Con il Borussia l’Inter recupera sulla sconfitta contro l’Arsenal
Vittoria di prestigio al Signal Iduna Park per l’Inter, contro il Borussia Dortmund. Due a zero e regala anche ai tifosi su Casino Lab, una serata mozzafiato di questa Champions League 2025-2026. Ci sono le difficoltà neroazzurre ma la squadrà di Cristian Chivu ha saputo mostrare qualità e resilienza. Complice forse una corsa in campionato che riesce a dare fiducia anche contro sconfitte importanti. In fondo ha giocato contro l’Arsenal, squadra difficilissima e che sta ottenendo grandi risultati. I gol neroazzurri decisivi sono arrivati nel secondo tempo: il primo su calcio di punizione di Federico Dimarco all’80’, il secondo con un sinistro di Andy Diouf al 90+4’. Un successo che permette all’Inter di affrontare gli spareggi contro la vincente tra Bodo Glimt e Benfica, ma che evidenzia ancora limiti strutturali.
Un primo tempo complicato: l’Inter soffre subito
Il match si apre con il Borussia Dortmund in pressing intenso, sfruttando la velocità dei suoi esterni e la mobilità degli attaccanti. Nei primi dieci minuti, i nerazzurri faticano a trovare le misure e concedono spazi pericolosi agli avversari, con Guirassy protagonista di un’occasione clamorosa che Sommer riesce a neutralizzare solo grazie alla fortuna. La squadra tedesca ha la meglio sul piano del possesso nei primi minuti, mentre l’Inter appare imprecisa nel fraseggio e lenta nella transizione difensiva.
Col passare del tempo, però, la squadra di Chivu riesce a trovare più equilibrio, consolidando la difesa a tre e cercando di verticalizzare con Mkhitaryan, Luis Henrique e Thuram. Alcune transizioni rapide mettono in difficoltà la retroguardia tedesca, ma la manovra offensiva è spesso spezzata da errori tecnici negli ultimi metri. La sensazione è che l’Inter abbia tutte le potenzialità per creare occasioni, ma non riesca ancora a concretizzarle con continuità. Il primo tempo si chiude senza gol, con i nerazzurri costretti a guardare la classifica provvisoria e a temere gli spareggi.
La ripresa e il cambio di passo
Il secondo tempo vede un Dortmund aggressivo, che tenta di sfruttare la velocità di Adeyemi e la capacità di Guirassy di tenere palla. Tuttavia, l’Inter risponde gradualmente con maggiore intensità e precisione. Le sostituzioni diventano decisive: l’ingresso di Diouf e di Lautaro Martinez aumenta le opzioni offensive e permette di ritrovare lucidità nella manovra. Al minuto 80, la partita si sblocca con il magnifico calcio di punizione di Dimarco, che supera Kobel con un mancino perfetto, dimostrando quanto la capacità di sfruttare le situazioni statiche sia fondamentale per i nerazzurri.
Nei minuti finali, l’Inter chiude definitivamente il match con un rimpallo vincente di Diouf che batte Kobel. Il gol di chiusura non è solo una sicurezza sul punteggio, ma anche un segnale che la squadra può gestire momenti di pressione senza subire contraccolpi. La partita termina 2-0: un risultato che, seppur positivo, non cancella i limiti evidenziati negli altri match della fase a gironi, dove i nerazzurri hanno perso tre partite consecutive e mostrato difficoltà nelle partite chiave.
I nodi da risolvere
Nonostante la vittoria, restano evidenti le fragilità dell’Inter in Champions League. Il primo problema è la gestione dei primi dieci minuti, quando la squadra tende a subire il ritmo degli avversari e concede occasioni che potrebbero costare caro. La difesa a tre funziona, ma richiede una concentrazione costante, soprattutto in marcatura su attaccanti rapidi e abili nel gioco aereo come quelli del Dortmund.
Sul piano offensivo, l’Inter deve migliorare la continuità delle azioni in campo aperto. Thuram, Marcus e Luis Henrique hanno creato spazi, ma la finalizzazione resta un problema: 16 tentativi senza gol nelle ultime cinque partite di Champions League per Thuram evidenziano una sterilità preoccupante. Solo situazioni su calci piazzati o errori altrui hanno garantito la rete decisiva, confermando come il reparto offensivo dipenda ancora da episodi singoli più che da una progettualità corale.
Anche la gestione delle sostituzioni e della panchina resta un elemento chiave. L’assenza di Barella e Lautaro ha costretto Chivu a ridisegnare la squadra, ma l’ingresso di Diouf ha cambiato la dinamica della partita. La capacità di ruotare i giocatori senza perdere equilibrio sarà cruciale negli spareggi e in campionato, dove l’Inter deve consolidare il primato.