosaerba si sarà sicuramente in grado di affrontare una scelta del dispositivo oculata e giudiziosa. Buon acquisto!

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Quale lampada da terra scegliere per il salotto?

La creazione di un ambiente illuminato e accogliente è una delle priorità fondamentali dell’impianto di illuminazione di tutta la casa. Talvolta, non bastano i dispositivi illuminanti principali, come lampadari e faretti, così molti optano per la scelta di un’ulteriore fonte di luce, per illuminare determinati spazi.

Ad esempio, se si desidera individuare nel salone un’area per la lettura o per il relax, sempre più scelgono di acquistare una lampada da terra, che può essere un elemento di efficiente illuminazione per definire e rendere luminosi specifici spazi in un salotto.

Le lampade da terra, tuttavia, non costituiscono solo dispositivi di illuminazione, ma, se scelte prestando attenzione alle forme e al modello, oltre che all’arredo e ai colori dell’ambiente circostante dove saranno poste, possono rappresentare un elegante elemento d’arredo, che coniuga la funzionalità di un’illuminazione eccellente alla versatilità di lampade moderne di un design adatto alla stanza in cui vengono collocate.

Optare per una lampada da terra, al posto di una lampada da parete o di una a sospensione, significa dunque, scegliere un dispositivo illuminante lineare e longilineo, che può essere molto utile per fornire una luce potente per rendere un ambiente luminoso nel complesso oppure, riducendo l’energia luminosa, per creare un fascio di luce limitato e direzionato, a seconda dei propri bisogni del momento.

Le lampade da terra sono disposte, in particolare, nei pressi di divani, poltrone o tavoli, per esempio nell’ambito di un salotto, e sono capaci di fornire la giusta luce sia per momenti di socialità e condivisione, sia per attimi di relax, come una tranquilla lettura riposante.

In linea generale, la disposizione di una lampada da terra all’interno di una stanza non rappresenta un grande problema in termini di spazio, poiché questi dispositivi illuminanti sono costituiti da un fusto più o meno sottile, che può essere rigido o elastico, per essere rivolto nelle varie direzioni, collegato ad un cono luminoso, che può presentare differenti stili e linee, classici o moderni, a seconda del tipo di arredamento nell’ambito del quale sono posizionati.

La grande versatilità di adattamento all’ambiente circostante si denota anche grazie alla vasta gamma di forme differenti e materiali in cui le lampade da terra possono essere realizzate. A seconda del modello scelto, si potrà preferire una lampada in metallo,  in ottone, o ancora, in legno oppure in vetro, per appagare gusti più semplici e minimalistici piuttosto che il desiderio di uno stile più eccentrico ed originale.

Quale lampada da terra scegliere?

Per la scelta della lampada da terra per un salotto bisogna innanzitutto decidere la tipologia di stile estetico che dovrà avere.
Uno stile moderno è caratterizzato da un design minimale, costituito da elementi semplici e snelli, ma anche da linee originali e forme bizzarre. I materiali in cui sono realizzate le soluzioni più moderne sono il metallo e il vetro, eleganti ma molto versatili nella produzione di modelli creativi e inventivi.

Un modello classico invece, sarà realizzato in metallo o in legno, e presenterà forme semplici e tradizionali associate, di solito, ad un paralume prodotto in tessuto o in vetro.

Un fattore molto importante da considerare nella ricerca della lampada da terra più adatta alle proprie necessità è anche il tipo di illuminazione che si desidera ottenere.

Nel caso in cui sia necessaria una fonte potente di luce per illuminare l’intero ambiente, si scelgono le lampade denominate totem, che vengono disposte lungo le pareti della stanza, capaci di illuminare in maniera potente e completa.

Le lampade da terra, che presentano luci più soffuse e tenui, servono invece a fornire un’illuminazione d’atmosfera, cioè non rappresentano una fonte luminosa per illuminare a giorno la stanza, ma permettono di creare un’atmosfera particolarmente rilassante e piacevole.

Accanto ad una poltrona o ad un divano, che possono essere utilizzati come postazioni di lettura serale, saranno scelte lampade da terra con fasci di luce limitati e indirizzati verso specifiche zone, e sono costituite, di solito, da steli regolabili.

Migliori modelli di lampade moderne

Per quanto riguarda, invece, il modello di lampada da terra da prediligere, bisogna considerare complessivamente, oltre al proprio gusto e al design, la funzione della fonte di luce e lo stile dell’ambiente di posizionamento del dispositivo, scegliendo le forme più adatte e originali, per donare alla stanza un nuovo carattere con una lampada non eccessivamente grande, ma nemmeno troppo piccola, che potrebbe correre il rischio di scomparire in un ambiente molto ampio.

Le lampade da terra meno ingombranti e più versatili sono le lampade dritte, o a fusto alto. Presentano una struttura longilinea e slanciata realizzata, di solito, in acciaio, permettendo di disporle in qualsiasi angolo del salotto, e sono ideali per essere associate ad uno stile di arredamento essenziale e moderno.

Le lampade da terra ad arco, invece, presentano un fusto ricurvo, che molto spesso è regolabile. Questo modello si presta per l’illuminazione di una zona relax o di lettura, per esempio nei pressi di un divano o di una poltrona nel salotto, poiché fornisce una luce diretta e indirizzata.

La ricerca di un elemento illuminante, dallo stile più tradizionale, viene invece soddisfatta scegliendo una lampada con stelo realizzato in legno oppure in ferro e paralume in tessuto o vetro anticato, trovando, così, la soluzione più adatta da accostare ad un ambiente dal gusto retrò e classico.

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Il significato dei loghi sulle maglie della Champions League

La competizione più bella del Mondo riparte per la stagione 2018 – 2019 proprio oggi, trova le migliori quote e giochi casino su https://casino.netbet.it/. Il torneo europeo è per livello sportivo e importanza finanziaria, l la competizione più prestigiosa per i club. Nacque nel 1995 come Coppa dei Campioni sino al 1992 per poi prendere il nome di UEFA Champions League nel torneo del 1992 – 1993. La manifestazione negli anni è cresciuta a dismisura, arricchendosi di avvenimenti sportivi e partite che sono entrate di diritto nella storia del calcio. E negli anni, con i vincitori, i premi, la grande sensibilità sui tema del razzismo, lo spettacolo della Champions ha valorizzata  e onorato le squadre con diversi loghi, che anno dopo anno, le squadre partecipanti posso sfoggiare sulle maglie della Champions League, per i meriti conquistati nella precedente o nelle precedenti edizioni. Vediamo insieme i loghi che differenziano le maglie dei giocatori della Champions, edizione dopo edizione.

Multiple Winner Badge

La squadra vincitrice del torneo, dopo la finale, riceve nella cerimonia di premiazione la Champions League. La coppa deve essere riconsegnata al quartier generale della UEFA due mesi prima della finale della stagione successiva. La UEFA consegna comunque una copia della coppa che viene mantenuta dalla società vincitrice. Nella stagione sportiva 2000/01 l’UEFA decide le squadre che possono trattenere il trofeo originale e istituisce, codificandolo, il multiple-winner badge. A questo punto il distintivo dei plurivincitori, appunto Multiple – Winner badge, è il riconoscimento che viene assegnato alle squadre che hanno conquistato per tre volte consecutive o cinque  volte non consecutive la Champions League. Il conteggio viene fatto anche tenendo in considerazione le vittorie avvenute tra il 1955 – 56 e il 1991 – 92, quando la competizione aveva il nome di Coppa dei Campioni. Il logo Multiple Winner Badge, consiste proprio in uno stemma da applicare alle maglie che riproduce il trofeo della competizione. Soloitamente viene applicato sulla manica sinistra sovrastante la scritta RESPECT. Le squadre ad avere questo stemma fino ad oggi sono il Real Madrid con 13 vittorie di cui 5 di fila nelle prime cinque edizioni e 3 nelle ultime, il Milan con 7, il Liverpool con 5 e l’Ajax con 4.

Title Holder Logo

Questo è il logo che viene applicato sulle maglie dei vincitori della precedente edizione, da chi detiene il titolo. Il logo viene applicato sulla manica destra dei giocatori campioni in carica a posto del Competition Logo che invece viene applicato sulle maglie di tutte le squadre partecipanti. Introdotto nella stagione 2004 – 2005 fu indossato la prima volta dai portoghesi del Porto. Il logo può essere sfoggiato solo nelle competizione Champions League e viene fornito unicamente dalla UEFA.

Competiton Logo

Come anticipato precedentemente il Competinion Logo è il logo-simbolo che identifica tute le squadre partecipanti alla Champions League.  Anche inquesto caso è fornito direttamente dalla UEFA e deve apparire sulla manica destra della maglia e anche in questo caso non può essere utilizzato in altre manifestazioni ma sono durante le partite ufficiali di UEFA Champion League.

Respect Logo

Nato nel 2008, il Logo Respect, è stato introdotto nella competizione dal Presidente UEFA Michel Platini, al fine di promuovere il rispetto dentro e fuori dal campo. Un rispetto che coinvolgesse avversari, tecvnici, dirigenti, arbitri e tifoserie, in modo che il calcio potesse essere anche un esempio per i milioni di spettatori. Con gli anni oltre al simbolo, tante iniziative sono state promosse dalla UEFA, contro il razzismo, l’intolleranza e il mancato rispetto della diversità. Questo logo viene applicato sulle maglie dei partecipanti sulla manica sinistra.

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Tipografia digitale: la nuova frontiera sostenibile

L’epoca digitale

Digitalizzazione e sostenibilità; due tematiche che viaggiano su binari paralleli e cambiano il nostro modo di vivere, produrre, e comunicare; il digitale fa sempre più parte delle nostre giornate, esso ci supporta in casa, al lavoro, a scuola, in vacanza; a questa metodologia affidiamo ogni necessità.Un supporto ormai irrinunciabile perché la digitalizzazione offre opportunità infinite che incidono sull’economia globale e sui mercati di ogni tipo. Viviamo sempre connessi e questo incide sui diversi metodi ai quali ci appelliamo; ad esempio nel comparto della tipografia, il supporto digitale conferma un futuro totalmente tecnologico, un tempo nessuno era in grado di stampare da sè qualunque tipo di documento, testo, libro e quant’altro, si doveva andare in tipografia, oggi invece ci si affida alla diffusione del web, a store e siti dedicati a queste necessità, ma non è una scelta di tutti. Il mercato della stampa digitale è in forte espansione grazie alla velocità dei metodi e degli strumenti e alla possibile personalizzazione. Ma i vecchi metodi come già detto sono ancora quelli più gettonati. Oggi molte aziende producono componenti di vario tipo con materiali di ultima generazione ma sempre con un occhio attento alla qualità e alla sostenibilità del prodotto finito; tra le tante realtà produttive ad esempio italianrubberroller è un punto di riferimento per chi ha necessità di acquistare prodotti in gomma altamente qualificati e per diversi utilizzi.

Ma i vecchi sistemi sono sempre i migliori?

Nonostante la tecnologia sembra inghiottire tutto, molte delle tecniche che conosciamo e che sono ancora valide sono proprio quelle preferenziali; forse migliorate da un apporto tecnologico moderato, è vero; ma sempre fedeli alle lavorazioni classiche;  la nuova frontiera sostenibile anche nel comparto tipografico invoglia ad un approccio consapevole verso l’ambiente e la natura. Anche nell’ambito della tipografia, la velocità di esecuzione rappresenta un’innovazione per gli utenti, che possono chiedere lavori di qualità a prezzi super economici ma non prodotti di scarsa qualità, ma stampe in alta definizione, realizzazioni grafiche su richiesta anche su grande formato, cancelleria per uffici, biglietti da visita, calendari, brochure e, molto altro ancora.

L’innovazione attraverso la tradizione

In pratica, tutto quello che serve per promuovere un’azienda; o per pubblicizzare un’attività autonoma. La tipografia “vecchio stampo” resta comunque un punto di riferimento; in effetti sono ancora molte le persone che prediligono i normali servizi di stampe e copisteria; ovvero la tipografia classica. Per questo motivo sono ancora tantissime le realtà legate ai tradizionali metodi di stampa; con la differenza che oggi è tutto più accessibile e veloce e anche meno costoso. L’innovazione attraverso la tradizione, getta le basi per usufruire del meglio che ci viene dal passato, ma con l’aggiunta di una solida realtà moderna, che comprende anche la produzione degli strumenti più idonei e di alto profilo utili a disparati comparti.

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L’evoluzione deldesign delle scarpette da calcio

In principio fu il calcio, lo sport più bello del mondo e qui disponibile con le migliori quote.  Poi ogni evoluzione a esso connessa e non da meno l’evoluzione dei kit sportivi e l’importanza delle scarpe da calcio. Le scarpe da calcio si sono evolute negli ultimi 100 anni in maniera significativa e seguire la loro evoluzione vuol dire seguire l’evoluzione della tecnologia e del design applicata nel campo delle calzature. La storia inizia realmente nel 1500 ai tempi del calcio inglese e di Enrico VIII. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti sino agli anni cruciali del secolo scorso quando la grande svolta del 1949 arrivò ai piedi dei giocatori di calcio. Tutto cambia con il brevetto dei tacchetti di gomma di Adolf Dassler che nel 1954 rivoluzionò il mondo delle scarpe sportive. La storia è quella di Adidas e del suo fondatore dove “Adi” sta proprio ad indicare il soprannome dell’inventore e di una impresa di calzature che non ha bisogno di tante presentazioni.

I mondiali del 1954 passaggio storico

Le scarpe di “Adi” debuttarono proprio nel mondiale del 1954 e da qui parte la rivoluzione settoriale. In casa nostra bisogna aspettare il 1977 quando diadora brevetta le prime scarpe da calcio colorate e nel 1990 Nike debutta nel settore offrendo un contributo più che significativo per la storia delle calzature sportive da calcio, sia a livello estetico che a livello puramente tecnico e funzionale. Oggi si ha il meglio da tutto questo, con scarpe che consentono aderenza, controllo del pallone, leggerezza e agilità. Oltre au fattore estetico capace di accontentare ogni gusto. Ma è al 1954 e all’Adidas di Adolf Dessler che dobbiamo tutto questo. Un evento storico ricorda proprio l’avvenuta rivoluzione “sul campo”: il miracolo di Berna. In quella partita i tedeschi vinsero grazie a quelle scarpe di calcio superiori a quelle degli avversari che permettevano un ottimo controllo del pallone, ribaltando un’iniziale 0 a 2 al finale di 3 a 2.

 

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