Sentieri

L’AREA DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO E I PUNTI DI INTERESSE

L’AREA DEL PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO E I PUNTI DI INTERESSE

Il territorio del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo ha diversi punti di particolare interesse: infatti, il Parco, istituito nel 1979, presenta aree che raccontano la storia dei nostri luoghi e ne caratterizzano l’ambiente.

L’area naturale delle Capanne di Marcarolo è davvero vasta, basti pensare che ha una superficie di oltre 9.500 ettari, per un altitudine compresa tra 335 metri e i 1.172 metri del Monte delle Figne e il territorio comprende Bosio, Casaleggio Boiro, Fraconalto, Lerma,Mornese, Tagliolo Monferrato e Voltaggio ( tutti Comuni della Provincia di Alessandria).

C’è tanto da vedere nel Parco perchè è uno dei più grandi spettacoli che la natura a cavallo tra Piemonte e Liguria può offrire. Un paesaggio davvero inedito, uno skyline che difficilmente troverete in altre regioni d’Italia: sui crinali rocciosi e nelle fitte boscaglie riescono a convivere specie tipiche della flora alpina e altre caratteristiche dell’ambiente mediterraneo. Questa distesa di latifoglie, conifere e praterie rappresenta il punto più a Sud del Piemonte, con il mar Ligure che dista, in linea d’aria, poco più di 10 Km. I visitatori di primavera più fortunati potrebbero avere il piacere di ammirare la fioritura delle vallate e incrociare diversi animali in un magico contrasto di colori, di vita e di morte. Ricca, infatti, è la presenza faunistica, a cominciare dagli uccelli rapaci come nibbi, poiane, astori e soprattutto il biancone per arrivare a cinghiali, volpi, tassi, ghiri, pipistrelli, caprioli, daini, ricci, faine, lepri.

Data la vastità del territorio del Parco delle Capanne di Marcarolo ed il tempo che spesso è limitato, prima di partire è bene chiarirsi le idee su quello da vedere e da fare. Secondo step fondamentale è munirsi di una buona mappa dato che i sistemi gps spesso non funzionano correttamente.

Qui potrete trovare la mappa del Parco delle Capanne di Marcarolo messa a disposizione da Google Maps.

Per comodità, vi elenchiamo dei punti di interesse in base alla zona per scoprire il territorio.

– Museo del Lavoro Contadino, all’interno di Palazzo Gazzolo a Voltaggio, dove poter conoscere i mestieri tradizionali degli abitanti di Capanne di Marcarolo. Pannelli informativi, attrezzi da lavoro e sale rappresentano i punti forza di questo museo mostrando video e fotografie del territorio.

– Ecomuseo di Cascina Moglioni, podere usato come museo e laboratorio didattico: gli edifici rurali e i terreni sono stati rivalutati per dar vita a questo progetto didattico.

– Sacrario della Benedicta, cascinale diventato famoso durante la seconda guerra mondiale quando nel 1944 persero la vita circa 150 partigiani e le forze nazi-fasciste rasero al suolo la struttura. Oggi si possono ammirare solo i ruderi ma il luogo è un segno concreto della storia del territorio.

Il Parco, però, è ricco di punti di interesse soprattutto dal punto di vista naturalistico: la mappa dell’area naturale presenta ben nove sentieri da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike che consentono di scoprire luoghi unici e di visitare in un sol colpo vette, laghi e vallate. Monte Tobbio, Monte Prabacan, Monte delle Figne sono solo alcune delle vette che è possibile ammirare durante i percorsi del Parco naturale delle Capanne associandoli alla visita e alla vista mozzafiato dei Laghi della Lavagnina e dei Laghi del Gorzente, bacini artificiali costituiti per la produzione di energia idroelettrica, e dei numerosi corsi d’acqua tra i quali il Lemme, dal Passo della Bocchetta verso il Monferrato, il Gorzente, il Piota da Capanne.

Insomma, una gita al Parco delle Capanne di Marcarolo significa fare una passeggiata in un paradiso di biodiversità adatto agli escursionisti per i tanti sentieri che offre, agli amanti dellacultura e a chi interessa la storia di questa area naturale.

LUNGO IL FIUME GORZENTE: UN’ESCURSIONE FRA SENTIERI, SPIAGGE E LAGHI ARTIFICIALI

LUNGO IL FIUME GORZENTE: UN’ESCURSIONE FRA SENTIERI, SPIAGGE E LAGHI ARTIFICIALI

Il rio Gorzente scorre tra la Liguria e il Piemonte, in un’area naturalistica protetta di inestimabile valore ambientale.

Meta di escursioni tra vallate e montagne e luogo perfetto per refrigerarsi nelle acque di colore verde smeraldo che contraddistinguono il torrente, il Gorzente offre una varietà di scenari paesaggistici degna di nota, ancora più selvaggi ed incontaminati di quelli del vicino torrente Orba. Ci si può incamminare lungo il corso del fiume, scoprendo una miriade di spiaggette naturali in cui concedersi una nuotata, intraprendere tre differenti sentieri che conducono, rispettivamente, verso il Passo della Dagliola, il Lago Bruno e il Monte Tobbio oppure inoltrarsi alla scoperta dei 3 laghi artificiali che formano i cosiddetti Laghi del Gorzente.

I TRE SENTIERI

Tre itinerari naturali che partono dai Laghi del Gorzente e si addentrano nel Parco delle Capanne di Marcarolo.
Il primo conduce verso il passo della Dagliola: con i suoi 3,5 km di camminata e 150 m di dislivello, è sicuramente il più semplice da affrontare, specialmente, nei mesi autunnali e invernali. L’esposizione a sud, infatti, lo rende particolarmente faticoso da percorrere sotto il sole estivo.
Il secondo è il percorso che da Ponte Nespolo porta al Lago Bruno: 5 km e 150 m di dislivello tra boschetti di castagni e noccioli.
Terzo e ultimo percorso è il sentiero che va verso il Monte Tobbio, sicuramente il più impervio e sconsigliabile con bambini al seguito o se non si ha voglia di camminare troppo.

I LAGHI

I Laghi del Gorzente sono un gruppo di tre invasi artificiali dell’Appennino ligure utilizzati per alimentare gli acquedotti di Genova: il lago Lungo (o Bigio) (684 m) ed il lago Badana, noto anche con la denominazione dialettale di lago de Föggiariônda (700 m) a monte, il lago Lavezze o Bruno (646 m) a valle.
Questi tre laghi artificiali furono creati nell’Ottocento per permettere l’approvvigionamento d’acqua ai paesi limitrofi.
La zona è caratterizzata da una grande varietà di specie sia a livello faunistico che di vegetazione: spiccano tra tutti il biancone, rapace in via d’estinzione, e la struttura geologica del “gruppo Voltri”, con rocce effusive appartenenti ad un fondale oceanico formatosi circa 170 milioni di anni fa dalla collisione tra la placca paleoeuropea e quella austro-italodinarica.

IL FIUME E LE SPIAGGE

Il Gorzente si allarga nel corso del suo letto, formando piscine naturali costituite da ampi specchi di acqua verde cristallina e spiagge di sabbia o pietrisco.
Tra gole scoscese e spazi più ampi dal notevole impatto scenografico, il paesaggio circostante è ricco di vegetazione e varia dalle tinte mediterranee dei vicini litorali liguri ai colori più freddi di montagna, passando per gli strapiombi rocciosi di colore rossastro.
Le spiagge top che meritano davvero una visita sono: le Cascatelle (prima spiaggia d’arrivo se si proviene da nord, situata tra il km 10 e il km 11 della SP165) con il suo canyon a valle incantevole, la spiaggia di Ponte Nespolo, a valle del guado, con le sue due piscine naturali e il Lagone, che si trova in corrispondenza di una marcata curva a destra del torrente e in sponda opposta di un affluente di destra del Gorzente (secco d’estate), meta preferita per i giovani. Qui troverete la piscina più profonda di tutto il torrente, perfetta per tuffi e nuotate, e sole tutto il giorno. Se pensate di trascorrere qui la vostra giornata, ricordate di portarvi un pranzo al sacco.

COME RAGGIUNGERE IL TORRENTE

Da Milano e Parma: uscita Serravalle Scrivia della A7 e seguite le indicazioni per il “Parco delle Capanne di Marcarolo”. Una volta giunti ad altezza del Parco, proseguite in direzione Capanne di Marcarolo finché non costeggerete il Gorzente.
Da Torino e Alessandria: uscita Ovada della A26 e proseguire sulla SP165 in direzione Capanne di Marcarolo fino a costeggiare il Gorzente.
In entrambi i casi, venendo da nord, la prima spiaggia sarà quella situata tra il Km 10 e il Km 11 della SP165, ovvero la spiaggia de Le Cascatelle.
Da Genova (e da sud in generale): uscita Masone (A26) e proseguire per Capanne di Marcarolo e b&b udine, in seguito, per Voltaggio. Arriverete diretti al cuore del Gorzente, all’altezza della spiaggia del Ponte Nespolo.

I MIGLIORI SENTIERI DA PERCORRERE A PIEDI O IN BICI

I MIGLIORI SENTIERI DA PERCORRERE A PIEDI O IN BICI

Il Parco delle Capanne di Marcarolo offre un reticolo di percorsi ideali per entrare in contatto con la natura e poter godere di panorami da favola stupendosi alla vista di un fiore selvatico o di un pascolo. Il numero di coloro che scelgono una vacanza per il desiderio di ritrovare il contatto con l’ambiente naturale, senza code in autostrada e lontano dai disagi del sovraffollamento, è in costante aumento in questi ultimi anni. La scelta migliore per gli appassionati di escursionismo o per i turisti che scelgono una vacanza “verde” è la rete sentieristica del Parco delle Capanne di Marcarolo che presenta ben 9 percorsi naturalistici con punti di arrivo motorizzato e di partenza da percorrere a piedi, a cavallo e in mountain bike.

Ogni sentiero del Parco delle Capanne di Marcarolo sul territorio è segnalato con i segnavia della Federazione Italiana Escursionismo ovvero simboli geometrici gialli mentre sul web e sulla guida ‘”Il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo – Un invito alla scoperta lungo i suoi sentieri’ , ogni percorso è contrassegnato da una lettera dell’alfabeto corrispondente al punto di partenza e a un numero specifico. L’itinerario più frequentato nel Parco ‘Capanne di Marcarolo’ è quello che porta al Monte Tobbio, cima con un’altitudine di mt. 1092 dove si può godere di una vista a 360° sulle valli circostanti e sulla pianura alessandrina. Il percorso A2 che parte dal Valico degli Eremiti per raggiungere il Monte Tobbio ha una difficoltà abbastanza elevata ed è consigliabile per gli escursionisti che in 3,81 km possono attraversare il versante settentrionale più severo del monte Tobbio con larghi tornanti e aspre zone di prateria intevallate da balze rocciose.

Il valico degli Eremiti è il punto di arrivo anche di un altro splendido itinerario che parte dal Lago Inferiore della Lavagnina (segnavia due stanghette di colore giallo) dove gli ambienti rocciosi, boschi rovere, sorbo montano, castagno e nocciolo lasciano poi il posto alle acque dalle tonalità smeraldo del torrente Gorzente e ai colori calde delle rocce. Lo spettacolare ambiente circostante rende ancora più piacevole questa passeggiata di 6,86 km che, contornando i laghi, va a risalire il Gorzente ed il suo immissario Rio Eremiti.

Il sentiero, però, preferito dagli amanti del trekking soprattutto nei fine settimana primaverili ed autunnali è il percorso che dal Valico degli Eremiti arriva al Passo della Dogliola(mt. 856). L’ampia sella erbosa spazzata dal vento che mette in comunicazione la valle del Rio Lavezze con i bacini del Rio Vergone – Gorzente è il punto di arrivo di questo itinerario molto suggestivo soprattutto per gli scorci paesaggistici che offre sulle valli circostanti e sulla pianura alessandrina.

Un percorso, invece, sconsigliato in estate ma perfetto da percorrere in inverno è quello che parte da Ponte Nespolo e arriva al Passo della Dogliola: l’itinerario, infatti, è completamente esposto a meridione e durante il percorso c’è sempre il sole. Sempre dal Ponte Nespolo si può scegliere anche l’itinerario che porta al Lago Bruno: questo percorso, a differenza dell’altro, è molto praticato in estate perchè il sentiero viene utilizzato per raggiungere le molteplici pozze del torrente Gorzente. Il sentiero di 4,97 km parte dal tornante poco oltre il Ponte Nespolo (quota 507 mt.), costeggia il torrente Gorzente, molto frequentato dai turisti in cerca di refrigerio, e continuando in lieve salita si giunge infine alla diga dalla cui sommità si può ammirare il Lago Bruno (mt. 660).

Gli altri percorsi del Parco delle Capanne di Marcarolo attraversano la Strada della Colma (lungo percorso su strada sterrata da percorrere a cavallo o in mountain bike) per arrivare al versante settentrionale del Monte Colma e ammirare il bosco e le numerose cascine o per giungere in vetta al Monte Tobbio. Ci sono itinerari possibili per attraversare il Parco delle Capanne di Marcarolo anche partendo da Capanne Superiori di Marcarolo: bell’itinerario, frequentato soprattutto in primavera ed autunno, che consente di poter raggiungere la diga del Lago Bruno, la costa Lavezzara e il bacino Rio Badana con un interessante scorcio panoramico.

Insomma, il Parco delle Capanne di Marcarolo si può visitare in qualunque stagione a patto di essere equipaggiati nei minimi particolari soprattutto d’inverno. Il periodo migliore, però, per trascorrere una giornata immersi nella natura incontaminata è sia in primavera quando si possono ammirare le fioriture e qualche animale che si risveglia dal letargo che in autunno passeggiando tra i boschi di faggio, di castagno o di rovere.

IL SENTIERO CIRIMILLA CHE CONDUCE AL MONTE PRACABAN

IL SENTIERO CIRIMILLA CHE CONDUCE AL MONTE PRACABAN

Tra gli itinerari più frequentati e più suggestivi del Parco delle Capanne di Marcarolo troviamo il sentiero che conduce al Monte Pracaban, monte della valle Stura situato al confine tra i comuni liguri di Rossiglione e Campo Ligure e il comune di Bosio in Piemonte. Il versante ligure del Monte Pracaban fa parte del SIC (sito importanza comunitaria) dal 2009 che è stato poi denominato “Praglia – Pracaban”, mentre il versante piemontese fa parte del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. Il percorso, quindi, per raggiungere il Monte Pracaban può partire sia dalla località Cirimilla (vicinanze Lerma) che da Campo Ligure. In entrambi i casi, il percorso presenta un buon manto stradale e sentieri abbastanza agevoli da percorrere sia in trekking che in mountain bike.
La partenza dell’itinerario che ha luogo in località Cirimilla prevede un tratto breve su asfalto per poi lasciare spazio a una faticosa risalita in fuoristrada verso il Monte Pracaban durante la quale la strada sterrata si alterna con percorsi nei boschi e panoramici tratti scoperti che col prendere quota diventano sempre più frequenti. Per arrivare alla vetta del Monte Pracaban (mt. 946), in prossimità della località La Colma, il sentiero non è sempre agevole e se si percorre in bici occorre fare un ultimo strappo in salita per giungere ad un erboso e panoramico pianoro finale. Il percorso lungo la strada della Colma è facilmente percorribile a cavallo o in bici ma è sconsigliabile a piedi a causa della lunghezza. Arrivati in cima al Monte si può scegliere di percorrere una traccia di sentiero che scende verso la sottostante vallata e arrivare su una strada sterrata dal fondo compatto che porta a Cirimilla oppure optare per l’itinerario variante ad anello della zona dei Laghi del Gorzente (suggestiva località molto selvaggia da cui è facile raggiungere anche un noto rilievo della zona, il Monte Tobbio).
Per chi, invece, vuole arrivare al Monte Pracaban partendo da Campo Ligure, può raggiungere la città in auto percorrendo la A26 Voltri – Gravellona Toce (uscita al casello di Masone). Si può lasciare l’auto nel centro del paese (anche se non è facile trovare posto) o percorrere la provinciale e nei pressi del Municipio si può trovare un grande parcheggio: il sentiero per il Monte Pracaban ha inizio nel centro del paese esattamente da via Minzoni dove su un muro sono presenti le indicazioni al Monte con il segnavia X giallo. Dopo qualche tornante in salita, il percorso si trasforma in un bel sentiero dove è possibile ammirare antiche mulattiere e divertirsi con ponti e trampolini di legno per salti con bici e moto. Il sentiero, dopo Rossiglione, diventa molto ripido (stiamo a quota 650) per poi trasformarsi in una salita dolce verso il monte Bellavista (c. 860). Il sentiero attraversa ampi tratti di bosco tra esemplari di rovere (Quercus petraea) e sorbo montano (Sorbus aria); più avanti si possono trovare boschetti di faggio (Fagus sylvatica), alternati a spazi aperti che offrono una veduta panoramica delle praterie finali che conducono alla vetta del monte Pracaban. Nelle giornate limpide, lo sguardo riesce a spaziare dai vicini rilievi del Monte Tobbio e del Monte delle Figne al Mar Ligure fino all’arco alpino. Dalla cima per scendere bisogna seguire la traccia verso ovest che dopo 10 metri porta a delle paline in legno: sempre verso ovest con il segnavia X gialla e cerchio giallo vuoto sono indicati rispettivamente i sentieri per Campo Ligure e per Rossiglione. L’escursione al Monte Pracaban è piacevole e non molto impegnativa ma si consiglia di praticarla in giornate terse sia per godere della vista mozzafiato dalla cima del Pracaban che spazia dalle Alpi Liguri e Marittime fino al Gruppo del Rosa che per non perdersi vista la carenza di segnavia.