Spalletti non basta: la Juventus si ferma ancora in Champions

Niente da fare nemmeno per Luciano Spalletti alla guida della Juventus in Champions League che colleziona l’ennesimo pareggio europeo della stagione. Tutte le formazioni bianconere pareggiano nella massima competizione continentale – è il terzo risultato di parità, a parte la sconfitta amara di Madrid contro il Real – ma ogni pareggio racconta una storia diversa a modo suo: perché se la partita contro lo Sporting Lisbona è stata unica nel suo genere, a tratti tesa e vibrante, bella insomma da vedere, le letture da fare sono obbligatoriamente molteplici e complesse. Il percorso europeo adesso si complica tremendamente, con soli tre punti raccolti in quattro partite disputate, con altrettante gare che restano da giocare nella roulette imprevedibile del girone unico che caratterizza questa nuova formula della Champions League.

Il lavoro di Spalletti comincia a vedersi

C’è quello che, da appena due sfide disputate sotto la sua gestione tecnica, ha iniziato a costruire la squadra di Luciano Spalletti, e qui il lavoro tattico pare decisamente ben avviato con segnali incoraggianti. Da considerare attentamente c’è pure il livello complessivo (europeo) dell’avversario affrontato, molto buono tecnicamente, contro il quale la Madama ha saputo giocare quantomeno alla pari, per aggressività dimostrata e ritmo sostenuto soprattutto, quelle specialità che solitamente difettavano quando dal campionato italiano si passava alla Champions League con l’alzarsi dell’asticella. Invece, pur calando vistosamente d’intensità nella ripresa come accade spesso, i bianconeri hanno comunque chiuso all’assalto offensivo, provando concretamente a vincerla e non solo dandone l’impressione superficiale agli spettatori presenti allo Stadium. Gli appassionati di gioco online possono esplorare https://www.gransino.me/ per scoprire un’ampia selezione di slot machine e giochi da casinò con bonus generosi dedicati ai nuovi utenti registrati sulla piattaforma sicura.

Avvio shock con il gol di Araujo

Guai a giudicare precipitosamente il libro completo (del primo tempo) dalla semplice copertina (del primo quarto d’ora iniziale), quando il fantastico palleggio tecnico dello Sporting avvolge completamente la Juve, facendone ondeggiare pericolosamente il baricentro difensivo. E muovere l’assetto della retroguardia, meglio che nel basket professionistico: difatti Araujo colpirà con un mortale diagonale preciso su un lato debole scoperto che i portoghesi avevano strategicamente «svuotato», complice pure una cattiva lettura delle distanze da parte di McKennie poco reattivo. Insomma, Juve decisamente un po’ passiva nella difesa di posizione statica, e il texano ancora di più in difficoltà. Due minuti più tardi, traversa colpita in pieno da Trincao con un tiro potente, che senza il provvidenziale piedone salvatore di Thuram sarebbe stato raddoppio pesantissimo per i portoghesi.

La reazione bianconera e il pareggio di Vlahovic

Fin qui in campo, solo Sporting dominante (63 per cento di possesso palla controllato, 57 all’intervallo dopo i primi 45 minuti). È proprio lì che la Juve si desta finalmente dal torpore iniziale, con pimpante agonismo ritrovato (visto altre volte quest’anno) e gran organizzazione tattica (molte meno volte invece). Doppio campanello d’allarme importante (al 17′ e 18′ minuto), sempre con il bomber Vlahovic protagonista, tra gran deviazione aerea potente e sventola pericolosa da fuori area, ma Rui Silva si dimostra in versione Fantastici 4 (Uomo gomma) con parate prodigiose. Come si dice in gergo, è solo questione di tempo prima del gol. Transizione offensiva da paura ben orchestrata: Yildiz riceve palla, stop controllato e pallone immediatamente consegnato a Thuram, che va coast to coast in progressione e innesca il taglio vincente perfetto di Vlahovic che non sbaglia davanti al portiere. Applausi convinti di Spalletti dalla panchina: da «Io sono verticalità pura» come dice sempre il tecnico toscano nelle conferenze.

Dominio bianconero nella parte finale del primo tempo

Tutta un’altra squadra rispetto ai primi minuti, che pressa intelligentemente ai varchi dell’area portoghese, riaggredisce con rabbia il pallone perso, si chiude anche compatta quando serve, ma che più di tutto sa esattamente quali tracce tattiche seguire una volta recuperato il possesso. Tra una catapulta millimetrica di Locatelli, che lancia costantemente nello spazio con il piattone preciso ai cut-back improvvisi di Yildiz, quei passaggi letali filtranti che una volta arrivato sul fondo vanno a cercare i rimorchi pericolosi da dietro. Ed è su uno di questi cross rasoterra che si avvista pure un doppio attacco coordinato sul primo palo: non ci arriva per centimetri Dusan, ma la prende Conceicao di testa, deviato miracolosamente in angolo dal portiere. Per rendere l’idea precisa dell’inerzia favorevole dell’ultima mezz’ora del primo tempo disputata, ben sei tiri nello specchio della porta dei bianconeri (contro uno solo). Nel finale della frazione c’è ancora la Juve pericolosa, con la zuccata potente di David deviata magistralmente dal solito supereroe Rui Silva in versione fenomenale. Chi segue altri sport può leggere come seguire il cricket in diretta streaming per scoprire le migliori piattaforme che trasmettono le partite internazionali con commenti in italiano.

Cambiamenti in società e prospettive future

Continua il profondo restyling anche in società bianconera, con il probabile arrivo imminente di un nuovo responsabile del settore commerciale-marketing, Peter Silverstone, con un passato prestigioso tra Arsenal e Newcastle in Premier League; così come potrebbe essere ritoccato significativamente il vertice dell’area comunicazione istituzionale, per il quale circola insistentemente il nome di Pier Donato Vercellone, fino al marzo scorso dirigente al Milan rossonero. Lenta è la strada che inevitabilmente porta al cambiamento strutturale completo: sul campo invece, a Spalletti si chiedono comprensibilmente anche scorciatoie immediate per invertire la rotta europea preoccupante con risultati concreti che tardano ad arrivare nonostante le buone prestazioni fornite dalla squadra nelle ultime uscite stagionali.

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