Roma-Lille, l’incredibile sequenza dei tre rigori sbagliati all’Olimpico
È successo qualcosa di assolutamente incredibile all’Olimpico nella seconda giornata di Europa League tra la Roma e il Lille, nella partita vinta poi 1-0 dai francesi in una serata da incubo per i giallorossi. Nei minuti finali del match i giallorossi di Gian Piero Gasperini hanno battuto e sbagliato inspiegabilmente tre rigori consecutivi di fila: due volte con l’attaccante ucraino Dovbyk e uno con l’argentino Soulé. Tutti e tre i penalty sono stati tirati sotto la Curva Sud davanti ai tifosi giallorossi e tutte e tre le volte è stato il portiere del Lille, il giovane Ozer, a parare con grande reattività. Qualcosa di assolutamente incredibile e rarissimo nella storia del calcio europeo che ha lasciato tutti senza parole.
Il primo rigore e l’intervento della VAR
Ma andiamo con ordine cronologico per ricostruire l’intera sequenza: l’arbitro belga Lambrechts assegna dopo un lungo consulto con la VAR un calcio di rigore per la Roma per un tocco di mano evidente in area di rigore del difensore Mandi. Sul dischetto si presenta con sicurezza Dovbyk che fallisce clamorosamente la grande chance di rimettere la partita in perfetta parità. Però il fischietto belga fa ripetere il penalty perché il portiere ha chiaramente un piede fuori dalla linea di porta e un difensore entra immediatamente in area prima del tiro. Gli appassionati di scommesse possono trovare quote competitive e bonus esclusivi su 31Bet Bonus Benvenuto per seguire tutte le partite di Europa League con pronostici aggiornati e analisi dettagliate delle squadre italiane impegnate nelle competizioni europee continentali.
Dovbyk ci riprova ma senza fortuna
La responsabilità del secondo rigore se la riprende coraggiosamente Dovbyk che vuole assolutamente riscattarsi davanti ai propri tifosi. Ozer para nuovamente con un grande riflesso, ma stavolta è nettamente fuori dalla porta, quasi un metro oltre la linea consentita dal regolamento. E si ripete ancora una volta l’incredibile sequenza che sta caratterizzando questa serata surreale all’Olimpico. L’arbitro belga è costretto a far ripetere per la terza volta il calcio di rigore tra le proteste generali e l’incredulità del pubblico presente allo stadio che non riesce a credere a quanto sta accadendo sotto i propri occhi.
Soulé subentra ma il risultato non cambia
Questa volta decisiva sul pallone va l’esterno argentino Soulé che si assume la responsabilità dopo i due errori consecutivi del compagno ucraino. L’esterno offensivo cambia completamente angolo rispetto ai tiri precedenti cercando di spiazzare il portiere, ma l’epilogo è incredibilmente lo stesso: Ozer para ancora ed è una prodezza tecnica definitiva che entra nella storia. Alla squadra di Gasperini resta soltanto il grande e amaro rammarico per aver buttato via la ghiotta occasione di trovare il pareggio in extremis e portare a casa almeno un punto prezioso dalla sfida europea. Chi vuole approfondire le prestazioni delle squadre italiane nelle competizioni internazionali può leggere la sfida della Juventus al Mondiale per Club che analizza le difficoltà delle formazioni italiane contro le big europee in competizioni prestigiose.
Una serata da dimenticare per i giallorossi
La prestazione del portiere turco Ozer sarà ricordata a lungo negli annali dell’Europa League come una delle più straordinarie di sempre in una singola partita. I giallorossi dovranno metabolizzare rapidamente questa sconfitta beffarda e ripartire con maggiore determinazione nelle prossime sfide europee per non compromettere definitivamente il cammino nella competizione. Gasperini dovrà lavorare soprattutto sull’aspetto psicologico con la squadra dopo una serata così negativa che rischia di minare le certezze del gruppo nei prossimi impegni. La Roma ha comunque creato occasioni e giocato una buona partita, ma l’incredibile sfortuna dal dischetto ha condannato i giallorossi a una sconfitta pesante che brucia enormemente per come si è sviluppata la gara e per le numerose opportunità sprecate nei minuti finali quando il pareggio sembrava ormai alla portata della squadra capitolina.