IL SACRARIO DEI MARTIRI DELLA BENEDICTA

IL SACRARIO DEI MARTIRI DELLA BENEDICTA

Nel cuore del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, tra le valli Polcevera e Stura, nell’Appennino ligure, sorge il Sacrario dei Martiri della Benedicta, un sito di ruderi dell’antica Abbazia della Benedicta, conosciuta in ligure come ‘a Beneditta.

LA STORIA DEL SACRARIO

Questo luogo, uno dei primi complessi monastici benedettini della zona, un tempo era crocevia dei lunghi pellegrinaggi verso Roma, Santiago di Compostela e Genova e fungeva da punto di ristoro per i viaggiatori.
Ceduto dai monaci benedettini e passato in proprietà di diverse famiglie, il luogo divenne riconosciuto a livello nazionale in seguito ad un tragico episodio della storia italiana del secondo dopoguerra. Il sacrario fu, infatti, teatro del più efferato eccidio tra gli eventi che contraddistinsero la Resistenza Italiana, perpetrato a danno dei partigiani alessandrini.

In quei monti, dal 1943, si erano rifugiati numerosi renitenti alla leva, militari che avevano abbandonato l’Esercito e antifascisti, costituendo la Brigata Garibaldi Liguria e la Brigata autonoma Alessandria.
Dal 6 all’11 Aprile del 1944, il comando tedesco di Genova iniziò un’azione anti-partigiana, volta a stanare le resistenze dei ribelli nella zona del monte Tobbio, per rendere più sicure le strade di collegamento tra il Piemonte e la Liguria. Partirono con un cospicuo contingente di uomini e iniziarono ad appiccare incendi tra montagne e casolari.

I partigiani, privi di organizzazione e di armi, invece di disperdersi, decisero di cercare rifugio nella cascina della Benedicta, sede del comando partigiano, in attesa di comandi. Una volta arrivati lì, tuttavia, vi trovarono il nemico.

Furono in 147 i partigiani a perdere la vita, rinchiusi nella cappella adiacente e fucilati. Altri, circa 400 uomini tra partigiani e giovani contadini della zona, vennero inviati nei campi di concentramento tedeschi.
Oggi la vecchia abbazia è un complesso monumentale. Tra il 2000 e il 2009, infatti, in seguito ad un lavoro di restauro e recupero, è stato costituito il Sacrario dei Martiri della Benedicta e, annualmente, viene ricordato l’eccidio tramite una manifestazione nazionale.
Inoltre, tra il 2006 e il 2009 sono stati istituiti l’associazione “Memoria della Benedicta”, per incentivare il recupero e la valorizzazione del sito, e un centro di documentazione multimediale ubicato nella vicina Cascina Foi, aperto ai visitatori.
Il Sacrario dei Martiri della Benedicta si colloca all’interno di alcuni percorsi escursionistici denominati “I sentieri della Libertà degli altri”.

COME ARRIVARE AL SACRARIO

In auto è possibile raggiungerlo da Torino/Alessandria attraverso l’autostrada A21/A7 o da Milano e Genova tramite l’autostrada A7. Da entrambe le direzioni l’uscita è Serravalle Scrivia e da lì bisogna proseguire per la ss.35 e la sp.161 per Gavi, Bosio e, in seguito, per la sp.165 per Capanne di Marcarolo.

ALTRO DA VEDERE

Nelle vicinanze sono numerose le bellezze naturalistiche da poter visitare.
Proseguendo lungo la SP166 si attraversa il Valico degli Eremiti e si possono raggiungere Voltaggio, Gavi (con un bel centro storico e una fortezza), Serravalle Scrivia e Novi Ligure.

Un altro percorso, invece, è quello che permette di addentrarsi verso la zona naturalistica dei Laghi Gorzente fino al Passo Mezzano. Lungo il percorso è situato il Sacrario in ricordo dei partigiani fuggiti dall’eccidio della Benedicta e, in seguito, catturati e uccisi.
In alternativa, prendendo la SP165 verso Bosio, ci si addentra per la Valle Orba, attraversata dall’omonimo torrente, fino ad arrivare a Casaleggio Boiro, vicino ai Laghi della Lavagnina.