Mazepin, la F1 è un mondo dove regna l’ipocrisia. Nessuna critica per i più titolati.

Il parere del russo della Haas è che gli errori vengono valutati in base al palmares. “Se il nome è grande allora meno critiche alle azioni”. Per quanto riguarda le qualifiche “nessuno mi ha mai parlato degli accordi tra i colleghi”.

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Nikita Mazepin torna a far discutere dentro e fuori dalla pista. Durante le qualifiche del GP d’Austria il russo Haas non ha rispettato l’accordo tacito tra i piloti di non darsi fastidio durante i giri lanciati e si è reso protagonista.

La mossa da lui fatta si è andata a sommare agli altri episodi non graditi dai top driver. Uno di questi è stata la difesa a Baku nei confronti di Schumacher al limite del regolamento. La sua opinione è che in F1 manca coerenza e si creano metri di giudizio differenti in base ai protagonisti.

Spiegazioni di Mazepin

Il pilota ha voluto spiegare il suo comportamentoio non sapevo nulla sulle qualifiche e tutti hanno creato il problema. Con questo accordo era la prima volta che scendevo in pista. Io sono un debuttante e nessuno me ne aveva parlato nel briefing e non penso proprio che lo facciano con un incontro.”

Subito dopo arriva la polemicail mio pensiero è che la Formula 1 è piena di ipocrisia. Se il tuo nome ha abbinati molti titoli le tue azioni vengono criticate di meno rispetto agli altri che non possono vantare lo stesso palmares”.

Le differenze in pista

Entriamo nel merito della cosa, Mazepin ha citato un episodio che si è svolto durante le qualifiche. In questa occasione c’è stato Sebastian Vettel che ha ostacolato in modo clamoroso Fernando Alonso e per questo è stato penalizzato.

Il russo prova a spiegare la situazione “il direttore di gara durante il briefing con i piloti aveva dettato delle regole nuove. Aveva comunicato che potevamo prendere in pista la posizione in curva 8 ma non potevamo rallentare alla 9 e alla 10.

Tutto questo è l’esatto contrario rispetto a quello che è accaduto in pista tra Alonso e Vettel..” in conclusione di dichiarazione Mazepin dice “il pilota è un essere umano e per questo chiunque può rimanere sorpreso da un episodio”.

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