Sacrario dei Martiri della Benedicta

I LAGHI DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

I LAGHI DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

Il pittoresco incontro tra i territori liguri e piemontesi fa da scenario al variopinto parco naturale delle Capanne di Marcarolo, istituito nel 1979. Un riuscito incontro paesaggistico, che regala bellissimi e affascinanti scorci dell’entroterra ligure, anche molto ben conservato dal punto di vista ambientale.

La visita al Parco naturale è una tappa obbligata per chi è in vacanza nelle vicine città di Alessandria e Genova, soprattutto se ci si trova in compagnia di bambini, che apprezzeranno sicuramente una bella gita all’aria aperta e un’immersione in una natura lussureggiante e incontaminata.

L’area del Parco naturale Capanne di Marcarolo comprende importanti esempi lacustri, come il Lago di Lavagnina a 335 metri di altitudine, ideale per una gita fuoriporta e vicino al Sacrario della Benedicta, tristemente noto per un rastrellamento nazista, e al guado del fiume Lemme. Il lago è costeggiato da un sentiero naturalistico predisposto per la fruizione con l’ausilio di una guida del Parco.

Percorrendo un sentiero pianeggiante, che comincia ai Piani di Praglia del parco naturale, costeggiando il fiume si possono agevolmente raggiungere i Laghetti del Gorzente, noti anche come Piscine del Ponte Nespolo, nome che deriva dall’omonima località limitrofa.

Il percorso risulta adatto a tutti, anche ai più piccoli, per la mancanza di pericoli, strapiombi o ripidi dislivelli. Al termine del sentiero si può raggiungere il piccolo rifugio del Cai, dove ci si può rifocillare e godere di una sosta rigenerante.

Questi tre laghetti che comprendono il Lago Bruno, il Lago Lungo e il Lago Badana sono stati costruiti nel 1800 artificialmente, per provvedere alle esigenze idriche delle popolazioni che abitavano il territorio vicino. Il torrente Gorzente che scorre tra Liguria e Piemonte, ha modellato questi bacini, da cui emergono rocce levigate che formano piccole cascate ai bordi delle vasche più grandi circondate da spiaggette di pietroline, spesso ombreggiate da bassi salici. 

Da qui, gli amanti del trekking, possono partire per interessanti escursioni all’interno del Parco, scegliendo tra diversi itinerari con specifici gradi di difficoltà, quello più adatto alle proprie esigenze.

Il sentiero più semplice, della lunghezza di 3,5 km con soli 350 metri di dislivello, percorribile da tutti, è quello che porta verso il Passo della Dagliola. Si consiglia di evitare di percorrerlo nelle ore e nei mesi più caldi in quanto è esposto verso Sud e può risultare molto assolato.

Un secondo sentiero si dirige verso il Lago Bruno partendo da Ponte Nespolo ed è percorribile per 5 km e 150 metri di dislivello che si addentrano all’interno del Parco naturale delle Capanne di Montarolo, permettendo di godere della piacevole passeggiata attraverso verdi boschetti di castagni secolari, di noccioli e di saliconi.

Il terzo sentiero, più impegnativo fisicamente, è quello della salita del Monte Tobbio, dedicato ai più allenati e sportivi.

Ogni percorso può iniziare o terminare con una gustosa grigliata o un conviviale picnic nei pressi del Ponte Nespolo, all’inizio dei sentieri, dove sono state attrezzate apposite aree dedicate al relax. Oppure si può programmare una sosta in uno dei numerosi punti di ristoro che offrono una buona varietà di piatti e di spuntini. 

Diverse sono le attività che si possono affiancare ad una piacevole gita nel verde: rigeneranti passeggiate in bici, trekking per i sentieri, un tuffo nella storia con la visita del sacrario dei Martiri della Benedicta, ma anche attività didattiche per i più piccoli e camminate a cavallo o in sella a moto.  

I visitatori potranno anche scegliere di partecipare ai numerosi eventi ed iniziative che vengono organizzate all’ interno del Parco. Il programma annuale prevede l’Antica fiera del bestiame alla fine di Luglio, la Festa dei Parchi che si tiene il 24 Maggio e per accontentare anche i gusti dei cinefili amanti della natura, il Marcarolo Film Festival, una manifestazione di cinema dedicato a tematiche ambientali, naturalistiche e socio-antropologiche.

IL SACRARIO DEI MARTIRI DELLA BENEDICTA

IL SACRARIO DEI MARTIRI DELLA BENEDICTA

Nel cuore del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, tra le valli Polcevera e Stura, nell’Appennino ligure, sorge il Sacrario dei Martiri della Benedicta, un sito di ruderi dell’antica Abbazia della Benedicta, conosciuta in ligure come ‘a Beneditta.

LA STORIA DEL SACRARIO

Questo luogo, uno dei primi complessi monastici benedettini della zona, un tempo era crocevia dei lunghi pellegrinaggi verso Roma, Santiago di Compostela e Genova e fungeva da punto di ristoro per i viaggiatori.
Ceduto dai monaci benedettini e passato in proprietà di diverse famiglie, il luogo divenne riconosciuto a livello nazionale in seguito ad un tragico episodio della storia italiana del secondo dopoguerra. Il sacrario fu, infatti, teatro del più efferato eccidio tra gli eventi che contraddistinsero la Resistenza Italiana, perpetrato a danno dei partigiani alessandrini.

In quei monti, dal 1943, si erano rifugiati numerosi renitenti alla leva, militari che avevano abbandonato l’Esercito e antifascisti, costituendo la Brigata Garibaldi Liguria e la Brigata autonoma Alessandria.
Dal 6 all’11 Aprile del 1944, il comando tedesco di Genova iniziò un’azione anti-partigiana, volta a stanare le resistenze dei ribelli nella zona del monte Tobbio, per rendere più sicure le strade di collegamento tra il Piemonte e la Liguria. Partirono con un cospicuo contingente di uomini e iniziarono ad appiccare incendi tra montagne e casolari.

I partigiani, privi di organizzazione e di armi, invece di disperdersi, decisero di cercare rifugio nella cascina della Benedicta, sede del comando partigiano, in attesa di comandi. Una volta arrivati lì, tuttavia, vi trovarono il nemico.

Furono in 147 i partigiani a perdere la vita, rinchiusi nella cappella adiacente e fucilati. Altri, circa 400 uomini tra partigiani e giovani contadini della zona, vennero inviati nei campi di concentramento tedeschi.
Oggi la vecchia abbazia è un complesso monumentale. Tra il 2000 e il 2009, infatti, in seguito ad un lavoro di restauro e recupero, è stato costituito il Sacrario dei Martiri della Benedicta e, annualmente, viene ricordato l’eccidio tramite una manifestazione nazionale.
Inoltre, tra il 2006 e il 2009 sono stati istituiti l’associazione “Memoria della Benedicta”, per incentivare il recupero e la valorizzazione del sito, e un centro di documentazione multimediale ubicato nella vicina Cascina Foi, aperto ai visitatori.
Il Sacrario dei Martiri della Benedicta si colloca all’interno di alcuni percorsi escursionistici denominati “I sentieri della Libertà degli altri”.

COME ARRIVARE AL SACRARIO

In auto è possibile raggiungerlo da Torino/Alessandria attraverso l’autostrada A21/A7 o da Milano e Genova tramite l’autostrada A7. Da entrambe le direzioni l’uscita è Serravalle Scrivia e da lì bisogna proseguire per la ss.35 e la sp.161 per Gavi, Bosio e, in seguito, per la sp.165 per Capanne di Marcarolo.

ALTRO DA VEDERE

Nelle vicinanze sono numerose le bellezze naturalistiche da poter visitare.
Proseguendo lungo la SP166 si attraversa il Valico degli Eremiti e si possono raggiungere Voltaggio, Gavi (con un bel centro storico e una fortezza), Serravalle Scrivia e Novi Ligure.

Un altro percorso, invece, è quello che permette di addentrarsi verso la zona naturalistica dei Laghi Gorzente fino al Passo Mezzano. Lungo il percorso è situato il Sacrario in ricordo dei partigiani fuggiti dall’eccidio della Benedicta e, in seguito, catturati e uccisi.
In alternativa, prendendo la SP165 verso Bosio, ci si addentra per la Valle Orba, attraversata dall’omonimo torrente, fino ad arrivare a Casaleggio Boiro, vicino ai Laghi della Lavagnina.

A SPASSO PER IL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO IN MOTO

A SPASSO PER IL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO IN MOTO

Tra la pianura e il mare, c’è di mezzo il Parco delle Capanne di Marcarolo!
L’area naturale stretta in un angolo della provincia di Alessandria e confinante con la Liguria rappresenta un itinerario moturistico ideale per chi è appassionato di moto e vuole trascorrere una giornata immerso nella natura selvaggia e incontaminata.
Non è basilare la meta da raggiungere perchè percorrendo i diversi sentieri del Parco delle Capanne di Marcarolo si può assaporare e godere il panorama mozzafiato che custodisce un vasto altopiano tra il versante costiero e quello pianeggiante.
Il Parco delle Capanne di Marcarolo offre sentieri di terra battuta che attraversano i boschi a cavallo tra Liguria e Piemonte e dove è possibile ammirare un paradiso di biodiversità costituito da una varietà di ambienti (come le specie erbacee e arbustive, affioramenti di microtorbiere che si alternano a castagni e pini marittimi) e di fauna (da ricordare i gheppi, le poiane, gli sparvieri, le salamandre, i rospi, i tritoni e la specie protetta del biancone migratore). Questa tipologia di percorso si può trovare partendo dalla città di Gavi, risalendo la valle del fiume Lemme per poi inoltrarsi verso i territori del Parco delle Capanne di Marcarolo ed è adatto ai motociclisti enduristi che amano principalmente le strade sterrate e mulattiere con qualsiasi condizione del terreno e meteorologica.

Per chi ama percorrere curve e strade d’asfalto con la propria motocicletta il sentiero ottimale è quello dei Piani di Praglia, questo il nome della località alle spalle di Pontedecimo, dove l’asfalto scorre veloce e ci sono tornanti abbastanza larghi per concedersi qualche piega divertente. Dai Piani di Praglia si può prendere il sentiero Naturalistico dei Laghi del Gorzente, un anello di 13 km per raggiungere il Lago Lungo e il Lago Bruno. Il motociclista che sceglie questo percorso potrà divertirsi a prendere velocità sulla discesa più repentina verso Campomorone e godere di una strada in perfetto stato di manutenzione per assaporare così il piacere di percorrere il Parco delle Capanne di Marcarolo senza l’ansia di traffico e insidie dietro le curve. In questa zona si trovano sia un locale che un’area attrezzata dove poter sostare con la moto: la trattoria La Chelina è il punto di ristoro che si trova sul percorso dei Piani di Praglia verso il Gorzente dove poter gustare panini e una buona scelta di birre e accanto si trova anche un’area attrezzatissima (barbecue, panche, tavoli e persino bagni) per aprire la propria borsa frigo e godersi un pic-nic all’aria aperta. Dopo il pranzo si può proseguire lungo la strada e dopo la salita al Passo della Bocchetta si giunge su una terrazza dove lo scenario è mozzafiato: la vista arriva fino al mare ligure che si può scorgere tra le cime di questo tratto suggestivo dell’appennino.

Ovviamente non si può parlare del Parco delle Capanne di Marcarolo senza citare il Sacrario dei Martiri della Benedicta presente nel Parco omonimo della Benedicta . E’ una sosta quasi obbligata per tutti i motociclisti che da Voltaggio (SP 160) si dirigono verso la selvaggia valle del Gorzente: quando si arriva a questo ex monastero benedettino, quartier generale della resistenza prima che fosse fatto esplodere dai nazisti, a Pasqua del 1944, bisogna spegnere il motore della moto e ascoltare il silenzio magico di questo posto. Dopo anni di abbandono i ruderi dell’ex monastero benedettino, luogo della strage, sono stati oggetto di un’opera di restauro e recupero per ben 7 anni che ha portato alla creazione del Sacrario dei Martiri della Benedicta. Chi volesse conoscere di più sul Sacrario della Benedicta può affidarsi al percorso di cartelloni, voluti dalla Regione Piemonte, che illustrano le tragiche storie di quei giorni e le testimonianze di chi è sopravvissuto. Andare in moto al Parco delle Capanne di Marcarolo, insomma, vuole dire fare una gita in mezzo alla natura selvaggia ma anche con forti connotazioni simboliche.