monte tobbio

L’AREA DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO E I PUNTI DI INTERESSE

L’AREA DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO E I PUNTI DI INTERESSE

Il territorio del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo ha diversi punti di particolare interesse: infatti, il Parco, istituito nel 1979, presenta aree che raccontano la storia dei nostri luoghi e ne caratterizzano l’ambiente.

L’area naturale delle Capanne di Marcarolo è davvero vasta, basti pensare che ha una superficie di oltre 9.500 ettari, per un altitudine compresa tra 335 metri e i 1.172 metri del Monte delle Figne e il territorio comprende Bosio, Casaleggio Boiro, Fraconalto, Lerma,Mornese, Tagliolo Monferrato e Voltaggio ( tutti Comuni della Provincia di Alessandria).

C’è tanto da vedere nel Parco perchè è uno dei più grandi spettacoli che la natura a cavallo tra Piemonte e Liguria può offrire. Un paesaggio davvero inedito, uno skyline che difficilmente troverete in altre regioni d’Italia: sui crinali rocciosi e nelle fitte boscaglie riescono a convivere specie tipiche della flora alpina e altre caratteristiche dell’ambiente mediterraneo. Questa distesa di latifoglie, conifere e praterie rappresenta il punto più a Sud del Piemonte, con il mar Ligure che dista, in linea d’aria, poco più di 10 Km. I visitatori di primavera più fortunati potrebbero avere il piacere di ammirare la fioritura delle vallate e incrociare diversi animali in un magico contrasto di colori, di vita e di morte. Ricca, infatti, è la presenza faunistica, a cominciare dagli uccelli rapaci come nibbi, poiane, astori e soprattutto il biancone per arrivare a cinghiali, volpi, tassi, ghiri, pipistrelli, caprioli, daini, ricci, faine, lepri.

Data la vastità del territorio del Parco delle Capanne di Marcarolo ed il tempo che spesso è limitato, prima di partire è bene chiarirsi le idee su quello da vedere e da fare. Secondo step fondamentale è munirsi di una buona mappa dato che i sistemi gps spesso non funzionano correttamente.

Qui potrete trovare la mappa del Parco delle Capanne di Marcarolo messa a disposizione da Google Maps.

Per comodità, vi elenchiamo dei punti di interesse in base alla zona per scoprire il territorio.

– Museo del Lavoro Contadino, all’interno di Palazzo Gazzolo a Voltaggio, dove poter conoscere i mestieri tradizionali degli abitanti di Capanne di Marcarolo. Pannelli informativi, attrezzi da lavoro e sale rappresentano i punti forza di questo museo mostrando video e fotografie del territorio.

– Ecomuseo di Cascina Moglioni, podere usato come museo e laboratorio didattico: gli edifici rurali e i terreni sono stati rivalutati per dar vita a questo progetto didattico.

– Sacrario della Benedicta, cascinale diventato famoso durante la seconda guerra mondiale quando nel 1944 persero la vita circa 150 partigiani e le forze nazi-fasciste rasero al suolo la struttura. Oggi si possono ammirare solo i ruderi ma il luogo è un segno concreto della storia del territorio.

Il Parco, però, è ricco di punti di interesse soprattutto dal punto di vista naturalistico: la mappa dell’area naturale presenta ben nove sentieri da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike che consentono di scoprire luoghi unici e di visitare in un sol colpo vette, laghi e vallate. Monte Tobbio, Monte Prabacan, Monte delle Figne sono solo alcune delle vette che è possibile ammirare durante i percorsi del Parco naturale delle Capanne associandoli alla visita e alla vista mozzafiato dei Laghi della Lavagnina e dei Laghi del Gorzente, bacini artificiali costituiti per la produzione di energia idroelettrica, e dei numerosi corsi d’acqua tra i quali il Lemme, dal Passo della Bocchetta verso il Monferrato, il Gorzente, il Piota da Capanne.

Insomma, una gita al Parco delle Capanne di Marcarolo significa fare una passeggiata in un paradiso di biodiversità adatto agli escursionisti per i tanti sentieri che offre, agli amanti dellacultura e a chi interessa la storia di questa area naturale.

I MIGLIORI SENTIERI DA PERCORRERE A PIEDI O IN BICI

I MIGLIORI SENTIERI DA PERCORRERE A PIEDI O IN BICI

Il Parco delle Capanne di Marcarolo offre un reticolo di percorsi ideali per entrare in contatto con la natura e poter godere di panorami da favola stupendosi alla vista di un fiore selvatico o di un pascolo. Il numero di coloro che scelgono una vacanza per il desiderio di ritrovare il contatto con l’ambiente naturale, senza code in autostrada e lontano dai disagi del sovraffollamento, è in costante aumento in questi ultimi anni. La scelta migliore per gli appassionati di escursionismo o per i turisti che scelgono una vacanza “verde” è la rete sentieristica del Parco delle Capanne di Marcarolo che presenta ben 9 percorsi naturalistici con punti di arrivo motorizzato e di partenza da percorrere a piedi, a cavallo e in mountain bike.

Ogni sentiero del Parco delle Capanne di Marcarolo sul territorio è segnalato con i segnavia della Federazione Italiana Escursionismo ovvero simboli geometrici gialli mentre sul web e sulla guida ‘”Il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo – Un invito alla scoperta lungo i suoi sentieri’ , ogni percorso è contrassegnato da una lettera dell’alfabeto corrispondente al punto di partenza e a un numero specifico. L’itinerario più frequentato nel Parco ‘Capanne di Marcarolo’ è quello che porta al Monte Tobbio, cima con un’altitudine di mt. 1092 dove si può godere di una vista a 360° sulle valli circostanti e sulla pianura alessandrina. Il percorso A2 che parte dal Valico degli Eremiti per raggiungere il Monte Tobbio ha una difficoltà abbastanza elevata ed è consigliabile per gli escursionisti che in 3,81 km possono attraversare il versante settentrionale più severo del monte Tobbio con larghi tornanti e aspre zone di prateria intevallate da balze rocciose.

Il valico degli Eremiti è il punto di arrivo anche di un altro splendido itinerario che parte dal Lago Inferiore della Lavagnina (segnavia due stanghette di colore giallo) dove gli ambienti rocciosi, boschi rovere, sorbo montano, castagno e nocciolo lasciano poi il posto alle acque dalle tonalità smeraldo del torrente Gorzente e ai colori calde delle rocce. Lo spettacolare ambiente circostante rende ancora più piacevole questa passeggiata di 6,86 km che, contornando i laghi, va a risalire il Gorzente ed il suo immissario Rio Eremiti.

Il sentiero, però, preferito dagli amanti del trekking soprattutto nei fine settimana primaverili ed autunnali è il percorso che dal Valico degli Eremiti arriva al Passo della Dogliola(mt. 856). L’ampia sella erbosa spazzata dal vento che mette in comunicazione la valle del Rio Lavezze con i bacini del Rio Vergone – Gorzente è il punto di arrivo di questo itinerario molto suggestivo soprattutto per gli scorci paesaggistici che offre sulle valli circostanti e sulla pianura alessandrina.

Un percorso, invece, sconsigliato in estate ma perfetto da percorrere in inverno è quello che parte da Ponte Nespolo e arriva al Passo della Dogliola: l’itinerario, infatti, è completamente esposto a meridione e durante il percorso c’è sempre il sole. Sempre dal Ponte Nespolo si può scegliere anche l’itinerario che porta al Lago Bruno: questo percorso, a differenza dell’altro, è molto praticato in estate perchè il sentiero viene utilizzato per raggiungere le molteplici pozze del torrente Gorzente. Il sentiero di 4,97 km parte dal tornante poco oltre il Ponte Nespolo (quota 507 mt.), costeggia il torrente Gorzente, molto frequentato dai turisti in cerca di refrigerio, e continuando in lieve salita si giunge infine alla diga dalla cui sommità si può ammirare il Lago Bruno (mt. 660).

Gli altri percorsi del Parco delle Capanne di Marcarolo attraversano la Strada della Colma (lungo percorso su strada sterrata da percorrere a cavallo o in mountain bike) per arrivare al versante settentrionale del Monte Colma e ammirare il bosco e le numerose cascine o per giungere in vetta al Monte Tobbio. Ci sono itinerari possibili per attraversare il Parco delle Capanne di Marcarolo anche partendo da Capanne Superiori di Marcarolo: bell’itinerario, frequentato soprattutto in primavera ed autunno, che consente di poter raggiungere la diga del Lago Bruno, la costa Lavezzara e il bacino Rio Badana con un interessante scorcio panoramico.

Insomma, il Parco delle Capanne di Marcarolo si può visitare in qualunque stagione a patto di essere equipaggiati nei minimi particolari soprattutto d’inverno. Il periodo migliore, però, per trascorrere una giornata immersi nella natura incontaminata è sia in primavera quando si possono ammirare le fioriture e qualche animale che si risveglia dal letargo che in autunno passeggiando tra i boschi di faggio, di castagno o di rovere.

IL SENTIERO CIRIMILLA CHE CONDUCE AL MONTE PRACABAN

IL SENTIERO CIRIMILLA CHE CONDUCE AL MONTE PRACABAN

Tra gli itinerari più frequentati e più suggestivi del Parco delle Capanne di Marcarolo troviamo il sentiero che conduce al Monte Pracaban, monte della valle Stura situato al confine tra i comuni liguri di Rossiglione e Campo Ligure e il comune di Bosio in Piemonte. Il versante ligure del Monte Pracaban fa parte del SIC (sito importanza comunitaria) dal 2009 che è stato poi denominato “Praglia – Pracaban”, mentre il versante piemontese fa parte del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. Il percorso, quindi, per raggiungere il Monte Pracaban può partire sia dalla località Cirimilla (vicinanze Lerma) che da Campo Ligure. In entrambi i casi, il percorso presenta un buon manto stradale e sentieri abbastanza agevoli da percorrere sia in trekking che in mountain bike.
La partenza dell’itinerario che ha luogo in località Cirimilla prevede un tratto breve su asfalto per poi lasciare spazio a una faticosa risalita in fuoristrada verso il Monte Pracaban durante la quale la strada sterrata si alterna con percorsi nei boschi e panoramici tratti scoperti che col prendere quota diventano sempre più frequenti. Per arrivare alla vetta del Monte Pracaban (mt. 946), in prossimità della località La Colma, il sentiero non è sempre agevole e se si percorre in bici occorre fare un ultimo strappo in salita per giungere ad un erboso e panoramico pianoro finale. Il percorso lungo la strada della Colma è facilmente percorribile a cavallo o in bici ma è sconsigliabile a piedi a causa della lunghezza. Arrivati in cima al Monte si può scegliere di percorrere una traccia di sentiero che scende verso la sottostante vallata e arrivare su una strada sterrata dal fondo compatto che porta a Cirimilla oppure optare per l’itinerario variante ad anello della zona dei Laghi del Gorzente (suggestiva località molto selvaggia da cui è facile raggiungere anche un noto rilievo della zona, il Monte Tobbio).
Per chi, invece, vuole arrivare al Monte Pracaban partendo da Campo Ligure, può raggiungere la città in auto percorrendo la A26 Voltri – Gravellona Toce (uscita al casello di Masone). Si può lasciare l’auto nel centro del paese (anche se non è facile trovare posto) o percorrere la provinciale e nei pressi del Municipio si può trovare un grande parcheggio: il sentiero per il Monte Pracaban ha inizio nel centro del paese esattamente da via Minzoni dove su un muro sono presenti le indicazioni al Monte con il segnavia X giallo. Dopo qualche tornante in salita, il percorso si trasforma in un bel sentiero dove è possibile ammirare antiche mulattiere e divertirsi con ponti e trampolini di legno per salti con bici e moto. Il sentiero, dopo Rossiglione, diventa molto ripido (stiamo a quota 650) per poi trasformarsi in una salita dolce verso il monte Bellavista (c. 860). Il sentiero attraversa ampi tratti di bosco tra esemplari di rovere (Quercus petraea) e sorbo montano (Sorbus aria); più avanti si possono trovare boschetti di faggio (Fagus sylvatica), alternati a spazi aperti che offrono una veduta panoramica delle praterie finali che conducono alla vetta del monte Pracaban. Nelle giornate limpide, lo sguardo riesce a spaziare dai vicini rilievi del Monte Tobbio e del Monte delle Figne al Mar Ligure fino all’arco alpino. Dalla cima per scendere bisogna seguire la traccia verso ovest che dopo 10 metri porta a delle paline in legno: sempre verso ovest con il segnavia X gialla e cerchio giallo vuoto sono indicati rispettivamente i sentieri per Campo Ligure e per Rossiglione. L’escursione al Monte Pracaban è piacevole e non molto impegnativa ma si consiglia di praticarla in giornate terse sia per godere della vista mozzafiato dalla cima del Pracaban che spazia dalle Alpi Liguri e Marittime fino al Gruppo del Rosa che per non perdersi vista la carenza di segnavia.

ALLA SCOPERTA DELLA FLORA DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

ALLA SCOPERTA DELLA FLORA DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

All’interno del Parco Naturale Capanne di Marcarolo si possono incontrare e ammirare diversi esemplari di rilevante interesse botanico, infatti, alla ricchezza della fauna, si accompagna anche una grandissima varietà di piante e fiori, nonché fitti boschi di castagni secolari.

La vegetazione presente si può classificare come erbacea ed arbustiva, e frequentemente sono rilevabili zone in cui affiorano delle microtorbiere. I diversi ambienti che si possono incontrare fanno da scenario a diversi contesti, in cui vivono e crescono esemplari diversi da ammirare e scoprire, in alcuni casi anche molto rari. La vicinanza al mare delle montagne, dà luogo a condizioni climatiche particolari, di tipo sia mediterraneo che continentale, che permettono la coesistenza di specie tipiche sia della flora alpina che dell’ambiente mediterraneo.

Parecchie le specie endemiche e rare di notevole interesse, come l’agrifoglio dalle bacche gialle e un’esemplare di quercia anomala sempreverde.
Altro esempio è rappresentato dalla Drosera rotundifolia, che cresce in zone umide e acquitrinose, traendo nutrimento anche da piccoli insetti, che un tempo era presente anche in pianura ed oggi solo in pochissime zone montane. Il Cerastium utriense o poverina di Voltri, è invece una pianta classificata solo nel 1988 che cresce solo ed esclusivamente in questo Parco.

Tra le tante varietà floristiche, uno dei gioielli più rari e preziosi presente nel Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, è rappresentato dall’orchidea che è anche il fiore più diffuso, protagonista di apposite escursioni. Tra le varietà di orchidee presenti, che si possono facilmente ammirare e riconoscere, si annoverano l’Orchis Laxiflora, di colore viola e purpureo, la Neottia solitamente nascosta tra i rovi, la Gjmnadenia Conopsea che è probabilmente la specie più pregiata e la Orchis Morio dal caratteristico colore bianco al centro e rosso all’esterno.

Seguendo un vecchio sentiero lungo le sponde del Rio Gorzente si raggiunge la radura di “Pian di Remo”, nelle cui vicinanze una sorgente ospita un esemplare di una felce molto rara, la Osmunda Regalis. Mentre, esplorando il sentiero che costeggia il Rio Badana, sembrerà al visitatore di ritrovarsi immerso in un rigoglioso giardino botanico in mezzo a specie rare quali il Lilium Croceum, la Daphne Cneorum, l’Armeria Plantaginea, l’ Astrantia Maior e il Gladiolus Palustris.

Data l’ampia estensione del Parco naturale, a seconda della zona che si visita ci si può trovare di fronte a scenari diversi: nella zona nord sono presenti tracce di antiche coltivazioni dedicate a secolari castagni e anche svariate zone boschive, prevalentemente formate da esemplari di pino marittimo. Queste piante, sono state utilizzate frequentemente e in maniera massiccia nel corso dei secoli, fornendo il legname necessario per le costruzioni navali, nei vicini ed operosi cantieri della città di Genova. Per sopperire all’utilizzo talvolta scellerato che in passato si è compiuto di questi alberi, causa del disboscamento di vaste zone, recentemente si è provveduto al rimboschimento di queste aree. Questi nuovi innesti, hanno portato anche alla conseguente modifica dell’habitat naturale e alla comparsa di nuove specie animali.

Durante l’escursione che prevede la scalata del Monte Tobbio è possibile ammirare vaste aree di rimboschimento a pino nero (Pinus nigra) con un’abbondante presenza di sorbo montano (Sorbus aria) e rare betulle. Nel periodo tra la primavera e l’autunno, grazie alle particolari condizioni geo-climatiche che vi si creano, sono facilmente visibili specie mediterranee come l’erica (Erica arborea), il ricercato narciso selvatico (Narcissus poeticus) oltre a specie alpine come l’astro alpino e l’erica carnea.

Viene organizzata all’interno del Parco la “Festa dell’Albero” con l’intento di avvicinare e sensibilizzare i ragazzi al rispetto dell’ambiente. Durante la manifestazione gli alunni delle scuole partecipanti, piantano un albero e prendendosene cura, costituiscono un legame affettivo con un piccolo pezzo di natura che durerà nel tempo.

QUATTRO PASSI SUL MONTE TOBBIO

QUATTRO PASSI SUL MONTE TOBBIO

Al centro del Parco Capanne di Marcarolo troviamo il Monte Tobbio (altitudine mt. 1092) che vigila sulla pianura alessandrina e cattura lo sguardo dei turisti grazie ai suoi versanti spogli e notevolmente scoscesi. Il Monte Tobbio non è la cima più elevata del Parco delle Capanne di Marcarolo, però, grazie alla sua collocazione centrale e alla forma piramidale, rappresenta l’escursione più frequentata. L’area del Monte Tobbio è dotata di un’ampia rete di sentieri che offre infinite possibilità di trekking da uno a più giorni, in base alla lunghezza e alla difficoltà. Gli escursionisti del Monte Tobbio di solito prediligono scalare il Monte partendo dal Valico degli Eremiti che viene raggiunto direttamente in auto ed è uno dei percorsi classici e più brevi per salire sul Monte del Parco delle Capanne di Marcarolo. Tuttavia si può anche scegliere un’escursione più impegnativa e suggestiva come quella che parte dai Laghi della Lavagnina e che consente di abbinare alla salita verso la vetta del Monte Tobbio anche la visita dei Laghi scoprendo l’angolo appartato e selvaggio della valle del Gorzente, che si trova tra i Laghi e gli Eremiti.

Per chi non pratica escursionismo ma vuole arrivare al Monte Tobbio può percorrere sia la strada panoramica partendo dal comune di Bosio che arrivare al paese di Voltaggio, risalendo la provinciale della Val Lemme (SP 160) con l’automobile, per poi attraversare il sentiero 403 che si trova in piazza Garibaldi (al centro del paese).  Molto interessante per la diversità di ambienti è la salita “integrale” dal Lago della Lavagnina che si raggiunge dal Valico degli Eremiti percorrendo la Valle del Gorzente: tramite questo percorso si raggiunge il monte Tobbio cogliendo gli aspetti più significativi dell’Area protetta del Parco delle Capanne di Marcarolo. Molto suggestiva, inoltre, è la passeggiata natalizia di notte che i vari CAI provinciali organizzano annualmente la sera del 25 Dicembre partendo dal Valico degli Eremiti. 

Sulla cima del Monte Tobbio è ubicata una chiesetta, del 1897, dedicata a Nostra Signora di Caravaggio: chi riesce a salire fino alla cima del Monte non deve dimenticare di rispettare la tradizione ovvero di  suonare la campana della chiesa e firmare il quaderno degli ospiti. La chiesetta è anche un rifugio d’emergenza di proprietà del Club Alpino Italiano di Novi Ligure. 

Salire sul Monte Tobbio significa fare un’escursione naturalistica per immergersi nella natura delle montagne oltrepadane. Grazie alle particolari condizioni geo-climatiche, infatti, durante la salita al Monte del Parco delle Capanne di Marcarolo è possibile ammirare aree di rimboschimento a pino nero (Pinus nigra) con un’abbondante presenza di sorbo montano (Sorbus aria) e nel periodo tra la primavera e l’autunno convivono specie mediterranee come l’erica (Erica arborea), la profumatissima dafne (Dafne cneorum), il ricercato narciso selvatico (Narcissus poeticus) e specie alpine come l’astro alpino e l’erica carnea.

Gli ambienti diversi, l’abbondanza di acqua e i bassi livelli di inquinamento sono tutti fattori favorevoli che consentono anche la sopravvivenza di numerose specie animali come poiana, capriolo, tritone, gambero di fiume, merlo acquaiolo e il rapace, simbolo del Parco naturale. 

Oltre alla varietà di vegetazione, chi raggiunge la cima del Monte Tobbio può ammirare, se la giornata è limpida, anche un panorama spettacolare con una vista a  360° che  spazia dalla catena alpina di Liguri, Marittime e Cozie (una leggenda dice che in giornate particolarmente favorevoli si arrivano a scorgere anche i Monti del Trentino) alla pianura padana, agli Appennini fino ai vicini Monti di Leco e Figne con vista sui laghi del Gorzente e, in lontananza, la Madonna della Guardia. Volgendo lo sguardo a Sud, dalla cima del Monte si arriva anche a scorgere il Mar Ligure, distante solo 18 km in linea d’aria, e addirittura, qualche fortunato è riuscito a intravedere anche uno scorcio della Corsica. 

PARCO CAPANNE DI MARCAROLO: DOVE MANGIARE?

PARCO CAPANNE DI MARCAROLO: DOVE MANGIARE?

Il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo è un’area naturale protetta istituita nel 1979. Il Parco si trova in Piemonte e si estende per circa 95mila Km arrivando al confine con la Liguria. Chi vuole trascorrere una giornata all’insegna della natura e di panorami spettacolari tra i boschi non può fare una tappa al Parco delle Capanne: tanti i percorsi da percorrere con la moto, a piedi (si consigliano scarpe da trekking o da ginnastica per la presenza di rocce), in bicicletta o a cavallo. 

Il Parco delle Capanne di Marcarolo è raggiungibile sia da chi soggiorna in Liguria, in quanto dista circa 10 km dal Mar Ligure ed è a metà strada tra Genova e Novi Ligure, che in Piemonte, in particolare l’area naturalistica comprende i comuni della provincia di Alessandria come Bosio, Lerma, Voltaggio, e offre la possibilità di immergersi in una natura lussureggiante ed ancora incontaminata. Chi si reca al Parco delle Capanne di Marcarolo può effettuare bellissime camminate con diversi livelli di difficoltà, rinfrescarsi nelle acque del torrente Gorzente, ammirarne i laghi e gli splendidi castagni secolari, visitare l’ecomuseo di cascina Moglioni o fare un tuffo nella storia con il sacrario dei Martiri della Benedicta e godere della cucina grazie a più punti di ristoro ideali per tutti i gusti e per tutte le tasche. 

Parco Capanne di Marcarolo: dove mangiare?

Sono circa 29 le strutture che offrono ristoro ai visitatori del Parco delle Capanne: agriturismi, bar, ristoranti e pizzerie. Per chi sceglie il lato ligure del Parco può gustare un’ottima cucina a Cascina Foi Restaurant consigliato su Tripadvisor per i cibi semplici e casarecci: l’antica cascina ristrutturata è ideale per un pranzo conviviale con amici dopo un’escursione al Sacrario della Benedicta, distante un centinaio di  metri dal ristorante.  Tra i piatti consigliati di Cascina Foi già provati da altri clienti ci sono gli gnocchi tradizionali col pesto, da provare anche quelli all’ortica, fettuccine al sugo di cervo, zuccotto di polenta annegato nella fonduta  poi carni cotte alla brace, capriolo e selvaggina, e lo strudel di mele. Il rapporto qualità prezzo è molto buono e la location è consigliata per chi vuole trascorrere qualche ora immersa in una natura lussureggiante godendo di ottimi piatti e di una vista mozzafiato.

Un altro ristorante consigliato per chi si trova nel cuore del Parco Naturale Regionale delle Capanne di Marcarolo, in particolare ai piedi del Monte Tobbio dell’Appennino piemontese ai confini con la Liguria, è  Baita Rio Gorzente. La Baita prende il nome dal torrente Gorzente che scorre nei pressi del Monte Tobbio ed è un ottimo punto di appoggio per il turismo naturalistico e per chi pratica trekking o escursionismo. La struttura è aperta da Aprile fino a Ottobre ed è consigliata per chi desidera campeggiare nel Parco, fare escursioni, ascoltare buona musica e mangiare prodotti tipici locali e bevande artigianali come la birra artigianale Pasturana, ottimi vini e digestivi prodotti dalla casa. Altri punti di ristoro consigliati sono Trattoria degli Olmi e Antica Trattoria del Canto nei pressi di Bosio (Alessandria), Osteria Vallebona a Campo Ligure. Per chi, invece, vuole fare un picnic nel Parco ci sono tante aree attrezzate con tavoli e focolari. I posti ideali per la gita fuoriporta nel Parco delle Capanne sono nei pressi di  Ovada, nella zona compresa tra il laghi di Lavagnina, vicino al torrente Gorzente nei pressi del sacrario dei Martiri della Benedicta e al guado sul torrente Lemme. 

Comunque, tutto il parco delle Capanne è attrezzato ed è valorizzato con agriturismi, bar, ristoranti, aree sosta per camper e servizi per il trekking.