I FIUMI DEL PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

I FIUMI DEL PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

L’area del Parco naturale di Capanne di Marcarolo offre un punto di vista privilegiato per chi vuole partire alla scoperta della natura o vuole approfondire le proprie conoscenze ambientali inoltrandosi in un’area naturale protetta che si estende per 95.000 Km sul territorio piemontese compreso tra la Val Lemme, la Val Polcevera e la Valle Stura.

Il Parco è molto interessante anche da un punto di vista idrogeologico, data la grande abbondanza di corsi d’acqua e di zone umide che lo caratterizzano, con ambienti naturali di grande ricchezza legati ai corsi d’acqua quali lanche, stagni, gerbidi e ghiareti del fiume.

I corsi d’acqua presenti vengono utilizzati sia per la produzione di energia idroelettrica sia per usi potabili per l’Acquedotto del comune di Genova. Tra i corsi d’acqua che attraversano il territorio del Parco vanno menzionati il Lemme, che scorre dal Passo della Bocchetta verso il Monferrato, il Gorzente tra i laghi del Gorzente e i laghi della Lavagnina, e il Piota da Capanne. Numerosissimi sono i rii minori, affluenti dei corsi d’acqua più importanti, come il rio Acque Striate, affluente del Lemme, il rio del Mulino ed il rio di Campo di Staggi, affluenti del Gorzente.

Esperienza molto amata dai visitatori, che durante la stagione più calda affollano le sue rive, è l’escursione al Torrente Gorzente. Le sue acque fresche e cristalline offrono un’ottima soluzione e un refrigerante rimedio, alla calura e all’afa cittadina, per chi vuole passare una giornata alternativa rispetto a quelle offerte dalle spiagge affollate della Liguria. Il programma ideale prevede un pic-nic nei pressi del torrente, una pausa rilassante crogiolandosi un po’ al sole e una volta ritemprati, la partenza alla scoperta della natura selvaggia che lo circonda. Una proposta per garantirsi relax e avventura, il tutto all’interno di un unico luogo.

Per chi vuole completare la propria esperienza, concedendosi anche un buon pasto, c’è solo l’imbarazzo della scelta, sono infatti presenti, all’interno del Parco ben 29 strutture ricettive tra ristoranti, pizzerie, bar e agriturismi in cui è possibile mangiare, dormire e rifocillarsi. Consigliata la Cascina Foi Restaurant, situata nei pressi del Sacrario della Benedicta che propone piatti tipici del territorio in un ambiente conviviale, oppure, ai piedi del Monte Tobbio, la Baita Rio Gorzente, collocata proprio vicino al torrente in cui si produce una birra artigianale e dove si può anche campeggiare.

Le attività e i programmi proposti dal Parco consentono di conoscere nel dettaglio l’ambiente naturale e la biodiversità presente, con uno sguardo critico ai temi ambientali e all’inevitabile impatto umano che attraverso la successione degli eventi storici lo hanno modificato e influenzato.

Mentre il territorio che circonda il Parco è stato sistematicamente impoverito e depauperato dall’azione, a volte infausta dell’uomo, attraverso le attività del Parco si può ritrovare un’armonia perduta con il grande patrimonio naturalistico presente. Attraverso la conoscenza delle attività sostenibili, al cambiamento delle abitudini di vita quotidiana, al rispetto di tutte le forme di vita e degli ambienti che le ospitano, il visitatore diventa essere vivente consapevole del sistema che lo circonda e di cui è parte integrante. Lo scopo che l’Ente Parco si prefigge è anche quello di porre l’accento sul problema ambientale che coinvolge la Risorsa Acqua, spesso poco conosciuto e sottovalutato, ma fondamentale per la nostra vita e per l’ecosistema, e della preservazione e della disponibilità limitata dei corsi d’acqua dolce.

Attualmente sono in attività due stazioni che conducono studi e ricerche sul territorio, una gestita direttamente dal Parco ed una dal GPSO, il Gruppo Piemontese Studi Ornitologici, che si occupano con continuità del monitoraggio permanente dell’avifauna, dello studio delle dinamiche vegetazionali degli ambienti fluviali, nonché della valutazione della qualità delle acque.